Domenica 3 Febbraio 1985

(ventesima giornata di serie B)

 

PARMA-BARI

(partita sospesa per nebbia quando ne era già stata fischiata la fine)

    3-0

 

 

 

GAZZETTA DELLO SPORT

Lunedì 4 Febbraio 1985

 

di Sergio Gavardi

 

Parma - Il fischio si ode netto. Fende tre volte la fitta nebbia e porta la vittoria, almeno così sembra. Il Parma, ultimo in classifica, supera per 3-0 il Bari umiliandolo al di là di ogni previsione. L'arbitro Pezzella di Frattamaggiore stringe la mano di Damiani e di altri giocatori, compresi alcuni del Bari. Per lui è chiaramente finita. Il cronometro del direttore di gara segna infatti il 90'. Ma è l'86', Pezzella si è scordato dei 4' di sospensione avvenuti all'inizio della ripresa, quando la nebbia ha cominciato a stringere d'assedio il catino del Tardini. E allora l'allenatore pugliese Bolchi si avvicina all'arbitro e gli rammenta quei 4' che mancano alla conclusione dell'incontro. Pezzella si accorge dell'errore, richiama i ventidue atleti, alcuni dei quali avevano imboccato il tunnel dello spogliatoio. Ma non fischia nuovamente. I baresi lo invitano a prendere visione della nuova situazione verificatasi. Il direttore si guarda intorno, effettivamente la nebbia preclude la visibilità da una porta all'altra, come prescrive il regolamento. I due capitani vengono chiamati al centro del campo. Passano pochi minuti. Si vede Panizza, difensore dei parmensi, mettersi le mani nei capelli. Pezzella ha deciso, la partita è chiusa. Non c'è più nulla da fare, si rimanda a un'altra volta.

E da questo momento il pubblico, già intensamente prevenuto nei confronti dell'arbitro di gara e dei fratelli Matarrese, contestatissimi in tribuna dopo un rigore concesso e non trasformato dagli ospiti, comincia a protestare vivacemente. Nell'antistadio si forma una schiera di 300-400 tifosi controllati a stento dalla polizia: si rischiano gli incidenti. Il bersaglio è la famiglia Matarrese, mentre beffarda la nebbia si dirada e in fondo, sul campo, i fari ancora accesi tagliano con fasci di luce l'ovatta bianca(...)

(...)Il presidente del Bari, Vincenzo Matarrese, entra nello spogliatoio di Pezzella. Con l'arbitro c'è anche il commissario speciale, l'avvocato Zoli. La porta rimane socchiusa. I tre si parlano, Matarrese stringe una mano. L'avvocato Zoli spiega qualcosa, ma non si capisce bene cosa. E mentre il presidente dei pugliesi esce dallo stanzino c'è una dichiarazione: "Spiace per il Parma. Tuttavia qui siamo stati accolti da una piazza portata a tensione da un articolo del quotidiano cittadino, la Gazzetta di Parma. Mi riservo di sporgere querela nei confronti di quel signore che ha scritto certe cose incitando alla violenza". Vola subito un insulto. Matarrese si gira, individua il provocatore e un carabiniere in borghese porta via l'incauto. L'allenatore Carmignani è furibondo e lo si sente gridare. E' chiaro che non parla della partita.

Esce Oscar Damiani. E' sereno, nonostante tutto. Sentite cosa dice: "... il direttore di gara lo conosco bene, è un bravo arbitro, ma non ha potuto decidere in serenità. I dirigenti e i giocatori pugliesi, soprattutto Lopez, il loro capitano, lo hanno stretto d'assedio, gliene hanno dette di tutti i colori facendogli cambiare decisione".

L'arbitro Pezzella non esce: dopo due ora e mezza è ancora negli spogliatoi. Fuori lo aspettano i tifosi, che gridano e urlano la loro rabbia.

 

Il tabellino della gara

 

 

Le dichiarazioni di Antonio Matarrese, presidente della Lega Calcio

 

 

La Curva Nord quel giorno

 

 

 

GAZZETTA DI PARMA

Lunedì 4 Febbraio 1985

 

  di Attilio Fregoso

 

(...) sì, in effetti tre o quattro minuti non erano stati recuperati, ma cosa potevano cambiare nell'economia di una partita già sancita da un nettissimo 3 a 0? Cambiava molto, perchè dall'altra parte c'era il Bari, squadra superprotetta e che cercava con ogni mezzo di evitare questa bruciante sconfitta. Fatto sta che l'arbitro, rilevato che qualcosa rimaneva da giocare, ha fatto il suo...capolavoro (...)

(...) Il Parma invocava un arbitraggio almeno degno, non persecutorio, e si è trovato ieri al Tardini questo Pezzella peggiore di ogni altro (...)

(...) dunque, una balorda legge della compensazione, chissà perchè applicata a questo Bari che non può sfuggire al dubbio di essere super protetto per il fatto di avere il fratello del suo presidente (Matarrese) al vertice della Lega Calcio. E Matarrese, in occasione del rigore, ha dovuto subire in tribuna gli insulti di un pubblico ormai esasperato da una serie di punizioni che sempre al Parma, in prima o seconda battuta, vengono fiscalmente fischiate a dispetto di quelle in aree avversarie, quasi sempre ignorate (...)

(...) Protestano Bolchi e i suoi, l'arbitro non ha fatto tutto il recupero (!) ma nel frattempo i giocatori sono già sotto le docce. Dice (decisione fuori dalla logica) che non ci si vede più: ha ragione, ma quale arbitro avrebbe applicato con tanta intransigenza il regolamento sul 3 a 0? E come si fa a non dire che il Bari ha santi (pardon, Matarrese) in Paradiso? Li ha, li ha: il Parma, invece, è visto peggio del diavolo. Che campionato disgraziato!

 

 

 

Il resoconto minuto per minuto

 

 

 

 

 

Le partite della memoria

 


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