
20 Maggio 1984
VICENZA - PARMA: 1 - 4
Le Cronache - Giugno 1984
ALL'INFERNO E ... RITORNO
DOMENICA 20 MAGGIO 1984 - STADIO MENTI ORE 16:
di
Pino Colombi
Già si trama nell'ombra, qualcuno accenna a probabili ricorsi storici, i tifosi di fede biancorossa confidano invece nella forza dei nervi... distesi. La vecchia guardia Vicentina non può debordare di fronte ai novelli virgulti parmigiani.
Garrire di stendardi da una parte all'altra del vecchio Menti, gremito quasi a scoppiare, con qualche spruzzo di ossigeno verso i vertici delle curve, tanto a dimostrare che Vicenza è città che dà respiro anche in un mach incandescente, come quello che si sta per consumare. Tifosi crociati in massa per stare accanto alla propria
compagine, chiamata a ribaltare un risultato quasi impossibile, proprio nella fossa dei
leoni. Insomma un vero e proprio inferno, una vera e propria battaglia. Le formazioni in campo si studiano, dopo il tripudio d'obbligo all'entrata in campo dei beniamini.
Si comincia, il sipario è alzato sulla gara più importante E esaltante della terza serie.
Due compagini tanto vicine alla vetta, tanto unite nei propositi, come tanto diverse nelle caratteristiche peculiari, due mosaici diversi, per caratura, carattere e intelaiatura: l'una (i
vicentini) compassata, sorniona ed estremamente ragionatrice, l'altra (il Parma) giovane, mordente, determinata e smaniosa di prendere e far prendere coscienza della propria vitalità, tipica delle formazioni emergenti.
Pochi secondi e il Parma è in vantaggio, mettendo in salita la truppa di Giorgi. Vociare assordante sugli spalti con parmigiani
alle stelle e vicentini a mordere il freno. L'impossibile si avvera. Trema la terra che fu dei Palladio e un terribile incubo serpeggia tra le fila dei
biancorossi.
Questo Parma, dato per spacciato da una pletora di soloni, ha tramortito il Golia di turno. Poi piano piano le ... vecchie glorie vicentine ripropongono se stesse, trovando la via dei pareggio tutto da rifare.
Nella seconda parte, tanto per complicare le cose, Panizza semina il panico tra i crociati mancando il rigore
del possibile vantaggio e raggelando contemporaneamente la panchina ducale. Qualunque formazione in quel frangente avrebbe calato gli ormeggi, cercando di uscire indenne dalla fossa dei leoni. il Parma, formato Perani al contrario, innesca una marcia in più e nel breve giro di un ... aperitivo ti rifila un
"uno-due" che mette in ginocchio la vecchia guardia veneta, poi a suggellare la spettacolarità della forza viva coglie la quarta rete, regalando, ai molteplici supporters, una delle giornate più stupende che il calcio di casa nostra ricordi e lasciando nel marasma e nello sconforto i biancorossi vicentini, relegati,
nel contesto, al ruolo davvero poco felice di sparring-partners. Sulla via dei ritorno molti mentalmente, pensando alla terra vicentina ripetevano "Lassù qualcuno ci ama"!
Parma in festa, nonostante il cielo imbronciato bagnasse l'entusiasmo dei parmigiani che ugualmente accoglievano i propri beniamini come degli autentici gladiatori.
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Il biglietto della gara.
GAZZETTA DI PARMA - Luned' 21 Maggio 1984
Spettacolo di gioco, di emozioni, di reti
di
ALDO CURTI
VICENZA - Lo stadio «Menti» di Vicenza ha ancora, una volta portato fortuna al Parma che vi ha colto la più esaltante vittoria di tutto il dopoguerra: al confronto con il 4-1 di ieri anche gli indimenticabili spareggi con l'Udinese (2-0) e la Triestina (3- 1) escono appannati e dimensionati. Il che è tutto dire, per chi abbia buona memoria.
Il Vicenza non può neanche dire di essere stato sorpreso dall'aggressività e dal ritmo del Parma, visto che per tutta la settimana Perani e i giocatori avevano detto a chiare lettere che obiettivo principale, irrinunciabile, era il successo pieno: se poi i locali recriminano di essere stati trafitti subito in apertura di gioco (gol di Marocchi), vuol dire che l'esperienza e il mestiere dei suoi uomini sono doti ormai obsolete, se dimenticano, e non prendono opportuni accorgimenti, le partenze a razzo dei gialloblù, che non sono certo un mistero per nessuno, soprattutto in trasferta (a Reggio il gol era arrivato dopo pochi minuti, a Firenze, contro la Rondinella, addirittura al primo). Si tenga poi conto che i biancorossi veneti, pure rivelando fin dall'avvio una congenita lentezza nella manovra, monotona e ripetitiva, con lunghi cross a cercare la testa di Rondon, hanno avuto anche la gratificante opportunità dì rimettere la partita sui binari preferiti, grazie ad un calcio di rigore sulla cui autenticità non tutti (e non solo di parte parmense) hanno concordato: ma anche questo non è servito a colmare un divario di organizzazione, di praticità, di ritmo che soprattutto nella ripresa ha ridotto i padroni di casa ad un complesso distrutto nelle gambe e nel morale, con buona pace del suo allenatore Giorgi. Il quale non ha neanche capito che l'unico suo uomo capace di dare un po' di fastidio agli scatenati Salsano, Aselli, Marocchi e Mariani era Lutterotti, uno dei migliori centrocampisti del girone, che lui ha invece tenuto in panchina. Questione dì... gusti.
Per la verità i minuti iniziali della ripresa hanno presentato un Vicenza un po' meglio disposto, con azioni di rimessa che - anche per un momentaneo sbandamento della difesa gialloblù - in un paio di occasioni sono andate vicinissime al gol, per fortuna Gandini ha effettuato qui un grande intervento, ma appena il Parma ha rimesso ordine nel suo gioco - i richiami di Perani dalla panchina si sono fatti sentire, mentre già si scaldavano tutti gli uomini a disposizione - i locali hanno cominciato a denunciare limiti impietosamente insufficienti di passo e di tenuta.
L'ultima mezz'ora del Parma è stata un autentico spettacolo. Dapprima il portiere Petrovic
(estremamente nervoso e scorretto) il gol a freddo lo aveva evidentemente choccato;
ha fermato alcuni insidiosi tiri da fuori; poi, la danza frenetica degli uomini in gialloblù, sostenuta anche da Davin e da Pioli ha stremato Bigon e soci. Un sussulto quando Panizza ha sbagliato un calcio di rigore concesso per un plateale atterramento di Barbuti a pochi metri dal portiere: si è temuto che l'episodio potesse incidere negativamente sul morale della squadra, che invece ha continuato a macinare con l'efficacia di prima. Il Vicenza ha dovuto gettare la spugna, trafitto dalle tre reti di Mariani (su cross di Pioli, anche lui in proiezione offensiva, come si diceva), e Barbuti (due, l'ultimo su rigore). Una vera e propria lezione di gioco e di praticità, con il pubblico locale ammutolito e addirittura in precipitosa... fuga dal «Menti» già dal terzo gol del Parma. E' finita in un trionfo per Panizza e compagni.
E adesso che dire, ancora, di questa magnifica squadra che sta veramente superando le più rosee aspettative, offrendo insieme ai risultati anche prestazioni di livello tecnico davvero eccezionali? Che merita sicuramente la B, anche se, purtroppo, ci saranno ancora 180 minuti di ansia e speriamo non di sofferenza: ormai il collettivo ha acquisito una brillante automaticità nella manovra, in questo momento ancor più evidenziata dalla felice
condizione atletica di tutti. Sono 14-15 uomini che Perani utilizza con straordinario senso tattico e grande opportunità: ad esempio, chiama Stoppani per la quinta volta dopo avergli fatto mangiare mesi di panchina e il difensore risponde con una esemplare prova, annullando, così come aveva fatto nell'andata, il pericolosissimo Rondon, cannoniere del girone.
Questa squadra, poi, sta ritrovando Ascagni il quale realizza pochi gol ma li fa segnare: anche ieri due delle quattro reti sono venute da due perfette imbeccate e molti altri suggerimenti si sono perduti solo per un nonnulla. Ho fatto due nomi solo per sottolineare come ancora, dopo 32 gare di campionato, tutti gli uomini stiano rispondendo in modo estremamente positivo sul piano tecnico e su quello fisico: l'elogio, ovviamente è per tutti, specialmente per coloro che dall'inizio del campionato garantiscono alla squadra sicurezza e continuità. Ancora 180 minuti, si diceva, e poi il miracolo sarà compiuto.
FESTEGIAMENTI IN CITTA'
Era dal «mundial» di due anni fa che Parma sportiva non scendeva in piazza. Lo ha rifatto ieri in occasione del travolgente successo dei gialloblù. a Vicenza, un successo che ora fa sentire la B più vicina.
Le prime pattuglie di tifosi hanno cominciato a scorrazzare per le strade dopo che il Parma, fallito il rigore, è nuovamente passato in vantaggio. Sul tre a uno i caroselli si sono infittiti e fatti più rumorosi; sul quattro a uno l'entusiasmo è letteralmente esploso. Gruppi di tifosi si sono concentrati in piazza Garibaldi, attorno al monumento all'eroe, agitando stríscioni gialloblù, bandiere tricolori tipo «mundial», vecchi vessilli crociati.
Per un paio d'ore, incuranti della pioggia, i «fans» hanno percorso in auto, in moto e a piedi, le vie cittadine inneggiando alla vittoria del Parma. I tifosi, insomma, sentono odore di «B».
In serata il rientro, via autostrada, delle decine di pullman e delle centinaia i auto con la tifoseria che aveva accompagnato a Vicenza la squadra gialloblù ha dato vita a nuove manifestazioni di entusiasmo e a nuovi caroselli.
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