PARMA INTER stagione '98'99

 

Dovevamo fare qualcosa di simpatico e di nuovo.

Dovevamo, punto e basta.

Il Natale porta sempre buone intenzioni e noi, in quel Natale del 1998 la buona intenzione l'avevamo trovata: far ritornare, anche per un solo attimo, la maglia Crociata al Tardini. Rivederla sul campo, proprio sul prato, indossata dai giocatori!

Come?

Il Gimo ne andò a comprare tre (la cassa del Potere Crociato è sempre stata francescana, non avevamo più di centomilalire in tutto) in un negozio di articoli sportivi in via Emilia Est. Facemmo una ulteriore colletta per pagare le cinquantamila che mancavano e ci ritrovammo con tre splendide casacche Crociate pronte da consegnare.

Il piano era relativamente semplice: andare da qualche giocatore del Parma chiedendogli se accettava il nostro regalo, da indossare nella successiva partita di campionato, in casa, con l'Inter, il giorno della Befana.

In quel periodo cominciava ad impazzare la moda di alzare la maglietta ufficiale della squadra dopo un gol segnato, per lanciare messaggi o per dimostrare la propria gioia.

Noi pensammo che se qualcuno avesse fatto gol e avesse alzato la maglia, scoprendo quella Crociata sotto, la gioia del pubblico sarebbe stata doppia.

Facile previsione del resto, altro che quelle del tempo!

Tre magliette, dunque ... chi scegliere???

Chi aveva più probabilità di fare gol, naturalmente, e quindi sabato pomeriggio io e il Gimo ci presentammo davanti ai cancelli del Centro Sportivo di Collecchio. Grazie ad un custode che conoscevamo, riuscimmo ad avvicinare Enrico Chiesa, Hernan Crespo ed Abel Balbo.

Il primo fu Balbo, gli spiegammo la storia della maglia, il motivo per cui gliela regalavamo, e l'augurio di fare gol. Il suo sorriso fu coinvolgente e accettò subito la nostra proposta.

Il secondo fu Crespo, il quale non si fece troppo pregare e anche lui condivise subito l'idea.

Enrico Chiesa fu il più sospettoso, subito.

Gli spiegammo per bene la storia della maglia del Parma, gli parlammo delle tradizioni e poco per volta si sciolse, ma nell'accettare ci lasciò con il dubbio che non fosse del tutto convinto.

Il giorno dopo lo stadio era pieno, la gente bella carica, ma oltre a pochi di noi, nessuno sapeva cosa poteva succedere.

Segnò Fuser su punizione. 1 - 0 per noi.

Baggio sbagliò un rigore, ma un fatto nuovo e sorprendente era già successo.

Nella seconda metà del secondo tempo, la palla venne persa dal Parma (che attaccava verso la curva sud) e gli interisti ripartirono da una rimessa. Enrico Chiesa, dal lato verso i distinti, si alzò la maglia ufficiale, per meglio indossare quella che aveva sotto. Fu un ragazzo sui quarant'anni che se ne accorse per primo, e si alzò puntando il dito verso Chiesa e gridando "Ha la maglia Crociata, sotto!". Immediatamente si girarono altre decine di persone ed Enrico, subito sorpreso, reagì capendo cosa stava succedendo ed alzando completamente la maglia ufficiale, per far ben vedere quella Crociata di sotto. Si alzarono due-trecento persone che applaudirono il gesto, e dalla curva qualcuno si chiese cosa stava succedendo.

Quando sul finire della partita Chiesa fu sostituito, si tolse la maglia ufficiale e rimase con quella Crociata, suscitando un applauso fragorosissimo ed intenso, da parte del Tardini. In quel momento sono sicuro che tutti i suoi dubbi del giorno prima svanirono, tant'è che anzichè prendere la strada degli spogliatoi, si fermò (senza indossare la tuta e lasciando ben visibile la maglietta) in panchina.

L'arbitro fischiò la fine, con il Parma vincitore, e subito Chiesa e Balbo si lanciarono sotto la curva, tutti e due con la Crociata ben visibile. Lo stadio era in delirio, la nord impazzita. A loro si aggiunge successivamente Crespo, e per loro fu un autentico trionfo. Tutto lo stadio in piedi che li applaudiva come se avessero vinto molto più di una partita, la curva che saltava impazzita (io ci ho rimisi gli occhiali) dalla tribuna grandi gesti e saluti.

Sembrava non dovessero uscire più dal campo di gioco, e degli altri giocatori non ricordiamo dove fossero o cosa facessero.

Sta di fatto che le loro foto con la maglia Crociata il giorno dopo invasero tutti i quotidiani, locali e nazionali, e furono ripresi dai mass-media.

Una giornata indimenticabile, per noi che l'avevamo sognata proprio così e per tutti coloro che, con le lacrime agli occhi, se la videro regalata.

Il calcio non è solo un gol fatto o un gol subito.