ONORA PARMA, NON TIRARTI INDIETRO!!!

(14-18 Giugno 2005)
 

 

Era la sera di domenica ventinove maggio duemilacinque. C'era caldo, molto caldo. Era un preludio dell'estate alle porte. Il Parma, quel pomeriggio, aveva pareggiato tre a tre a Lecce, nell'ultimo turno di un campionato, quello del dopo crac Parmalat, difficile e tortuoso, in cui navigò sempre nelle acque agitate degli ultimi posti in classifica. Il punticino raccolto quel giorno allo stadio di 'Via del Mare' non servì a nulla alla causa della salvezza per non retrocedere in serie B o, perlomeno, aiutò poco la nostra graduatoria. Al termine del torneo, insomma, con quarantadue punti all'attivo, non eravamo ancora salvi. Il verdetto, dopo diciannove partite, diceva inesorabilmente che avremmo dovuto disputare uno scontro all'ultimo sangue, uno spareggio, con incontri di andata e ritorno, che ci doveva far affrontare il Bologna. Le date di questa doppia contesa, oltretutto, erano state fissate due settimane più avanti, a metà giugno. Avremmo dovuto vivere un logorante ed estenuante prolungamento di una stagione agonistica, che era già stata stressante di suo. Quella sera, smarrita in un' istante, nel breve volger di qualche ora, con un colpo di spugna, la delusione per non aver raggiunto nei tempi auspicati la tranquillità di disputare un altro torneo di serie A, ma di aver necessità di una impietosa e implacabile appendice da dentro o fuori, le nostre anime batterono quel colpo che, nei momenti di maggior difficoltà, sono capaci di picchiare e rintoccare. E' un misto di cuore, sensibilità, genialità, fantasia e talento, che ha ben piantate le proprie radici nell'amore verso la nostra città e la sua squadra del pallone, che esce ed esplode maggiormente quando si è oppressi e in preda alla disperazione e alla profonda frustrazione. Accadde così che in quel viaggio di ritorno dalla Puglia, attraversando nella notte la penisola, chi tra l'umidiccio dei vagoni di un treno e chi, per motivi professionali e famigliari di rientro anticipato, tra le poltrone di un aereo, contravvenendo alle disposizioni di volo, scambiandosi opinioni e idee via sms, la scintilla della passione, ancora una volta, scattò. L'illuminazione comune, all'interno del Settore, fu quella di far qualcosa per recuperare al più presto, in quei quindici giorni che ci dividevano dagli spareggi, il legame tra la città, anzi l'intero territorio provinciale, e la sua squadra di calcio. Una relazione che s'era incrinata e spezzata una settimana prima, il ventidue maggio, allo stadio 'Tardini', quando i giocatori Crociati, con gli spalti pieni come un uovo, colorati all'inverosimile e calorosissimi, furono protagonisti di una prestazione scialba e inutile. Avvenne così che il lunedì dopo Lecce, forti della nostra volontà e della nostra convinzione, iniziammo a lavorare per quel fine. Si susseguirono incontri su incontri. Prima tra noi. Poi tra noi e i signori del Centro di Coordinamento dei Parma Club. Successivamente con gli altri gruppi della tifoseria organizzata, i quali, per la verità, a quelle iniziative che partorimmo, non diedero un gran contributo. Infine, coinvolgendo anche le istituzioni, il Comune e la Provincia. Da quei confronti nacque uno slogan: "Onora Parma, non tirarti indietro!!!". Doveva essere un inno di battaglia che doveva accompagnare per quei quindici giorni tutti i parmigiani, tutti i parmensi (coloro che abitano fuori dalle mura della città) attorno alla nostra squadra del pallone. Quelle parole risuonarono ogni giorno e ad ogni ora. Furono proposte nei programmi televisivi e radiofonici. Furono stampate in manifesti attaccati in ogni angolo della città. Nei negozi, nelle strade, sui furgoncini. Furono impresse su cinquemila magliette gialle indossate da chi si mosse verso lo stadio di Bologna, per la gara di ritorno del diciotto giugno, sul treno del Settore e sui pullman di Coordinamento e Petitot. L'apoteosi si raggiunse nella centrale piazza Garibaldi, la notte dopo il vittorioso ritorno dal capoluogo regionale, con calciatori, tecnici e dirigenti immersi nella folla Crociata, dove anche il primo cittadino, Elvio Ubaldi, con uno dei megafoni della Curva Nord in pugno, intonò i cori trionfali. "Onora Parma, non tirarti indietro!!!" fu un motto che valse per quello spareggio da vita o morte, ma che, con il risultato della vittoria che si portò dietro, quello della seconda conquista della serie A, perchè fu davvero così, un'altra promozione, non una salvezza, rimarrà nella storia del Parma Calcio e dei suoi tifosi e nella storia di Parma. Ancor oggi le richieste di quei manifesti e di quelle magliette si sprecano. Quella parola d'ordine ha segnato una tappa, un capitolo, una stagione della comunità Crociata. Tant'è che nell'annata successiva, dovendo confezionare una nuova sciarpa del proprio gruppo, essendo esaurita l'edizione di quella precedente, Settore Crociato ve la riprodusse: "Onora Parma, non tirarti indietro!!!".

 

 

 

 

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