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Nella
convocazione in Nazionale improvvisa, ma ormai palpabile
nell'aria, del portiere Crociato Antonio Mirante, ieri, a metà
pomeriggio, da parte del commissario tecnico azzurro,
Claudio Cesare Prandelli, c'è anche la semplicità del ragazzo, il
quale non ama, nella vita come in campo, atteggiamenti
spericolati. Questo tratto caratteriale lo ha
contraddistinto pure nella giornata della sua repentina
chiamata, per l'infortunio del collega cagliaritano Marchetti,
raggiungendo Firenze in treno, partendo, appena prima del tramonto,
dal binario numero quattro della stazione ferroviaria di
Parma, come ha avvertito l'orecchio
del giornalista tifoso
Sandro Piovani,
al cellulare per l'intervista di rito. Il tempo di ricevere
il reclutamento del Prando, preparare in
fretta e furia il trolley con lo scudetto del
Parma Calcio ricamato e farsi portare da
un taxi in piazzale Dalla Chiesa. Quindi, sbarcato a
Santa Maria Novella, il salto su un'altra auto pubblica a pagamento
del capoluogo toscano, per approdare in serata, dopo poche ore, a
Coverciano, quartier generale tecnico della Federazione Italiana
Gioco Calcio. Genuinità ed elementarità in un mondo
del pallone il quale ne ha bisogno. Ancora una volta, lo
spruzzo di questi elementi lo nebulizza Parma.
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