L’adesivo di Potere Crociato dedicato alle esultanze di Malesani
LA GIOIA NON HA PREZZO!!!
Un’iniziativa a scopo benefico improvvisata ma di successo


Era un sabato di fine estate, il ventuno agosto del millenovecentonovantanove, quando il Parma Calcio guidato in panchina da Alberto Malesani conquistò la sua prima Supercoppa italiana nello stadio milanese di San Siro contro il Milan. La squadra Crociata vinse per due reti a uno, rimontando i rossoneri padroni di casa, che erano passati in vantaggio all’ottavo minuto del primo tempo con Guglielminpietro. I gol parmigiani portavano la firma di Hernan Crespo (pareggio al ventesimo della ripresa) e di Alain Boghossian, il quale, quando ormai aleggiava lo spettro dei calci di rigore (era appena scoccato il secondo minuto di recupero) segnò di testa, su azione susseguente un calcio d’angolo, sfruttando un’indecisione del portiere milanista Rossi.
Quello era il terzo trofeo che la compagine di calcio della nostra città alzava al cielo in soli cento giorni. Il cinque maggio, a Firenze, aveva fatto propria la Coppa Italia a spese della Fiorentina, e una settimana dopo, il dodici maggio, a Mosca, la Coppa Uefa ai danni dell’Olympique Marsiglia.
Mai nella sua storia il Parma, durante un anno solare, aveva vinto così tanto. Merito soprattutto della rosa di quella squadra, infarcita di tanti buoni giocatori.
Quel ventuno agosto del millenovecentonovantanove Malesani, il pittoresco tecnico che li pilotava, si esibì, come era nella propria indole, in sfrenate esultanze per le due reti rifilate al Milan e in acide proteste nei confronti delle decisioni arbitrali, sicuramente fuori dalle righe. Dopo qualche giorno quel suo atteggiamento esuberante, molto simile a quello dei tifosi della Curva, fu punito con una multa abbastanza salata. Noi del Potere Crociato, che allora, per questo suo modo di vivere e ‘sentire’ il calcio, portavamo molta simpatia nei suoi confronti (epico e memorabile l’entusiasmo che sprigionò qualche mese più tardi al pareggio di Crespo contro la Juve negli attimi finali con i Crociati in nove per l’espulsione di Dino Baggio), gli dedicammo un adesivo. Lo scopo era quello di far capire a chi governava il calcio che certe scene di passione e di trasporto da parte dei protagonisti non dovevano essere severamente punite. Quelle gestualità fanno parte integrante di questo sport. Censurarle o sanzionarle contribuiva a togliere sapore e gusto allo spettacolo calcistico, che ha bisogno di questo contorno, purché non si scada nell’incitamento alla violenza gratuita.
Realizzammo l’autoadesivo in pochissimo tempo. Era semplice. Rappresentava lo scudo Crociato con la denominazione delle origini della società cittadina di pallone (Parma Football Club) e la sua data di fondazione, il 1913. Attorno avevamo scritto uno slogan coniato per la circostanza: “La gioia non ha prezzo. Forza Malesani! Forza Crociati!”.
Lo vendemmo in Curva Nord per la prima partita casalinga di campionato, il derby contro il Bologna. L’iniziativa ebbe successo. L’adesivo andò a ruba. L’idea piacque a tutti, anche allo stesso ‘mister’, al quale fu presentata a Collecchio, il sabato. Il ricavato di quella vendita lo devolvemmo in beneficenza, nel nome dell’impulsività e dell’istintività del calcio, di cui Malesani era un perfetto interprete. Purtroppo, poi, lui stesso contribuì nei mesi successivi a perdere tutti i punti che si era guadagnato nei nostri confronti e a dilapidare la nostra attrazione verso il suo modo di incarnare il calcio, divenendo, per schizofrenia, contraddizioni, indifferenza verso la città indifendibile.

 

 

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