Fuori Casa

Stagione 2007/2008

Torino - PARMA

(4-4)

Il pagéli in djalétt

 Il percorso dei fedeli alla Maglia in quel di Torino in un sabato pomeriggio
FIERAPARMA
Da San Geminiano al 'Fuori Orario', il pellegrinaggio di un tifoso tradito

Trasferta a Torino in auto al seguito del Parma Calcio. E' un modo come un altro per trascorrere un sabato italiano. C'è chi si diverte andando a far 'shopping' e, poi, in discoteca e chi, come noi, fedeli della Maglia, a seguirla dove essa corre lungo un prato per il gioco del pallone. Da qualche stagione ci hanno imposto, talvolta, che si giochi nel giorno prefestivo. Noi non facciamo una grinza. Siamo fedeli e basta. Si fa di tutto per esserci, anche al sabato. Se la prossima stagione sarà serie B (tocchiamoci i cosiddetti), dove ormai si gioca ritualmente nella giornata che anticipa la domenica, beh, noi non abdicheremo. Sempre lì, al 'Tardini' come nei viaggi lungo la penisola, a sventolare la Bandiera e a spingere la nostra squadra che quel vessillo simbolo di una comunità intera dovrebbe onorare, ma non sempre, ahinoi, purtroppo, é così. Stavolta, in questo sabato pomeriggio soleggiato, anteprima della primavera, il viaggio al seguito del 'club' che porta il nome di Parma prende il via da quel di San Geminiano, ridente località in territorio di Monticelli, con un paio di birrette sorbite per assestare i residui di un venerdì sera che ancora si fa sentire nel corpo di chi ha consumato bagordi di ogni tipo. La strada verso l'anticipo programmato dalla Lega Calcio all'imbrunire, all'ombra della Mole, prosegue, considerata la nostra partenza anzitempo per un eccesso di prudenza, con cadenzate tappe in quasi tutti gli autogrill disseminati lungo l'arteria autostradale Piacenza-Torino. Nell'ultimo della serie intercettiamo il mitico pullman-ristorante targato Giorgio Iotti da Monticelli Terme, vicepresidente del Coordinamento dei Parma Club. La tavola imbandita è il solito spettacolo di cui approfittiamo, con tutta la simpatia che nutriamo nei confronti di Giorgione e dei suoi accoliti. L'arrivo all'Olimpico torinese è sorprendente. Nel senso che, a differenza della scorsa stagione, le forze dell'ordine consentono di parcheggiare le nostre auto all'interno dello spazio in cui vengono dirottati anche i pullman dei tifosi ospiti, probabilmente memori di alcune incursioni non proprio benevole della tifoseria di casa nei nostri confronti nel dopo partita dell'anno passato. Il nostro anticipo sull'... anticipo è molto largo. Se ne approfitta per continuare il cammino intrapreso a San Geminiano, con un altro paio di birrette da gorgheggiare, in un pub adiacente il settore dello stadio a noi riservato, prima di mettere alla prova ugole e corpo nelle tipiche gestualità del tifo. Nell'attesa non si può non ammirare, come al solito, il deprimente ambiente di città come Torino, la tristezza che quartieri come quello in cui è incastonato l'Olimpico, ossia l'ex Comunale, a ridosso, comunque, del centro storico, trasmettono, con il sorgere spontaneo di una domanda che, in tutti, tra i sorrisi, si fa frequente: "ma dove svolgono le riunioni di condominio, forse all'interno dello stesso stadio?". Sulla partita, sul suo svolgimento (Parma in vantaggio per 4 a 1) e sul suo risultato (pareggio per 4 a 4, con il rischio, addirittura, di perdere 5 a 4 nel finale) é meglio sorvolare. E' stata una fiera, come é il Parma Calcio di quest'anno in tutte le sue componenti. Dal vertice societario (proprietà e presidenza) in giù. Fiera, intesa come mercato, confusione, caos. Come quello che fa perdere la ragione, in situazioni del genere, anche a noi tifosi. Oltre il Novantesimo il ricordo, con un ghigno di riso, va a quel personaggio di fede Crociata che sugli spalti del comparto dove eravamo posizionati ha scaricato tutta la colpa a mister Di Carlo, il quale di negligenze, peccati e mancanze a proprio carico ne ha a iosa, reo, a suo plateale dire, di aver mandato in campo dalla panchina Luca Cigarini. Mah, il giovane centrocampista del nostro vivaio, "la sughè trenta second!!!". Stampato nella memoria della mia storia da tifoso rimarrà, però, indelebile, lo stato di shock e di forte sconvolgimento che ha colpito tutti noi, Crociati al seguito, quelli che, fedeli alla Maglia, la inseguono, la incalzano, la tallonano ogni giorno, anche quando galoppa per conquistare la vittoria al sabato pomeriggio. Per scrollarsi di dosso un trauma del genere, non ho potuto far altro che chiudere il cerchio della giornata al di là dell'Enza, in quel primo lembo di territorio reggiano che pullula di parmigiani, al celebre 'Fuori Orario' (mai sigla fu più azzeccata per rappresentare l'esito di questa giornata da tifoso), in compagnia di un amico e di due ragazze anglosassoni, le quali bevevano più di me. Uno svago che non é servito a dimenticare il colpo al cuore infertomi da chi, in ogni ruolo, dovrebbe conferire prestigio alla nostra Maglia.

 

Stagione 2007/2008