Campionato di serie C1 girone A – 17 giugno 1979

Campionato di serie C1 girone A – 17 giugno 1979

Ed è di nuovo

SPAREGGIO ! ! !

17 Giugno 1979

Spareggio per la serie B

TRIESTINA – PARMA 1 – 3

Neutro di Vicenza – Stadio Menti

GAZZETTA DI PARMA – Lunedì 18 giugno 1979

LA PARTITA VISTA COSI’
di Corrado Corti

Sembrava che dovessimo rivederci qui allo stadio Menti, che detto tra noi ci porta anche fortuna, domenica prossima per un secondo spareggio; invece, proprio quando sembrava andasse peggio, tutto è andato per il meglio. Con dieci uomini (Agretti purtroppo i supplementari li ha giocati all’ospedale di Vicenza) abbiamo battuto la Triestina e siamo andati in serie B. Un 3-1 non si discute mai e i tifosi triestini, baldanzosissimi nelle ore della vigilia, non hanno discusso: hanno imborsato il violino e sono tornati a casa: avevano le facce che avremmo avuto noi se fosse andata male. Mi dispiace solo che ad assistere all’incontro, almeno al preludio, non ci sia stato Berlinguer: a vedere tutte quelle bandiere rosse forse avrebbe potuto illudersi di aver vinto le elezioni. Ce n’erano veramente molte.

Vicenza ci ha accolto promettendo acqua con squadre di mulete, bellissime, giovani, bionde e tutte vestite in rosso e con una atmosfera che a giudicare dal baccano sembrava darci per spacciati in partenza. La musica finale è stata diversa e immaginatevi un po’ il quarantotto che hanno improvvisato i tifosi crociati, che benché inferiori di numero ai triestini, non erano in fondo quattro gatti.

Lo spettacolo offerto dallo stadio Menti è stato sicuramente di quelli che non si dimenticano, con una imponente parata di bandiere e vessilli e con un coro di raganelle e altoparlanti veramente infernale. Già un’ora prima dell’inizio dell’incontro, lo stadio era pieno come un uovo. Per chi guardava dalla tribuna, tutta la parte sinistra era occupata dai circa dodicimila tifosi giuliani piuttosto euforici, mentre quella destra, ma in file un po’ meno consistenti, era occupata dai crociati e dal pubblico neutrale.

Atmosfera bollente con scontri vari nelle zone di confine, che lasciavano pensare al peggio. Nella curva sulla sinistra i triestini hanno operato varie incursioni saltando le transenne. I tifosi crociati hanno respinto numerosi attacchi. Sull’altro versante gli attacchi avvenivano da trincea a trincea. La transenna di confine non è mai stata varcata: i triestini lanciavano bastoni e i tifosi crociati rispondevano sparando razzi e mortaretti. Quindi l’armistizio che ha permesso alla folla triestina dì cantare in coro inneggiando alla vecchia e gloriosa Unione. C’erano anche cori in dialetto che sembravano sloveni.

Comunque i tifosi del Parma, applicando la stessa tattica usata in campo dai giocatori, hanno lasciato sfogare gli avversari e poi sono esplosi. Sono cosi uscite bandiere da tutti i buchi, meravigliando i triestini che non si aspettavano simile consistenza. Quando poi le squadre sono,apparse in campo, c’è stato pure il miracolo: anche i sordi, infatti, hanno cominciato a riacquistare l’udito, chi ce l’aveva, di contro, deve averlo perduto. I boys hanno annebbiato il cielo con fumogeni e allagato il campo, come al solito, di carta igienica.

In tribuna era presente come di consueto in queste occasioni, Serafino, ormai abituato a merciferare le sue disfunzioni glandolari, che indossava la maglia degli alabardati con il numero 9 sulla schiena. Stavolta, però, contrariamente a quanto avvenne a Pistoia anni addietro, non ci ha portato jella.

In campo è andata, come si sa con seri pericoli per l’esistenza dei più deboli di cuore. Con Agretti uscito dal campo fra gli applausi generali, ma in barella, i triestini hanno affrontato i supplementari in undici contro dieci, con molte probabilità e qualche speranza in più. E’ stato proprio qui che invece sono stati buttati a mare, prima da un gol in comproprietà fra Ancelotti e Scarpa (questo ultimo molto cavallerescamente dirà che il merito è stato tutto del primo) e quindi ancora da una legnata di Ancelotti che è equivalsa al fatidico «chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori».

A questo punto i triestini oltre alla bora hanno perduta anche la tramontana e hanno cominciato a scalciare come ì dannati. Le scene rugbystiche si sono susseguite con invidiabile frequenza. In una di queste si e visto Bonci sballottato da tutte le parti. Il più vivace era il triestino Schiraldi che si è calmato solo quando Toscani molto diplomaticamente gli ha allungato un ceffone sullo zigomo sinistro. Alla fine del putiferio Bonci e Mascheroni sono rientrati sotto braccio, ma anzi tempo negli spogliatoi. Ancora il tempo perché Boranga, che in mattinata, in barba al libretto rosso di Mao di cui si dice sia un fervido studioso, era stato visto andare a messa, facesse un ottimo intervento sulla nuca di Baldoni, e poi il serafico D’Elia ha fischiato la fine, con i boys e tanta altra gente a invadere il campo e inseguire i crociati che sono fuggiti come razzi negli spogliatoi. In fondo – tanto per concludere – ho avuto piacere che Berlinguer non sia venuto. A vedere come uscivano dallo stadio le bandiere rosse dei triestini, poteva sembrare che avesse perso le elezioni.

IL PARMA ANCORA IN B

Umberto Nicoli Editore

Di Bellè – Ferraguti

Il Parma è ancora in B. Una città esulta. Dopo quattro anni di purgatorio nella divisione semiprofessionistica la,squadra crociata torna tra i cadetti. E ritorno più drammatico e sofferto non poteva esserci. C’è voluto un altro spareggio per permettere al Parma di riguadagnare nel mondo calcistico una posizione più consona alla sua tradizione. Un traguardo meritato, culminato a conclusione di centoventi minuti di gioco. Sono, infatti, occorsi i tempi supplementari per designare la formazione che dovrà far compagnia al Corno nel salto di categoria.
Il lasciapassare il Parma l’ha avuto a Vicenza. Come sei anni fa. Un visto ottenuto a conclusione di un incontro con la Triestina che ha racchiuso toni drammatici ed emotivi di estrema intensità e che, alla fine, ha premiato la pattuglia più meritevole, la compagine che pur bersagliata dalla sfortuna nella gara che decideva una stagione ha saputo battersi con caparbietà e rabbia fino a raggiungere il bersaglio.
Una vittoria che acquista maggior valore se si considera che l’ultima mezz’ora di gioco il Parma l’ha disputata in dieci uomini per l’infortunio che ha costretto Agretti ad abbandonare il campo. Animati da furore leonino e con il sigillo della classe i crociati sono ugualmente riusciti nell’impresa, scrivendo così una delle pagine più belle ed entusiasmanti della società bianconera. Una pagina che ancora una volta il Parma ha scritto allo stadio Menti di Vicenza.
17 giugno 1979: una data che segna l’epilogo di una esaltante cavalcata il coronamento di un campionato concluso con un crescendo rossiniano.
In una cornice di pubblico variopinto e festoso le due aspiranti alla B, agli ordini dell’arbitro salernitano D’Elia, si presentano nelle seguenti formazioni:
PARMA: Boranga, Caneo, Baldoni, Colonnelli (dal 72′ Toscani), Agretti, Battisodo, Scarpa, Mongardi, Bonci, Ancelotti, Torresani.
TRIESTINA: Bartolini, Lucchetta (dal 55′ Muiesan), Prevedini, Fontana, Schiraldi, Mascheroni, Quadrelli, Politti, Panozzo, Franca, Leonarduzzi.
Con una prestazione gagliarda e determinata il Parma, rispettando la logica della vigilia pur con gli inevitabili rischi che comporta una contesa da giocare e da soffrire, ha saputo imporsi, evidenziando un’anima vincente che lascia poco spazio alle recriminazioni degli avversari.
Al fischio d’avvio è la Triestina a gettarsi subito in avanti, ma la formazione di Maldini non si impensierisce. Squadra -più compatta ed esperta, quella crociata capisce che lo spareggio va gestito con molta calma e che le energie in vista di un possibile supplemento di fatica saranno quelle da spendere alla fine. Così sarà.
Nella prima parte della gara le conclusioni a rete sono quasi tutte degli alabardati. In apertura di ripresa il Parma sblocca il risultato. Bella intesa Scarpa-Torresani~Bonci al 2′ conclusa fallosamente al limite dell’area da Schiraldi. Mongardi tocca la punizione a Scarpa che fionda un tiro che perfora la barriera senza che Bartolini possa intervenire. Sugli spalti s’infiamma il tifo bianconero.
La Triestina accusa il colpo e per una decina di minuti sembra in ginocchio. Poi riprende a macinare gioco, come aveva fatto nel primo tempo. Boranga deve intervenire in un paio di circostanze.
Al 27′ l’inatteso pareggio dei giuliani viziato da un fuorigioco. Muiesan, subentrato a Lucchetta, imbecca il centravanti triestino in posizione irregolare e Torresani nulla può fare per fermarlo che atterrarlo in area. E’ rigore. Panozzo spiazza Boranga. Tutto da rifare. Si giunge alla fine dei tempo regolamentare con una sola emozione degna di nota. Quando già ormai l’ombra dei supplementari si allunga sul campo Torresani porta in avanti un pallone spingendosi fin dentro l’area avversaria. Sul filo della linea bianca Politti lo stende. D’Elia concede ai crociati solo un calcio d’angolo. Lo batte Mongardi, la palla sfiorata da Bonci di testa perviene a Toscani piazzato davanti alla porta: la conclusione finisce tra le braccia di Bartolini. Poi la mazzata di Agretti portato all’ospedale in preda ad un leggero stato commotivo.
Si va ai supplementari con il Parma in dieci uomini. I crociati, tutti leoni, non si danno per vinti. Ed al V sono di nuovo in vantaggio. Un rinvio della difesa friulana è deviato, involontariamente dall’arbitro, sui piedi di Bonci che è abilissimo ad aprire in diagonale per Ancelotti. Il golden-boy appena entra in area con una beffarda e precisa conclusione supera Bartolini in uscita. A Scarpa non rimane che seguire il pallone che rotola in rete. L’incitamento del pubblico amico è continuo e commovente. l crociati moltiplicano le forze. L’incontro si surriscalda. Al 13′ il colpo di grazia. Scarpa porta avanti un’azione di contropiede. Al limite dei sedici metri viene atterrato. Questa volta al fianco di Mongardi che batte la punizione si piazza Ancelotti. La fucilata della mezz’ala è imprendibile: 3-1.
Nel secondo tempo supplementare la Triestina cerca di buttarsi disperatamente all’attacco, ma non approda a nulla. l minuti scorrono lenti. La serie B si avvicina. Nuove scintille in campo finchè D’Elia non invia anzitempo negli spogliatoi Bonci e Mascheroni. Il Parma è in nove, la Triestina in dieci. l crociati ce la fanno. La vittoria non sfugge. E’ un’altra apoteosi. La incornicia sempre lo stadio Menti di Vicenza. Il giorno più lungo è nuovamente finito in gloria. Il Parma torna in B, una città è in festa.

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