Fuori Casa

Stagione 2006/2007

Lazio - PARMA

(0-0)

La lunga trasferta romana a bordo del pullman del Settore
UN ALTRO PASSO VERSO IL MIRACOLO
Cinquecento tifosi al seguito per un punto che sarà determinante

Onestamente, non lo avrebbe immaginato nessuno. Alzi la mano chi, fino ad un mese fa, avrebbe scommesso che la partita con la Lazio sarebbe diventata fondamentale, nel percorso del Parma verso la salvezza. Invece no, invece l'Olimpico risulta essere crocevia importantissimo per il prosieguo del campionato. E, come in tutte le occasioni in cui il Parma ha bisogno della sua gente, la gente del Parma non tradisce. Noi di Settore Crociato riusciamo ad allestire, dopo tanto tempo, un pullman, anziché le solite macchine, che si aggiunge a quelli organizzati dagli altri tifosi parmigiani. In tutto, nello spicchio tra la tribuna e la curva sud, saremo in cinquecento, circa. La partenza è all'alba, verso le sette. In condizioni normali servono poco più di cinque ore per raggiungere Roma, ma l'autista è particolarmente lento, cattivo presagio per il ritorno. Solito schema anche per questa ultima trasferta di campionato: viaggio di andata pieno di speranze, giornali da leggere, panini e birre all'autogrill. Solito schema anche per la perquisizione appena usciti dall'autostrada, con la differenza che, in modo molto evidente, dal nostro pullman esce ad un certo punto un coltello. Si, certo, è al fianco di una caciotta ancora integra. Si, certo, non è a serramanico ma di quelli che, a milionate, trovi sulle tavole italiane. Si, certo, è sporco di un colore rossastro di salame, più che di sangue... ma è sempre un coltello!!! I solerti funzionari delle forze dell'ordine si trovano nel mezzo di un dilemma teoricamente difficile: fare finta di nulla, ignorando l'oggetto atto ad offendere, oppure offendere l'intelligenza, compiendo un atto di sequestro del coltello? Sono bravi e intelligenti: la caciotta la tagliamo insieme e la mangiamo insieme e il coltello va nella stiva del pullman. Olè! Roma è calda, c'è un sole estivo che spacca le pietre. Anche le signorine provenienti da tutto il mondo, che ingentiliscono i marciapiedi periferici della capitale, la pensano allo stesso modo, ed è un tripudio di perizoma, tacchi a spillo, costumi da bagno. Si girano timidamente quando passiamo scortati dalle macchine blu della polizia e quindi non può scattare l'amore, come natura vorrebbe. Al cuor non si comanda, ragazze mie, e il nostro cuore, anche oggi, batte solo per i Crociati. Stadio Olimpico, ingresso dietro al Foro Italico, questo è il percorso scelto oggi per entrare allo stadio. Lo stadio è gremito, grazie anche alla politica dei prezzi bassi adottata dalla Ss Lazio: in curva e nei distinti si pagano 5,5euro. In tribuna si va dagli 11 ai 22 euro; ottimo modo per salutare la propria squadra e il proprio portiere Angelo Peruzzi. All'Olimpico si notano migliaia di bandiere bianco-azzurre, inni della Lazio sparati a manetta dagli amplificatori e uno striscione di ringraziamento verso Lotito. Nessun problema per entrare con le bandiere, comunque. La partita non rimarrà mai negli annali del calcio, se non fosse per un siparietto finale in cui, a partita abbondantemente terminata, alcuni bambini laziali giocano a tirare i rigori sotto la curva sud. Il nostro tifo ed i nostri OLE' sono tutti per il più piccolo che, dopo un gol, corre sotto il nostro settore a salutarci. Belle cose! Via, via, via, dobbiamo ripartire che Parma ci aspetta!!! Il viaggio di ritorno, purtroppo, diventa allucinante, con una andatura media che ci porta a casa dopo oltre sette ore di pullman. Le soste in autogrill prolungano l'agonia del ritorno e solo una romantica, affascinante, sdolcinata canzoncina malinconica cantata ininterrottamente per quasi mezz'ora, attutisce le pene del cuore. A proposito, avete mai sentito "La Barchetta In Mezzo al Mare"?

 

 

 

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