SPECIALE

BOLOGNA - PARMA


Campionato 1983'84

Bologna-Parma: 0-0 

 

Domenica 18 marzo 1984

 

 

Dalla GAZZETTA DELLO SPORT di lunedì 19 marzo 1984

bo-pr-tifarrest1983'84.JPG (39564 byte)BOLOGNA: M. Bianchi; Bombardi, Logozzo; Donà, Fabbri, Ferri; Gazzaneo, L. Pin (Paris dal 71’) Frutti, Facchini (G. Marocchi dal 71, ), Foglietti. (12 Maiani, 13, Zagano, 15 De Ponti). All. Cadé.

PARMA: Gandini; Murelli, Davin; Pioli, Panizza, Aselli; Mariani, G. Pin, Acagni (M. Marocchi dal 46'), Salsano, Barbuti (Frara dal 66'). (12 Dore, 15 Marsani, 16 Bertozzi). All. Perani.

ARBITRO: Basile di Siracusa,

NOTE: spettatori 21 mila, dei quali 18.511 paganti per un incasso di 146.976.000 (abbonati 1,516, quota partita 15.185.286). Ammoniti: Facchini (gioco falloso). In tríbuna: Giacomini, Sereni, Pivatelli, Michelotti, Claudio Sala, Dante Micheli e Galassi. I migliori Bombardi, Fabbri, Ferri; Pioli, Salsano, M. Marocchi.

 

BOLOGNA - Cadé dice che il pari gli sta bene. Se il Bologna si accontenta di questo fischiatissimo 0-0 vuoi dire che non s'è proprio divertito. In effetti ha temuto il peggio.

Perani storce un po' la bocca, ma non eccepisce più di tanto. Sotto San Luca il Parma si presenta con qualche timore reverenziale, ma col trascorrere del tempo sì fa coraggio, mette in evìdenza un centrocampo agile e manovriero, un pressing puntiglioso e un fuorigioco difensivo applicato.

Si vede dunque un Bologna in regresso. Anche dal punto di vista della condizione fisica giacché cala visibilmente nella seconda parte. In tutta la gara insidia due volte il portiere avversario: al 5'

quando Fabbri batte dal limite e Gandini si salva in due tempi e al 65' quando la punizione di Livio Pin si stampa sulla traversa.

Troppo poco per sbloccare il risultato. In avanti non c'è penetrazione: Frutti si muove ve, Cerca la palla-gol, ma è troppo solo e pioli lo marca spietatamente. Foglietti non dà alcun apporto, neppure nel gioco aereo. A centrocampo prevale l'anarchia Pin e Facchini sono fuori condizione, non riescono ad impostare e rifinire la manovra, come dovrebbero. Vengono rimpiazzati al 71' da Paris e Giancarlo Marocchi una mossa di Cadé per cercare di dare nuova linfa al gioco, ma la situazione non muta affatto e resta sempre precaria. Donà non ha più lo smalto del recente passato. Gazzaneo lavora come un negro, tampona qualche falla, e alla fine si salva. Ferri è l'unico a ragionare: anticipa sovente l'avversario diretto (Mariani), fa viaggiare la palla, non perde i contrasti, ma in zona-tiro arriva soltanto una volta e la sua conclusione viene deviata in angolo. Meno male che, nella circostanza, la difesa tiene botta: Fabbri si spinge sovente in avanti, Bombardi annulla Ascagni, Logozzo si fa ammirare per la sua generosità e Massimo Bianchi non si fa sorprendere.

Fra i pregi del Parma, c'è anche quello di tenere, anzi di «nascondere» la palla. Il piccolo giocoliere Salsano, Gabriele Pin, Aselli e Mariani sono ispirati e danno sostanza al loro centrocampo. Un reparto, peraltro, ben protetto dai difensori, soprattutto da Pioli e Panizza, mentre l'attacco incentrato su Ascagni e Barbuti, non punzecchia molto. Nella seconda parte Perani ricorre a Marco

Marocchi: la sua spinta e la sua velocità si fanno sentire.

Il tecnico sostituisce poi anche Barbuti con Frara, cioè con un giocatore che indietreggia e copre.

Tutto sommato, un derby piatto e senza emozioni, esattamente come dice il risultato.

A metà viene fuori il Parma che insidia la rete di Massimo Bianchi con un colpo di testa di Ascagni (30') di poco a lato, con una girata sopra la traversa di Barbuti (40') e con una conclusione di Salsano (45') respinta da Logozzo, Con l'innesto di Marco Marocchi l'accresciuto rendimento di

Mariani molto meglio il Parma della seconda frazione il portiere rossoblù para un tiro di Panizza, una incornata di Marocchi e una staffilata di Salsano, mentre il Bologna colpisce la traversa col calcio piazzato di Pin.

 

Silvano Stella


Campionato 1984'85

 

         Bologna-Parma: 1-1 

 

 

BOLOGNA - La fortuna è proprio imprevedibile: ti sorregge magari quando non fai nulla per meritarla, ma ti volta le spalle quando pensi di avertela fatta amica. E' quello che accade al Bologna nel derby col Parma. Va infatti in vantaggio all'inizio con uno splendido gol di Fabio Ferri e poi subisce la pressione di un avversario che corre come un dannato, che colpisce due traverse e che trova sulla sua strada un portiere in grande spolvero come Zinetti. Nella ripresa la furia del Parma si placa un po', la gara assume aspetti abbastanza equilibrati, ma proprio in extremis il Bologna è beffato dal gol di Gabriele Pin che sancisce il pareggio.
Siamo sinceri: il Bologna resta con l'amaro in bocca e diversamente non potrebbe essere - ma il risultato, esaminando il comportamento delle squadre nell'arco dei 90', non fa proprio una piega. Anzi, se vogliamo, ai punti vince il Parma. Perché il gioco migliore dal punto di vista della continuità, della geometria e delle idee è proprio li suo Il reparto di maggiore spicco è il centrocampo, dove Marco Marocchi e Aselli sono due giganti e dove anche Livio Pin e Farsoni si fanno sentire in diverse circostanze. Facchini ha qualche incertezza, ma tutto sommato riesce a strappare un'abbondante sufficienza.
In avanti Macina mette lo -scompiglio nella retroguardia felsinea, mentre Barbuti si muove in continuazione e colpisce la traversa con una staffilata dal limite. La difesa giganteggia con Benedetti e comunque non ha molto lavoro se si dice che il portiere Dore non fa neppure una parata e che l'attacco rossoblù, a parte il gol di Ferri, non riesce a piazzare un tiro nello specchio della porta.
Il fatto che Zinetti e Ferri siano i giocatori più positivi del Bologna è indicativo: il portiere neutralizza anche l'impossibile e sul gol gialloblù non è minimamente colpevale; il terzino fluidificante mette a segno la stoccata decisiva e partecipa attívamente al gioco, coprendo e inserendosi nelle manovre. Nonostante sia continuamente sotto pressione - soprattutto nel primo tempo - la difesa si comporta abbastanza bene, impedendo le conclusioni ravvicinate dei gialloblù. Un disastro, invece, il centrocampo: Livio Pin è generoso ma sbaglia troppe palle Piangerelli non entra nel clima della partita; Gazzaneo e Giancarlo Marocchi non si esprimono - colpa anche degli oppositori - sui loro abituali livelli di rendimento. L'attacco, centrato su Frutti, troppo isolato, è del tutto evanescente, manca insomma di peso, anche perché Marocchino ha buone giocate quando ha la palla al piede ma non si può dire che sia un campione di continuità e regolarità.
Il gol di Ferri, giunto dopo 71 e dopo una conclusione dì Gazzaneo parata e di Roma no a lato, ha il potere di illudere. L'azione si snoda rapida e lineare sulla sinistra: Gazzaneo lancia su Frutti che al volo, di destro, rimette al centro: Ferri arriva di corsa e fa partire un diagonale che s'insacca alla sinistra di Dore.
Il Parma aveva avuto l'opportunità di andare in vantaggio al primo minuto, ma la gamba di Logozzo aveva deviato, in angolo il tiro di G. Pin. Una volta subito il gol, la squadra di Perani reagisce vigorosamente, prende l'iniziativa del gioco, e schiaccia l'inerme Bologna nella sua metà campo. Per trenta minuti. Insomma, i gialloblù sono i padroni della situazione e costringono i rossoblù ad una impegnata difesa. Aselli (14') colpisce la traversa con un gran tiro da fuori area, riprendendo una respinta di pugno di Zinetti. Dopo un gran tiro di M. Marocchi che sfiora i legni Aselli (19') ci riprova ancora e il portiere gli dice di no volando da palo a palo. Macina (27') fa fuori due difensori e rimette al centro senza che vi sia un compagno a sospingere la palla In rete.
Seconda traversa al 38': stavolta l'autore del tiro è BarbutI dal limite. Zinetti (43') vola per sventare la punizione di Panizza ed evitare il gol.
Nella ripresa diminuisce il ritmo forsennato del Parma,ma non aumenta quello del Bologna. In campo, peraltro, c'è un sostanziale equilibrio, con alcuni spunti e rovesciamenti di fronte delle due squadre. Ma nel finale il Parma mette nuovamente il piede sull'acceleratore e al 90' evita una sconfitta che non avrebbe comunque meritato. Livio Pin perde una palla, la difesa rossoblù va in barca, Bertoneri rimette al centro e Benedetti, in mezza spaccata, indirizza verso Gabriele Pin che, in mezza girata, di destro i sigla Il definitivo 1-1.

Silvano Stella

 

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Campionato 1986'87

 

Bologna-Parma: 0-0 

Domenica 30 novembre 1986

 

Dalla GAZZETTA DELLO SPORT di lunedì 01 dicembre 1986

I rossoblù pur avendo il vantaggio di giocare davanti al loro pubblico hanno tenuto una tattica sin troppo guardinga - Di conseguenza gli ospiti si sono mostrati più brillanti meritando in modo pieno il pareggio

 

BOLOGNA: Zinetti 7; Villa 6,5, Galvani 5,5; Stringara 6, Lancini 5,5, Quaggiotto 6; Marocchi 5,5, Pecci 6, Pradella 6, Nicolini 6 (dal 60' Luppi 5,5), Marronaro 6 (12 Cavalieri, 14 Sorbi, 15 Musella, 16 Palmieri). All.: Guerini. 

PARMA: Ferrari 6,5; Mussi 6,5, Bianchi 6; Galassi 6,5, Bruno 6,5, Signorini 7; Zamagna 6, Fiorin 6, Rossi 6,5 (Valoti dall'86' s.v.), Bortolazzi 6,5, Fontolan 5,5 (dal 46' Piovani 6), (12 Bucci, 13 Corti, 14 Sormani). All.: Sacchi (in panchina Carmignani). 

ARBITRO: Sguizzato di Verona, 6,5. 

NOTE: Pomeriggio freddo ma assolato. Spettatori oltre 20 mila, di cui 15.760 paganti per un incasso di 152.927.000 (abbonati 5.092, quota 50.824.427). Ammoniti: Stringara, Signorini e Quaggiotto per gioco falloso, Piovani per proteste. In tribuna il sindaco Imbeni, E. Fabbri, G.B. Fabbri, Bulgarelli, Sacchero e Galassi. Angoli: 4-4 (2-0) per il Bologna.

 

 

BOLOGNA - Fra il Bologna e il Parma esiste attualmente la stessa differenza sul piano qualitativo, al di là dei mutevoli e rispettabili gusti personali - che esiste secolarmente fra la mortadella e il prosciutto. Ebbene, non v'è dubbio che il prosciutto marcato Parma è assai più pregiato e ricercato della mortadella marcata Bologna e la stessa diversità si nota e si rispecchia nelle squadre impegnate nel derby emiliano.

Finisce 0-0, non ci sono né vinti né vincitori, ma il Bologna raccoglie fischi nel primo tempo, nella ripresa e alla fine, mentre il Parma raccoglie consensi e applausi. In effetti, il Bologna (che può solo consolarsi dei 200 milioni di incasso) gioca sotto la collina di San Luca, davanti al suo pubblico, come se giocasse su un lontano campo del Sud. E' contratto, nervoso, intimorito e impacciato. Sceglie la tattica della chiusura difensiva, in qualche caso è financo eccessivamente falloso, ed è raccolto nella sua metà campo; sempre per scelta tattica, cerca di saltare i centrocampisti parmigiani con palle alte e lunghe, affidandosi prevalentemente - e chiaramente - alla manovra di rimessa. Insomma, è un Bologna povero di contenuti e di idee, un Bologna che ha soltanto il pregio di combattere generosamente e di mettercela tutta.

Il Parma è invece l'immagine opposta del Bologna. Non ha paure, non ha timori reverenziali, e gioca come se fosse al «Tardini», davanti ai suoi tifosi. Prende l'iniziativa, pressa l'avversario, raddoppia le marcature difensive, attua lucidamente la tattica del fuorigioco, ha uno spiccato senso della geometria calcistica ed ha, sul piano dei ritmo e della velocità, una marcia in più. Una squadra piacevole e ammirevole, anche se Poi non riesce a sfruttare la sua superiorità perché davanti non è in grado di punzecchiare efficacemente.

Tuttavia a parte il diverso volto delle squadre, il derby non ha deluso. Il Parma tenta di sbloccare subito con Bortolazzi (11') che entra in area e tira in diagonale. Sembra gol, ma Zinetti (premiato per la 200' partita in rossoblù) ci mette una pezza respingendo il pallone. Fontolan si trova a pochi passi, ha la porta spalancata, ma inciampa sullo stesso pallone e Zinetti, stavolta protetto dalla fortuna, evita la capitolazione. Poco dopo è Galvani (13') che entra in area parmense. Ferrari esce dai pali e chiude lo specchio della pota al terzino che tira precipitosamente: il pallone sfugge alla presa del portiere che lo recupera tuffandosi all'indietro.

Nel corso del primo tempo il Bologna conclude altre due volte. Dapprima un errato intervento di Mussi 28') consente a Pradella di tirare e Ferrari ribatte uscendo dalla porta; poi lo stesso Pradella (38') batte una punizione da oltre trenta metri che il portiere alza sopra la traversa. Il Parma, pur giocando con maggiore ispirazione, impegna Zinetti con Bianchi (34') Vi sono poche conclusioni, poche emozioni, ma il derby non è noioso e stucchevole.

Il Parma della ripresa è ancora più aggressivo e piacevole. Manovra a centrocampo con Bortolazzi e Galassi; anche Rossi, il panzer, rientra spesso e partecipa alla manovra corale, lasciando a Piovani, subentrato a Fontolan, il compito di allarmare la difesa rossoblù; dietro, il gigante Signorini, gli acrobatici Bruno e Mussi formano, con l'attento Ferrari, un'autentica diga. E la squadra gialloblù ci riprova: Bortolazzi (56') batte urla delle sue micidiali punizioni palla tagliata e Zinetti vola come un felino nell'angolo, alla sua sinistra,

Fra i malumori e le disapprovazioni del pubblico, il Bologna impegna il portiere ospite soltanto in due circostanze, e neppure tanto pericolose: al 6 1' quando Pradella rovescia debolmente e Ferrari para e all'85' quando lo stesso Ferrari blocca in uscita il turo-cross del generoso Villa.

Un pareggio accettabile, cioè non scandaloso, ma il Parma è come se avesse vinto - moralmente - ai punti. Il Bologna si salva soprattutto con la generosità, con la grande parata di Zinetti sulla punizione di Bortolazzi, ma se non cambia registro, se non migliora, rischia di trovarsi inguaiato. Intanto è bene ricordare, a chi lo avesse dimenticato, chi i rossoblu hanno gioito soltanto una volta in questo campionato: il 12 ottobre scorso, dopo avere battuto la Triestina...

 

Silvano Stella

 


Campionato 1987’88

 

Bologna-Parma: 3-1 

Domanica 25 ottobre 1987

 

 

A un certo momento della i partita, dagli altoparlanti è stato rivolto un appello al pubblico. La brevissima parentesi di silenzio che si è creata è stata riempita dalla voce dello speaker che ha supplicato: 1l signor Giacomo Gualandri è pregato di telefonare immediatamente alla suocera.... E' seguito un immenso e totale boato d'ilarità. Infatti, una "sputtanata" così, davanti a ventimila persone tutte in una volta, non capita spesso. E' stato quello l'unico momento in cui anche i numerosi parmigiani che si erano dati appuntamento al vecchio Dall'Ara di Bologna hanno potuto godere di uno spicchio di generale allegrezza.Per il resto le « godute» offerte dal pomeriggio calcistico di ieri, sono state tutte del b '10 esi 1 ai quali, dopo avere vissuto alcuni campionati di vita più che grama, non par vero di potere assistere ad incontri rispettosi della decenza, che, comunque, si concludono positivamente e che autorizzano a coltivare sogni che sanno di antichi splendori.

Chi ha vissuto sempre nell'indigenza, allorchè migliora le propria condizioni, si sfama e s'abbuffa, ma difficilmente riesce a godersi fino in fondo il rito della buona tavola della cucina raffinata. Operazione questa che riesce, invece, appieno a chi, dopo essere nato e cresciuto in stagioni di benessere ed essere stato costretto da momenti sfavorevoli a deschi di precarietà, si riaffaccia a tavole sapientemente imbandite: si sfama e s'incanta al tempo stesso.

I tifosi del Bologna si trovano ad essere commensali di siffatta specie e la possibilità di partecipare ad un banchetto di quelli di una  volta, di quando il Bologna era lo squadrone  che tremare il mondo fa…, li manda giustamente in estasi.

Ieri il vecchio Dall'Ara, i stipato da un pubblico da serie A, più che a uno stadio assomigliava all'Arena di Verona per la serata finale del Festivalbar.

E' stato un coro continuo che, silenziosi abbiamo dovuto subire e qualche migliaio di altri tifosi gialloblù.

Tribuna serena e appagata, gli occhi fissi sul campo ove esemplari come Pradella, Marronaro, Pecci sembrano essere rinati a nuova vita e il resto di quella che era la squadra dell' Ospitaletto, fa da degno contorno. 

Da questa contrada sono infatti approdati alla corte del presidente Corioni in massa.

E' giunto anche l'allenatore Corioni, nuovo profeta del gioco a zona. Appartiene alla generazione degli allenatori di rottura e del calcio studiato a tavolino. Se gli va bene avrà un grande futuro; come passato non rischierà niente perchè, anche il suo come quello di tanti colleghi della medesima generazione, non appartiene ancora alla grande storia illustrata del calcio praticato e insegnato. Ma pas sato glorioso e le buone referenze, che sono utilissime, uno se li costruisce quando può. Lui, Maifredi, ci sta provando adesso e, da come vanno le cose si direbbe che è soddisfatto. In tribuna deve avere molti amici, perchè ieri ad ogni segnatura dei suoi si alzava in tutta la sua mole ben nutrita e mandava, debitamente ricambiato, saluti. di felicità verso il popolo vip

Troppo giusto, a questo mondo a chi tocca tocca. E il Parma? Sul campo e sugli spalti ha subito la "rumba" e il «samba» ben miscelati. A tratti è stato un tambureggiare quasi totale e assordante. Sull'eco di un vecchio motivo gli ultras si scatenavano in cori che dicevano,, Oh mamma, mamma,mamma sai . perchè mi batte il corazon? Ho visto Marronaro ... . Negli intervalli cambiavano tonalità e melodia e in coro mandavano a fanc… il Cesena che, in tutta questa storia, non si vede come possa entrarci.

Il Parma, si diceva , al cospetto di tanta musica ballava, ma non senza una certa grazia, a dispetto di quel che potrebbero fare pensare le tre pere finite in fondo al sacco. Il partner ideale ed elegante di un giro di valzer che ha mandato in visibilio la folla rossoblù. Sulla curva gialloblu gli ultras hanno ben presto, per mancanza di argomenti, ammainato le bandiere e le voci e un loro tentativo di sconfinamento è velocemente e, senza conseguenze, rientrato, per un intervento preventivo delle forze di polizia.

Non sono mancati nemmeno i complimenti. Dicevano i . bolognesi, gente di comprovata civiltà, dall'alto delta loro soddisfazionbe :«Peccato, perchè questo Parma è una ella squadretta, un po’ fragile, ma di tutto rispetto»

Onestamente bisogna riconoscere che essere «galanti» nei confronti di una squadra che diverte e che si fa infilare non è impresa molto faticosa. Un pò fragile la squadra, fragilissima la classifica. Son cose che capitano.

«A proposito - ci ha chiesto all'uscita dallo stadio un tifoso bolognese - questa è proprio la stessa squadra che ha battuto il Real Madrid?». Non voleva crederci. E nemmeno noi, anche se a questa metamorfosi cominciano ad abituarci. La via del ritorno era, comunque, come un lungo imbuto nero.

 

Corrado Corti


Campionato 1990'91

 

Bologna-Parma: 1-3

 

Domenica 14 Aprile 1991

 

Se il Parma avesse espugnato il «Dall'Ara» nel girone d'andata, i quotidiani del lunedì avrebbero certamente salutato l'impresa come un colpaccio della matricola sbarazzina e irriverente nei confronti della squadra del capoluogo regionale.

Ma siccome questo 3-1 sulla ruota di Bologna è arrivato quando ormai i rossoblù sono scivolati in serie B, le definizioni roboanti vengono riservate ad altre squadre. E il Parma rischia addirittura di fare la figura del cinico maramaldo, quasi avesse dovuto pareggiare per non infierire sul derelitto Bologna. Strano solo che la domenica precedente lo stesso trattamento non fosse stato usato per l'Atalanta, che pure contro gli uomini di Radice aveva vinto per 4-0 non potendone fare letteralmente a meno.

Qualche titolo? «E' il solito Bologna tremebondo» ("Il Resto delCarlino"), «Bologna, contro il Parma una Waterloo» ("Il Giorno”) «Rossoblù allo sbando, il Parma ne approfitta» (“La Stampa”) «Il Parma infierisce sul Bologna» ("Il Giornale”) «Il Parma passeggia sulle macerie del Bologna» ("Corriere della Sera").

E veniamo agli articoli: «La batosta non rispecchia l'andamento del gioco - ha scritto Enzo Masi sulla "Stampa" fino a 7' dal termine il Bologna si trovava in parità e stava anzi dando segni di vivacità».

«Anche il Parma - è il commento di Raffaele Dalla Vite sulla "Gazzetta dello Sport" - approfitta di questo dissennato Bologna. Quasi per inerzia, dando a lungo l'impressione di non spingere più di tanto, di aspettare semmai il momento giusto per colpire». Il che non è sbagliato, se si pensa a quelle squadre che per colpire il Parma hanno aspettato di essere nei minuti di recupero e sono state osannate per il loro spirito irriducibile. Ma è prassi che nel calcio si usino spesso due pesi e due misure. E la firma bolognese Adalberto Bortolotti, già direttore del "Guerin Sportivo", ha osservato sul "Giornale" che il 3-1 «era abbondantemente bugiardo, forse nella sostanza ma sicuramente nelle proporzioni, e frutto di un arbitraggio pressochè allucinante»

Mentre il "Resto del Carlino", con Stefano Biondi, puntualizza: «Il Parma raccoglie in carrozza due punti che avrebbe faticato a portare a casa se Detari fosse rimasto in campo». Ed eccoci appunto a quella che molti hanno interpretato come la svolta dell'incontro: l'espulsione dell'ungherese. «Un cartellino rosso quasi cercato», ha notato Luca Bottura del “Corriere della Sera", visto che Detari «ha seppellito di offese Cinciripini».

Secondo qualcuno, però, l'arbitro (definito ironicamente «Cinciripao meravigliao» avrebbe esagerato perchè non poteva conoscere la lingua magiara. Un'interpretazione che ci lascia perplessi, tanto più che lo stesso Radice non ha avuto certo parole tenere per l'asso ungherese. Ma alla fine quello che importa sono i due punti. E allora, per dirla con Raffaele Dalla vite,«Onore al Parma, spavaldo vessillo del calcio emiliano - romagnolo che si avvia verso l'Europa». Peccato solo che adesso, con il traguardo così vicino, queste parole vengano relegate in fondo a un articolo, mentre i titoli sono tutti per la debacle rossoblù. Ma forse, per avere più risalto sulla stampa, il Parma avrebbe dovuto davvero pareggiare: e allora sai che critiche per il punto gettato al vento...


Campionato 1996'97

Bologna-Parma: 0-1

Domenica 12 gennaio 1997

 

 

Ora la Signora suda freddo


Squilli di trombe e rullo di tamburi per il Parma che, vincendo a Bologna, mette in cascina il decimo punto nelle ultime quattro partite disputate. Una serie - tre consecutive vittorie a San Siro con il Milan, al Tardini con la Juve e al Dall'Ara con il Bologna - degna di entrare nella storia del campionato che ieri ha scritto il capitolo numero XVI.
Passa il Parma che riguadagna posizioni in classifica ed ora è a soli quattro punti dal secondo posto e a sei punti (tal primo. Un cammino che, fino ad un mese fa, nessuno degli addetti ai lavori si sarebbe aspettato di vedere: tutti (o quasi) pronti a raccontare l'addio anticipato di Carletto Ancelotti, «bravo ma inesperto» ed a scrivere del suo successore. Invece ecco che è scattata la molla: proprio come un anno fa a Reggio dove Ancelotti, sul punto di essere licenziato, conquistò la solidarietà della sua squadra che alla fine raggiunse la serie A. Con obiettivi e traguardi diversi la storia si sta ripetendo pari pari a l'arma. Ed ora Ancelotti comincia a toglici-si qualche soddisfazione con una squadra nuova di zecca che ha cementato con la forza della volontà e l'incrollabile fede nel lavoro e nei suoi scherni.
Parma in ascesa, dunque, Juve in affanno e Milan che riesce a superare, non senza difficoltà, il Vicenza.


 

Primi anni '80

 

Le trasferte a Bologna

 

Nella prima metà degli anni ottanta il Bologna conosce un’amara pagina della sua gloriosa storia.

Si ritrova, infatti, nel giro di pochi anni dalla serie A alla Serie C1.

Fino al 1985 sono due le trasferte che come Boys (Crusader Ultras Supporters) ci hanno visto impegnati nel capoluogo emiliano.

Campionato di Serie C1 1983/84, organizziamo la trasferta in pullman, ma per una serie di coincidenze legate al traffico in autostrada, riusciamo ad arrivare al Dall’Ara appena prima del fischio d’inizio della partita.

Il pubblico di Parma, Coordinamento e altri tifosi, erano già presenti in curva, e tra i bolognesi (gemellati in quegli anni con i reggiani) già si malignava sulla nostra assenza.

Lasciato il pullman, anche se quasi in ritardo, ci raduniamo tutti sotto la curva e organizziamo un’entrata come si deve.

Serrate le fila, parte un grido “CHI SIAMO NOI?

Il gruppo risponde all’unisono “I BOYS!!!

Ancora “CHI SIAMO NOI?

Risposta “I BOYS!!!

La voce chiede un’altra volta “CHI SIAMO NOI?

I giovani Crociati esultano “I BOYS!!!

Di corsa ci precipitiamo in Curva urlando “BOYS SIAMO E IL CULO VI ROMPIAMO!!!” e “SIAMO I C.U.S., SIAMO I C.US., VIVA, VIVA, VIVA I C.U.S.”, il pubblico di Parma si alza in piedi festante, ci saluta e comincia a cantare con noi.

In Curva A. Costa dopo un primo momento di smarrimento e di incredulità, ricominciano i cori contro di noi.

Appena il tempo di attaccare gli striscioni e la partita comincia.

Finita la partita ci incamminiamo verso i nostri mezzi e di bolognesi neanche l’ombra.

Si narra che abbiano sbagliato strada, ora con il navigatore satellitare sarebbe stato più semplice.

Parma e Bologna alla fine di quel campionato finirono a parimerito in testa alla classifica e furono promosse in Serie B.

Campionato di Serie B 1984/85, fu una trasferta effettuata ancora in pullman e questa volta si arrivò con ampio margine, si attaccarono gli striscioni e si cominciò a cantare per i nostri colori.

I tifosi parmigiani erano decisamente di più dell’anno prima.

Finita la partita, all’uscita dello stadio, scoppiarono degli incidenti.

L’arrivo dei bolognesi, che stavolta avevano studiato la cartina (e lo fecero molto bene), fu anticipato da una fitta sassaiola contro di noi e il pubblico normale.

Erano circa in 300 gli ultras rossoblù, dopo i sassi riuscimmo a vederli.

Erano un bel gruppo che avanzava.

La strada era divisa in due da un’aiuola alberata con la centro un baretto con le sue belle sedie impilate.

Alle nostre spalle un cantiere stradale con transenne, segnali e tutto l’occorrente.

Una ventina, solo una ventina dei nostri, si fermò ad affrontarli.

Volarono le sedie, le transenne, i segnali. Ci furono dei contatti anche pesanti.

Il gruppo bolognese si fermò, la nostra resistenza era tenace.  

Poi una volta ripreso coscienza del nostro numero esiguo ricominciò a caricare.

S.I., dal lato destro della strada, si infilò il casco da moto che aveva con sé e si buttò tra i bolognesi, un altro, dal lato sinistro, avanzò anche lui ma si fermò per portare al sicuro una delle nostre ragazze che si era trovata in mezzo alle due fazioni.

Nel frattempo, in un corpo a corpo, un ragazzo bolognese finì accoltellato (R. T., se la cavò, fino a qualche anno fa faceva il camionista).

Arrivò la polizia e perquisì il nostro pullman, furono trovati dei bastoni, tra l’altro nemmeno utilizzati negli scontri.

A. confessò che erano suoi, anche se non era vero, graziando molti dei partecipanti.

Passò qualche serata nel carcere minorile di Bologna, e si beccò una bella denuncia.

Si diffuse nel frattempo la notizia di un giovane accoltellato e tra di noi mancava S.I.

Nel corso del ritorno a casa ci fermammo in tutti gli autogrill per telefonare agli ospedali di Bologna per avere notizie, ma ci venne sempre risposto che un ferito c’era ma era di Bologna.

Arrivati alla stazione di Parma, S.I. ci aspettava con la sua bella faccia, era arrivato prima di noi con il treno.

Raccontò che caricò i bolognesi anche perché vide quella ragazza in pericolo, fu un gesto istintivo.

Dopo lo scontro alcuni addetti delle ambulanze giunte sul posto lo volevano portare al pronto soccorso ma lui rifiutò e si diresse a piedi verso la stazione per prendere il treno.

Per la cronaca quella ragazza poi non la diede a nessuno, alla faccia della riconoscenza.

Così è la storia vera, ora spazio ai muraioli, ultras veri e ultras falsi, per la discussione, io di materiale ve ne ho fornito.

P.S.: Mi piacerebbe avere notizie di chi in quei giorni era dall’altra parte, possibilmente al nostro indirizzo mail.


Si ringrazia per il prezioso materiale l'insostituibile archivista storico Angelo Balboni