La Compagnia dei Ferrari
(burattinai)
La saga di una famiglia di artisti parmigiani celebri in tutto il mondo
Dal capostipite Italo, che inventò 'Bargnocla', ai suoi moderni eredi
 

La saga della 'Compagnia dei Ferrari', una delle più importanti famiglie di artisti dei burattini in Italia e in Europa, nasce con Italo, il loro capostipite, originario di Casalfoschino di Sissa, una località della Bassa Parmense, agli sgoccioli dell'Ottocento. Ha origine in una sera d'inverno del 1892, in una vecchia stalla di Roncopascolo, dove, insieme all'amico Giuseppe Avanzini, fratello della sua futura moglie Ebe, mise in scena la sua prima rappresentazione, intitolata 'La foresta perigliosa'. Dopo diverse esperienze nei teatri di prosa, in giro per la penisola italica, Italo tornò a Parma. Nella sua terra natale, con la consorte che dava la voce ai personaggi femminili, riprese il suo lavoro, quello del burattinaio, incentrando la sua attenzione più sulle commedie che sulle tragedie. La sua Compagnia si valorizzò, dopo la guerra, con l'ingresso dei figli Giordano, Maura ed Ermelinda fino a essere chiamati alla Radio per trasmettere le proprie commedie e , nel 1953, a Torino, per i primi sperimentali spettacoli televisivi. Italo Ferrari, che morì nel 1961 durante la rappresentazione de 'I due anelli magici', nel mitico teatrino dell'Annunziata di Parma, nell'Oltretorrente, con le novità ispirate dal suo genio, fu ed è tuttora un punto di riferimento per i burattinai di ieri e per quelli odierni. Il figlio Giordano, scomparso, nel 1987, all'età di ottantadue anni, ne prese il posto alla direzione della Compagnia. In quegli anni Sessanta sbocciò una generazione della famiglia Ferrari che lasciò il segno lungo la strada tracciata dal progenitore Italo e dalla sua amata Ebe. La moglie di Giordano, Bianca Anesi, diplomata al Conservatorio di Parma come soprano, diventò una speciale voce nelle interpretazioni femminili. I loro figli Italo junior, maggiormente conosciuto come 'Gimmi', e Luciano diedero un apporto fondamentale alla crescita artistica e popolare del gruppo. Il mito di 'Bargnocla' - Giordano ebbe il merito di riscoprire, riproporre, far conoscere, apprezzare ed esaltare la celebre maschera di 'Bargnocla'. Questa era stata inventata dal padre Italo nel 1914, a Parma, presso il caffè Gainotti, vicino al Teatro Reinach, distrutto durante il secondo conflitto mondiale, durante una rappresentazione de 'I contrabbandieri del caffè'. In quella circostanza Italo all'improvviso cambiò maschera deridendo con un burattino il titolare della bottega da calzolaio in cui lui aveva lavorato come garzone prima di darsi all'arte del burattinaio. Si trattava di Wladimiro Falesi, chiamato 'Bargnocla' a causa del grosso bernoccolo che aveva sulla fronte e che faceva venire alla mente un osso di prosciutto. 'Bargnocla' diventò ben presto il burattino parmigiano per antonomasia, per il suo modo di parlare, arguto e schietto, tipico del quartiere cittadino più antico, l'Oltretorrente. Giordano Ferrari rimase l'interprete principale della Compagnia fino a quando un'operazione alle corde vocali lo privò della voce. Oggi, agli albori del secondo millennio, la saga di questa straordinaria famiglia di artisti dei burattini prosegue con 'Gimmi', con suo figlio Giordano e con la nipote Daniela. Grazie a loro continua a operare una delle più vecchie e importanti compagnie italiane a nucleo famigliare del settore, che hanno l'insita virtù di tramandare, modernizzandola e arricchendola, una tradizione popolare che altrimenti andrebbe perduta. 'Il Castello dei burattini', un museo da visitare - E' intitolato a Giordano, nato nel 1905 e morto nel 1987. Trova ospitalità in centro città, a Parma, presso i Musei Civici di San Paolo, in via Melloni 3a. E' aperto dal martedì alla domenica con orario 9.00-17.00. Il lunedì è chiuso. E' definito come "la più importante raccolta italiana riguardante il teatro d'animazione". Nei suoi circa trecento metri quadri è esposta gran parte della collezione di Giordano, raccolta in più di sessant'anni di attività. I pezzi in mostra sono circa cinquecento e fra essi ci sono burattini, marionette, oggetti di scena, fotografie e manifesti. Non ci sono soltanto gli attori in legno che Giordano ha intagliato, ma anche elementi provenienti da altri artisti, collezionati, acquistati o donati a questa fondazione. Nel circuito del museo è possibile anche assistere alle animazioni, che sono comprese nel prezzo del biglietto d'ingresso. Uno spettacolo che è consigliabile prenotare, così come le visite guidate. 

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