
SPECIALE
MODENA - PARMA
Campionato di Serie C 1983'84
Domenica 04 Marzo 1984
Modena-Parma: 1-1
Barbuti (P) al 62' e Bottaro (M) al 67'
Gazzetta dello Sport di Lunedì 05 Marzo 1984
MODENA
- Alla partita ha assistito Edmondo Fabbri, portatosi al «Braglia» per scelta e non perché dirottato, come tanti altri, dal rinvio di
Reggiana-Bologna: «HO voluto vedere quest'incontro – ha spiegato prima
dell'inizio -, il primo di Serie C cui assisto quest'anno, perché penso che tra
Parma e Modena salterà fuori la
seconda squadra che andrà in B dopo il Bologna. La sollecitudine con cui il
terreno era stato sgomberato dalla neve e la coreografia del pubblico, che ha
fatto stabilire il nuovo record d'incasso allo stadio modenese, poteva far
pensare che Fabbri puntasse più sul Modena, oltretutto da sette turni
imbattuto. Visto però l'andamento della gara ed il risultato finale, non c'è
dubbio che tra le due sia il Parma la squadra più vicina a legittimare le
previsioni dell'ex c.t. azzurro.
Il Parma ha avuto le maggiori occasioni da rete, è andato per primo in vantaggio ed ha dato l'impressione di esser più squadra e di avere un migliore assetto nei vari reparti nonostante l'assenza per squalifica del giovane Pioli, il perno della difesa. Il Parma ha superato l'insidia della trasferta, conservando in classifica il vantaggio di due lunghezze sul Modena.
Il
Modena, dal canto suo, s'è fatto apprezzare per gli spunti individuali, per
qualche sprazzo di bel gioco, ma ha difettato di continuità, denunciando
difficoltà nei collegamenti e smarrendosi nei momenti in cui era necessario
rinserrare le file per portare una completa offensiva al Parma, che ha avuto la
possibilità di far sua l'intera posta. All'undici locale resta la soddisfazione
d'aver raddrizzato almeno il risultato quando poteva temere il peggio e di
potersi preparare a ricevere il Bologna (domenica prossima) avendo infilato
l'ottavo risultato utile consecutivo.
L'incontro non ha deluso le attese sul piano dello spettacolo, anche se - al di là delle somme - l'agonismo ha avuto il sopravvento sulla tecnica di base dei vari Rabitti e Re.
La carica agonistica di Torroni e di Bettinelli è stata essenziale per l'economia del Modena. Sul fronte parmense, a parte la difesa notoriamente rocciosa, è emerso un agile e mobilissimo Aselli, un Pin tenace antagonista di Cuoghi a centrocampo ed un Salsano sempre irriducibile e pericoloso nei suoi spunti offensivi.
Ascagni nel primo tempo e Barbuti nella ripresa hanno fallito due ghiotte occasioni: il centravanti è poi stato lasciato negli spogliatoi nell'intervallo, mentre l'ala ha avuto la possibilità di riscattarsi col gol che ha portato il Parma in vantaggio.
Così le reti: al 62' Marocchi, che aveva rilevato Ascagni (problemi di tenuta per l'ex triestino?) a metà tempo, batte una punizione dalla destra e Barbuti, incustodito, raccoglie sul vertice sinistro dell'area di porta e di testa indirizza a rete. Tortora, fuori posizione, giunge in ritardo e non può far altro che sfiorare la palla, che s'insacca nell'angolino alto. Passano cinque minuti ed il Modena pareggia: mentre Gandini è fuori porta, il libero Melotti «pesca» Bottaro sulla destra, il quale sferra un bolide da pochi metri e la palla s'insacca sotto la traversa (67') nonostante il tentativo di Murelli di sostituirsi al portiere.
La
partita s'è snodata veloce all'inizio ma il terreno pesante ha finito per
stroncare il ritmo troppo elevato. Al 6’ Ascagni va via sulla sinistra, scarta
anche il portiere in uscita, ma ritarda il tiro e Melotti salva di testa sotto
la traversa a porta vuota. Sul conseguente calcio d'angolo, Aselli indugia
troppo e l'occasione sfuma e subito dopo un tiro di Gabriellini si spegne sul
tallone di Panizza.
All'11' Gandini blocca un'insidiosa punizione di Re su appoggio di Melotti, poi il Parma crea una serie di pericoli per la porta locale: Barbuti rovescia senza troppa convinzione un cross di Aselli (15') e la palla finisce alta e Tortora si supera (18') per deviare in corner un angolato rasoterra dell'avanzato Davin. Al 29' Salsano allarga Mariani e poi ne intercetta involontariamente il tiro diretto a rete.
I gialloblù replicano intorno alla mezz'ora sfiorando due volte il bersaglio con Rabitti, sempre di testa. Poi è ancora Barbuti a graziare Tortora (32'), concludendo abbondantemente a lato dopo averlo attirato fuori dai pali. Gandini, dal canto suo, blocca sulla propria destra un tiro di Rabitti (34') dal limite. Al 37', mette in azione la trappola del fuorigioco, pone in offside Re e si salva da un pericoloso contropiede. Un minuto dopo Gabrielli incespicando sul pallone, un suggerimento dal fondo dì, Ferrari. Il tempo si chiude con una punizione di esterna destro di Re, bloccata da Gandini sotto la traversa. .
La ripresa inizia col Modena all'attacco. Arzeni, in mezza rovesciata su corner di Re, impegna Gandini. Murelli rischia l'autorete alzando a fil di traversa il forte cross di Gabriellini. Sosta imprevista al 54', per un incidente a Stoppani, che sanguina abbondantemente dal naso che dopo trenta secondi ai bordi ritorna in campo in piena efficienza. 1
Si riprende ed una schiacciata di testa di Aselli (59') su una punizione di Marocchi finisce di poco fuori. Dopo i due gol - già descritti - al'72' Tortora s'oppone coi pugni ad una gran sventola a mezz'altezza di Salsano. Poi è ancora Panizza a mettere in fuorigioco Rabitti secondo un metodo caratteristico proprio del Parma.
Mario Laudano
Campionato di Serie C 1985'86
Domenica 20 Aprile 1986
Modena-Parma 2-2
Gazzetta dello Sport di Lunedì 21 Aprile 1986
MODENA
- Derby emiliano ricco di colpi di scena, giocato con grande impegno e
determinazione da due squadre in ottima condizione di forma. E’ finita con due
gol per parte. Il pareggio è risultato equo se si considera che sia il Parma
sia il Modena sono andati vicini al successo pieno. Il Parma per essere passato
ben presto in vantaggio, sfruttando una fortunosa combinazione Bordin-Righetti,
per aver colpito sul finire del primo tempo un palo a portiere battuto con lo
stesso irriducibile Bordin. Il Modena per aver superato in bellezza l'impasse
del gol subito a freddo e aver ribaltato la situazione in pochi minuti con una
doppietta di Frutti e resistito sul filo del 2-1 per oltre 50 minuti portandosi
in questo arco di tempo a un solo punto dalla capolista. A cinque minuti dalla
fine Rossi, con un ben azzeccato colpo di testa, suggellava la sua ottima
prestazione e metteva le sorti in parità.
Del Modena è piaciuta la reazione al gol subito a freddo. I canarini hanno tirato fuori l'orgoglio delle grandi occasioni.
Da parte del Parma una prestazione condizionata dal rapido vantaggio, e dalla imprevedibile reazione dell'avversario. L'uno e l'altra l'hanno alquanto disorientato, ma la squadra gialloblù non si è mai disunita.
Partenza imperiosa del Parma che a meno di due minuti dall'inizio va in gol: un tiro di Bordin respinto da un difensore modenese, raccoglie lo stesso Bordin che «bissa» il tiro sulla traiettoria si trova Righetti il quale infila Ballotta, sorpreso dal tiro ravvicinato. All'8' sibila a lato un tiro di punizione di Domini. Lungo lancio di Domini ancora subito dopo dalle retrovie che trova allo scoperto la difesa del Parma, ma Mussi rimedia annullando il vantaggio di Rabitti. All'11' Zannoni salva a scivolone su Rabitti. La partita si infiamma quando Frutti, superato Landucci, è atterrato dal portiere ma l'arbitro aveva già fischiato il fuorigioco di due giocatori del Modena. Sugli sviluppi di una punizione Bordin arriva con un attimo di ritardo per la deviazione. Al 20' conclusione alta di Domini da 25 metri. C'è poi una punizione di Gabriele, ottimo lo stacco di Signorini, ma la palla vola leggermente alta. Al 25' il Modena pareggia: Signorini atterra Re. Punizione di Domini che fa scaturire una mischia in area, Catellani si inserisce e colpisce il palo poi Landucci devia un secondo tiro in mischia ma la porta del Parma, in questa occasione, sembra stregata, ma scatta infine Frutti e trova il varco giusto per infilare la palla in rete: 1-1. Al 32' punizione di Domini dal fondo sinistro, Frutti con una impercettibile deviazione di testa sorprende l'immobile Landucci: 2-1. Al 42' Bordin allunga il piede sull'appoggio di testa di Rossi e colpisce la base del palo con Ballotta impossibilitato a intervenire.
Il
secondo tempo inizia con il Modena all'attacco, Landucci blocca in tuffo un
rasoterra di Frutti, poi è Torroni a respingere un tiro di Rossi. Al 55' Domini
viene atterrato al limite dell'area, esegue lui stesso la punizione che trova
pronto Landucci alla parata. Il Parma stringe i tempi alla ricerca del pareggio
e protagonista della controffensiva è sempre Mussi, che avanza sulla fascia
destra ed esegue due ottimi cross, prima per Paci poi per Rossi anticipato di un
soffio da Catellani. Al 79' Ballotta blocca un cross di Rossi ma si scontra con
Paci e perde la palla, l'arbitro ferma il gioco e accorda la punizione per il
Modena.
All'81' pronto lancio di Frutti per Rabitti che scatta in contropiede attraversa tutta la metà campo resiste, al recupero di Mussi, ma il suo tiro da posizione difficile è respinto di piede con grande intuito da Landucci. Dal possibile 3-1, come abbiamo detto, al 2-2. E' l'83. Zannoni a Bianchi, cross perfetto del numero 3 gialloblù dal fondo sinistro per Rossi che insacca con un forte e preciso colpo di testa, 2-2.
Prima del fischio finale su una punizione di Gabriele, Zannoni arriva con un soffio di ritardo per la deviazione in rete: a questo punto il successo del Parma sarebbe suonato beffa per il Modena.
Mario Laudano
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Campionato di serie B 1986'87
Domenica 5 Ottobre 1986
Modena-Parma 1-1
Gazzetta dello Sport di Lunedì 6 Ottobre 1986

MODENA
- Se non ci fosse stato lo splendido colpo di testa di Frutti, che ha rotto
l'Incantesimo della porta del Parma (sino al 25' imbattuta nelle prime tre
giornate di campionato e anche nell'ultima fase della Coppa Italia) ci verrebbe
da dire che soltanto una squadra ha giocato il derby dell'Emilia targato serie
B. La for. mazione di Sacchi, appunto, che subita la sferzata ha praticamente
tolto l'ossigeno al Modena stringendolo nella propria area di rigore per il
resto dell'incontro. Inevitabile è stato il gol del pareggio, costruito su
rigore calciato da Bortolazzi e conquistato dal terzino Mussi penetrato come la
lama di un coltello nell'affannato dispositivo dei padroni di casa e stretto in
una morsa da k.o.
Ma già prima gli ospiti avevano fatto vedere le streghe al Modena che per necessità (mancava di Piacentini, squalificato, Rabitti e Catellani, infortunati, poi ha perso anche Ferraris) si è dovuto arroccare davanti al portiere Ballotta, un baluardo difficile da superare, se è vero che almeno per tre volte si è opposto ai tiri degli scatenati centrocampisti scudocrociati, molto più bravi degli attaccanti nello scagliarsi verso la rete.
Almeno nell'occasione il Parma ha dimostrato di essere più squadra, più consistente nella sua manovra estremamente ordinata, precisa, mai precipitosa e carente di lucidità. Bortolazzi ha preso In mano la bacchetta dell'orchestra e gestisce il gioco con la tranquillità di chi sa che è libero di Interpretare la partita come vuole, anche perché coadiuvato da Valoti e Galassi oltre che da Fiorin a centrocampo, bravissimi nell'operare In pressing e rilanciare Immediatamente l'azione in avanti, dove Fontolan e Rossi non sempre sono stati però all'altezza, anche se le occasioni da gol sono capitate pure dalla loro parte.
E Il Modena? Il gioiello Longhi (c'era ad osservarlo Esposito, allenatore della primavera della Fiorentina) si è perso quasi subito nel dispositivo creato da Sacchi e non è più stato in grado di rilanciare l'azione e giostrare come ci aveva finora abituati. Così anche Re si è praticamente perso dietro a Mussi che lo ha preoccupato moltissimo nelle sue folate in avanti. Soltanto Frutti, inossidabile cannoniere che è veloce come un falco nonostante gli anni, ha giocato all'altezza del derby, realizzando uno splendido gol (ha bruciato tutta la solita difesa parmigiana schierata sul calcio di punizione battuto da Longhi) sul quale poi Il Modena ha vissuto di rendita per tutti gli altri 65 minuti di gioco.
Insomma un Modena un po' deludente, decimato è vero, ma incapace di tenere il ritmo a centrocampo. Soluzione obbligata è stata quindi quella di arretrare il baricentro del gioco, attendere l'avanzamenio della cavalleria del «granducato», sperando che i varchi si chiudessero ermeticamente davanti a Ballotta. Cosi è stato fino a un quarto d'ora dalla conclusione quando Mussi ha divelto l'ultimo ostacolo e si è procurato il prezioso rigore. Bortolazzi, che non ha certo Imparato dal rigoristi di Coppa, ha pennellato di destro e di misura la falla che si è Infilata tra Balotta (l'estremo difensore ha intuito Il tiro) e Il palo destro.
Il
«regista» del Parma, che Liedholm ha lasciato andar via un po' a malincuore ha
immediatamente scoperto le carte e dalle sue punizioni so. no partite le azioni
più Insidiose, come quando al 21', poco
prima della rete del Modena, è stato Frutti a salvare sulla linea di porta un
proietto scagliato dal parmigiano e deviato da un difensore di casa. Sempre il
«Platini del Parmigiano» è salito in cattedra per chiamare Ballotta ad una
delle sue più spettacolari parate.
Insomma, un assolo non unicamente del regista, ma anche del Parma che, colpito dalla rete dello svantaggio, si è catapultato davanti alla porta del Modena. Il portiere dei «canarini» ha respinto un tiro di Fontolan lanciato da Galassi ed ha preso una grande paura quando Fiorin, solo soletto In area, ha sparato sull'esterno della rete.
Il Modena, sparito dal campo (si è visto unicamente, come detto, in azioni di contenimento), ha tremato sempre su Fontolan (parata dell'estremo difensore di casa in uscita) poi su Galassi, che al 69', dopo un'azione In verticale di Rossi, proseguita da Valoti, si è visto respingere Il tiro dal mediano Conca. Infine, quando sembrava che l'azione del Parma si esaurisse, il terzino Mussi ha inventato l'ultima galoppata poi rifinita dal dischetto da Bortolazzi. Il derby si è concluso con un ultimo brivido per i padroni di casa
Sergío Gavardi
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Campionato di Serie B 1987'88
Domenica 08 maggio 1988
Modena-Parma 1-0
Dalla Gazzetta di Parma di Lunedì 09 Maggio 1988
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LA VERA STORIA SULLA ROTTURA DEL GEMELLAGGIO CON I MODENESI.
Il
gemellaggio con i modenesi risale al 1978 in occasione di Parma-Spal, campionato
di Serie C1 1977-78.
Da
questo primo incontro ebbe origine l’appellativo di “bisunti” che tuttora
descrive i tifosi canarini.
Si presentarono infatti con capelli lunghi che non davano l’impressione di una corretta e sana igiene personale.
Nel
corso degli anni questo gemellaggio non ha mai avuto da parte parmigiana una
gran considerazione, c’era, veniva tollerato, in funzione anti-reggiana più
che altro, anche perché i cugini negli anni ’80 continuavano a gemellarsi con
molte (un po’ troppe) tifoserie in funzione anti-parmigiana (Cremona, Ferrara,
Bologna, Pisa, Carrara, ecc…).
Un
gemellaggio che non poteva assolutamente essere messo in paragone con quello con
gli spezzini, anch’esso sorto in quel periodo, e considerato da subito una
vera e propria “fratellanza”, basata su una sincera ammirazione.
Il
modenese a Parma è stato sempre considerato come l’ospite dopo tre giorni,
con la sola differenza che l’effetto era immediato (collette in curva, imprese
inventate e mai provate, riscontri dei fatti contrari alle notizie fornite).
Insomma,
quando un modenese ti raccontava qualcosa che era successo, ne scartavi prima un
50%, poi il resto te lo dimenticavi, perché tanto non era vero niente.
In
quegli anni per far fronte alla vera e propria valanga di notizie che
provenivano dai gemellati di Modena si decise di istituire la figura del “modenologo”,
che aveva il compito di verificare l’importanza delle notizie da riportare in
riunione e soprattutto l’attendibilità delle stesse.
E’
superfluo soffermarsi sulle risate che esplodevano nel bar dopo i primi commenti
a certe informazioni.
Oltre
che in curva i rapporti con i modenesi (per loro iniziativa e non perché
invitati) avvenivano saltuariamente anche alle riunioni dei Boys che si tenevano
al venerdì sera presso il Bar Polisportivo, prima sede del gruppo, di fianco
allo stadio.
Non
è mai capitato, invece, che qualcuno del direttivo dei Boys si presentasse a
Modena per partecipare a incontri con le Brigate Gialloblù, fino al giorno
fatidico della rottura del gemellaggio.
A
Reggiana-Parma, campionato di serie C1 1983-84, un grande numero di tifosi
crociati si presentò al Mirabello.
Con
loro anche una trentina di modenesi, tra i quali l’allora giovane futuro capo
delle Brigate, T***.
Si
verificarono degli incidenti nel settore distinti, i reggiani partirono dalla
loro curva e contro si scagliarono subito parmigiani e modenesi.
Dopo
un contatto iniziale i reggiani scapparono verso il loro settore e, seguendo una
tattica già sperimentata altre volte dai cugini, attirarono verso di loro gli
avversari, portandoli in una zona dove i reggiani erano più forti
numericamente.
I
parmigiani se ne accorsero per tempo, anche molti modenesi se ne accorsero per
tempo, ma non tutti.
Infatti,
uno solo ci finì in mezzo e rimediò la rottura del setto nasale.
Nel
settore ospite si aprì subito una forte discussione, i modenesi accusavano i
parmigiani di essere scappati, i parmigiani ribattevano che lo scontro era
terminato e che quindi si doveva rientrare nelle proprie posizioni e che anche i
modenesi stessi erano rientrati, tranne uno che non si era accorto di essere da
solo senza parmigiani e senza modenesi ad affrontare i reggiani nella loro tana.
Questa
fu la causa scatenante per mettere in discussione il gemellaggio.
In
realtà questa alleanza reggeva solo per contrastare i reggiani, non vi era
nessuna fiducia tra Boys e Brigate, sia da una parte che dall’altra.
E
comunque i modenesi continuarono a venire al Polisportivo per parlare di questo
episodio e per comunicare che molti a Modena non volevano più sapere di
gemellaggio (notizie già conosciute tramite il nostro modenologo).
Gli
venne risposto che se le cose dovevano essere così, così sarebbero state, se
volevano rompere il gemellaggio non sarebbe stato un problema.
L’ultima
volta al Polisportivo dei modenesi fu per invitare i parmigiani a Modena alla
loro riunione.
I
parmigiani partirono in tre alla volta di Modena e giunti in San Biagio, ritrovo
delle Brigate, ascoltarono le ragioni, o meglio gli sragionamenti, dei presenti.
Tutti
erano per la rottura del gemellaggio a parte T***, che tra l’altro era anche
cugino dell’ultras modenese colpito a Reggio Emilia.
T***
fu l’unico a non contestare le tesi dei parmigiani, ma non poteva mettersi
contro il suo gruppo.
Deciso
per la rottura i parmigiani si congedarono e si avviarono verso la propria
macchina, ma con una scusa alcuni modenesi fermarono uno di loro e isolato gli
fu rubato il giubbotto.
Con
questo bel gesto da infami si chiusero i rapporti “amichevoli” tra modenesi
e parmigiani.
Al
successivo incontro tra Parma e Modena nel 1986 i Boys accolsero i canarini con
uno striscione di ringraziamento per la rottura del gemellaggio “GRAZIE
BISUNTI – E’ TANTO CHE LO ASPETTAVAMO”.
Venendo ai giorni nostri si nota come i modenesi non siano cambiati con il passare degli anni, la tentazione di raccontare ciò che non è successo o di allargare con la fantasia anche il più piccolo avvenimento li travolge a tal punto che la figura del “modenologo” è oggi più attuale che mai, e con l’avvento di internet una vera e propria necessità, sia per gli attuali gemellati dei canarini che per gli avversari.
Per gli articoli, le foto ed i cimeli presenti in questo speciale Modena Parma è nostro dovere ringraziare Angelo Balboni per la preziosa e fondamentale collaborazione.