Onestamente,
non lo
avrebbe
immaginato
nessuno.
Alzi la mano
chi, fino ad
un mese fa,
avrebbe
scommesso
che la
partita con
la Lazio
sarebbe
diventata
fondamentale,
nel percorso
del Parma
verso la
salvezza.
Invece no,
invece
l'Olimpico
risulta
essere
crocevia
importantissimo
per il
prosieguo
del
campionato.
E, come in
tutte le
occasioni in
cui
il Parma
ha bisogno
della sua
gente,
la
gente del
Parma non
tradisce.
Noi di
Settore
Crociato
riusciamo ad
allestire,
dopo tanto
tempo,
un pullman,
anziché le
solite
macchine,
che si
aggiunge a
quelli organizzati
dagli altri
tifosi
parmigiani.
In tutto,
nello
spicchio tra
la tribuna e
la curva
sud, saremo
in
cinquecento,
circa. La
partenza è
all'alba,
verso le
sette.
In
condizioni
normali
servono poco
più di
cinque ore
per
raggiungere
Roma, ma
l'autista è
particolarmente
lento,
cattivo
presagio per
il
ritorno. Solito
schema anche
per questa
ultima
trasferta di
campionato:
viaggio di
andata pieno
di speranze,
giornali da
leggere,
panini e
birre
all'autogrill. Solito
schema anche
per la
perquisizione
appena
usciti
dall'autostrada,
con la
differenza
che, in modo
molto
evidente,
dal nostro
pullman esce
ad un certo
punto un
coltello.
Si, certo, è
al fianco di
una caciotta
ancora
integra.
Si,
certo, non è
a
serramanico
ma di quelli
che, a
milionate,
trovi sulle
tavole
italiane.
Si, certo, è
sporco di un
colore
rossastro di
salame, più
che di
sangue... ma
è sempre un
coltello!!!
I solerti
funzionari
delle forze
dell'ordine
si trovano
nel mezzo di
un dilemma
teoricamente
difficile:
fare finta
di nulla,
ignorando
l'oggetto
atto ad
offendere,
oppure
offendere
l'intelligenza,
compiendo un
atto di
sequestro
del
coltello?
Sono bravi e
intelligenti:
la caciotta
la tagliamo
insieme e la
mangiamo
insieme e il
coltello va
nella stiva
del pullman.
Olè! Roma è
calda, c'è
un sole
estivo che
spacca le
pietre.
Anche le
signorine
provenienti
da tutto il
mondo, che
ingentiliscono
i
marciapiedi
periferici
della
capitale, la
pensano allo
stesso modo,
ed è un
tripudio di
perizoma,
tacchi a
spillo,
costumi da
bagno. Si
girano
timidamente
quando
passiamo
scortati
dalle
macchine blu
della
polizia e
quindi non
può scattare
l'amore,
come natura
vorrebbe. Al
cuor non si
comanda,
ragazze mie,
e il nostro
cuore, anche
oggi, batte
solo per i
Crociati.
Stadio
Olimpico,
ingresso
dietro al
Foro
Italico,
questo è il
percorso
scelto oggi
per entrare
allo stadio.
Lo stadio è
gremito,
grazie anche
alla
politica dei
prezzi bassi
adottata
dalla Ss
Lazio: in
curva e nei
distinti si
pagano
5,5euro. In
tribuna si
va dagli 11
ai 22 euro;
ottimo modo
per salutare
la propria
squadra e il
proprio
portiere
Angelo Peruzzi.
All'Olimpico
si notano
migliaia di
bandiere
bianco-azzurre,
inni della
Lazio
sparati a
manetta
dagli
amplificatori
e uno
striscione
di
ringraziamento
verso Lotito.
Nessun
problema per
entrare con
le bandiere,
comunque. La
partita non
rimarrà mai
negli annali
del calcio,
se non fosse
per un
siparietto
finale in
cui, a
partita
abbondantemente
terminata,
alcuni
bambini
laziali
giocano a
tirare i
rigori sotto
la curva
sud.
Il
nostro tifo
ed i nostri
OLE' sono
tutti per il
più piccolo
che, dopo un
gol, corre
sotto il
nostro
settore a
salutarci.
Belle cose!
Via, via,
via,
dobbiamo
ripartire
che
Parma ci
aspetta!!!
Il viaggio
di ritorno,
purtroppo,
diventa
allucinante,
con una
andatura
media che ci
porta a casa
dopo oltre
sette ore di
pullman. Le
soste in
autogrill
prolungano
l'agonia del
ritorno e
solo una
romantica,
affascinante,
sdolcinata
canzoncina
malinconica
cantata
ininterrottamente
per quasi
mezz'ora,
attutisce le
pene del
cuore. A
proposito,
avete mai
sentito "La
Barchetta In
Mezzo al
Mare"?