Probabilmente
è questione di mentalità, cultura e abitudini,
le quali faticano a cambiare, ad adattarsi ai
tempi moderni. Da una parte le società calcistiche italiane,
non ancora perfettamente attrezzate per vendere
il biglietto della partita direttamente, on line,
senza affidarsi esclusivamente a circuiti esterni, tra l'altro non del
tutto funzionanti. Dall'altra i tifosi, i quali, in molti casi,
attendono ancora il giorno della partita per
acquistare alla biglietteria dell'impianto il titolo
d'ingresso allo stadio, senza premunirsi nei giorni
precedenti, in prevendita, mettendo in difficoltà i
'club', che, illudendosi che il costume della gente
stia cambiando e, forse, anche per indurre questa
trasformazione culturale, aprono soltanto pochi sportelli nelle
ore che anticipano la gara. Così, come era
accaduto altre volte, negli ultimi anni, in agosto,
per il primo turno del Parma Calcio
in Coppa Italia, ieri sera, prima della
sfida contro il Grosseto, è capitato che ai botteghini
si costituissero file lunghissime formate da circa ottocento
persone, molte delle quali si sono stancate di aspettare
e han fatto ritorno a casa imprecando, perché alle venti e
quarantacinque, orario di inizio dell'incontro, ai
botteghini tra viale Pier Maria Rossi e viale San Michele,
c'erano ancora, in coda, duecento appassionati. Non
è un caso soltanto parmigiano, perché la procedura per
emettere i tagliandi nominali, come è arcinoto, é
laboriosa e consta, per ogni singolo pezzo, alcuni
minuti. Ventiquattro ore prima, sabato sera, a Genova, nel
quartiere di Marassi, fuori dallo stadio, in occasione del
debutto del Genoa nella Coppa nazionale contro la
Nocerina c'erano duemila persone assembrate senza biglietto, tanto
che la società del Grifone presieduta da
Enrico Preziosi ha
deciso, anche per motivi di sicurezza, nell'intervallo,
di aprire i cancelli della Gradinata Nord,
concedendo libero ingresso a tutti coloro i quali erano
ancora all'esterno. Questione di mentalità, cultura e abitudini...
Notizia del 22 Agosto 2011