Il Casino Petitot,

punto di riferimento dei tifosi Crociati

 

 

Si chiama Petitot. Anzi, Casino Petitot. Prende il nome dal suo progettista, l’ architetto Ennemond-Alexandre Petitot de Mont Louis. Era l’ architetto che, sotto Guglielmo Du Tillot, ministro del Duca Don Filippo Borbone, con le sue strutture urbane neoclassiche, riammodernò, nella seconda metà del Settecento, l’ aspetto di Parma. Il Casino è soltanto una goccia d’ acqua nella vastità delle sue belle realizzazioni. Domina l’ attuale piazzale Risorgimento, lo spiazzo cittadino, dove è situato lo stadio per il gioco del calcio. L’ impianto sportivo non poteva non far riferimento a questo simbolico ‘dado’ architettonico, aggraziato elemento paesaggistico del Ducato. Così la Tribuna che si eleva verso di esso è stata battezzata Petitot. La si poteva chiamare con un sostantivo diverso, appellandosi a motivi commerciali, come avviene in tutti gli stadi moderni. I parmigiani, gente attaccata alla propria storia e amante del bello, ha preferito rievocare, anche nella ‘casa’ dello sport del pallone la tradizione della propria città. Il Casino Petitot, emblema della Versailles in miniatura eretta dal Du Tillot, è un naturale luogo di incontro per i tifosi Crociati del Parma Calcio. Per anni è stato sede del Centro di Coordinamento dei Parma Club. All’ epoca dei primi passi in serie A i ragazzi della Curva Nord e il gruppo dei Boys ne avevano fatto il loro sito di ritrovo. Tuttora è il domicilio sociale dell’ Associazione Parma Club ‘Petitot’. Collocato al vertice dello Stradone, in mezzo a piazzale Risorgimento, è anche zona di ragguaglio e passaggio per le tifoserie ospiti in trasferta nel Ducato. Casino Petitot e Stradone, crocevia e viale di passeggio obbligato del popolo dei tifosi in cammino verso lo stadio Tardini. Così come dal Settecento veniva percorso, dal primo pomeriggio al tramonto, da un pubblico variegato, avanti e indietro, infinite volte, dal convento delle Cappuccine al Casino, quando era la strada di tutti, dove vi passò tutta Parma. Du Tillot ed il Petitot, alla stregua dei celebri rettifili urbani di Parigi, realizzarono il grande viale, che mutò l’ urbanistica del territorio, sfruttando il lungo terrapieno che insisteva fra la cinta muraria e la vecchia città, proprio con questo obiettivo: lo Stradone, aperto a tutti, non solo come ritrovo mondano della corte borbonica e dei nobili, ma contributo per modificare le vecchie abitudini ed addolcire i rapporti rigidi e chiusi tra i diversi strati sociali. Con il Casino Petitot, ‘cafeteria’ alla francese come punto di fuga della lunga prospettiva generale. Oggi a frequentarlo e a renderlo vivo c’è la colorata comunità del calcio. Du Tillot e Petitot, uomini illuminati, dalle vedute aperte, ne saranno certamente orgogliosi.

 

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