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Andare in Portogallo sognando Londra.
Già, perché se si passa il turno è ormai certo che si incontrerà il Tottenham.
Il Parma che gioca contro una squadra inglese in uno stadio inglese per una
competizione agonistica. Un sogno. In più di tre lustri di partecipazione
alle coppe europee non abbiamo mai avuto questa fortuna. Ora il sorteggio ci
ha arriso, ma prima la nostra squadra deve qualificarsi agli ottavi, anche
solo per questo motivo, tanto caro a noi tifosi Crociati.
E' questo lo spirito che mi muove, destinazione Braga, regione a Nord del
Portogallo, mentre preparo la valigia con felpa, kway e cappello. E'
previsto tempo brutto in zona e così sarà, per tutto il giorno della
partita.
La partenza è fissata da Parma, alle nove di mercoledì 14 febbraio
duemilasette. E' il giorno di San Valentino ed anche io, come altri cento
(abbondanti) parmigiani, decido di festeggiarlo con l'amore della mia vita:
il Parma Calcio.
Si arriva mercoledì verso l'una a Braga per trovarci (Fabio, Alberto ed io)
con altri cinque Crociati provenienti dall'Olanda. La cosa che colpisce di Braga
è l'architettura, lo stile e le caratteristiche di qualsiasi tipo (leggi
soprattutto la femminilità indigena), decisamente retrò, per i nostri gusti
occidentali; l'urbanistica ed i palazzi testimoniano il fasto di un tempo
(non dimentichiamo le grandissime scoperte di terre lontane, nate dallo
spirito marinaresco ed avventuriero dei portoghesi), ma quei tempi sono
decisamente passati.
Tutto in ordine, pulito, persone gentilissime e prezzi molto molto
abbordabili per noi. Una ottima birra locale ad un euro, ristoranti a base
di pesce a 15/20 euro, un pranzo con specialità di carne locali a 7 euro.
Utopia, dalle nostre parti.
Il giorno della partita è grigio e piove di brutto; arriviamo allo stadio
per primi, con le forze di polizia che si stanno preparando. Lo stadio di Braga
è incastonato dentro ad una montagna, ed è quantomeno singolare vedere, al
posto delle curve, le rocce rimaste dopo i lavori, da una parte, ed una
specie di stele commemorativa, dall'altra.
Si può scendere fino a bordo campo, non ci sono recinzioni o ostacoli e puoi
parlare con i giocatori, prima della partita. Bisognerebbe dirlo, ai nostri
lungimiranti opinionisti, di aggiungere anche quello portoghese, ai modelli
di stadio e calcio che ci stanno menando da tempo.
La cosa più impressionante è salire all'ultimo piano della tribuna, da dove
si vede il campo in versione subbuteo.
Arrivano allo stadio in ordine sparso tutti i tifosi Crociati, compresi
quegli EROI del Centro di Coordinamento che, in 41, si sono fatti i 2175km
di distanza in pullman. Peccato che metà di loro siano stati piazzati dalla
parte opposta dello stadio. Mi è dispiaciuto per loro.
Nei rettilinei lungo il campo si trovano i gruppi organizzati dello Sporting
Braga. Uno per rettilineo e disposti entrambi al livello dell' area di
rigore.
Il loro tifo coinvolge tutto il pubblico soltanto dopo l'uno a zero.
Non riesco a stabilire un rapporto di simpatia con un mio vicino di posto
che, in un paio di occasioni, ci apostrofa come "mafiosi". Parla italiano,
ma evidentemente solo per provocare.
Decido quindi di ignorarlo e rispondergli nel modo più elegante che mi possa
venire in mente. Alla fine della partita, quando si gira, soddisfatto del
risultato per stringere la mano a Matteo seduto al mio fianco, in modo molto
vistoso mi pianto una grattata nei marroni. Piena, estenuante, corposa,
energica, distribuisco quella grattata di palle lungo tutta la patta
ostentando un atteggiamento falsamente ingenuo con lo sguardo proiettato sul
campo di gioco ormai vuoto, prolungando oltremodo quel gesto per oltre un
minuto. "Non so perché" ma il portoghese, a me la mano poi non la tende. Che
la mia personalissima "cultura della sconfitta" non combaci con la sua
personalissima "cultura della convivenza sportiva"?
Acqua, acqua, acqua, piove che Dio la manda. Si arriva ad Oporto verso le
10.30 locali.
A mezzanotte si parte e alle una la "Corradone Salame Crew" distribuisce
panini col salame di Felino a tutto (TUTTO) l'aereo, trasmettendo la solita
simpatia di cui è capace.
La pista di atterraggio della più bella città del mondo ci accoglie verso le
tre e trenta. Il sorriso e il saluto di chi ha condiviso il viaggio è il
miglior modo per ripetere e sperare di organizzare la prossima trasferta
europea.
...VOGLIO ANDARE A LONDRA!!!!!!!!!!!!!!!

Infine le austere rocce in cui è incastonato il campo da
calcio di Braga

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