E'
vero, la zona di Campo di Marte, a Firenze, non è
proprio identica, speculare al millesimo, a quella della
Cittadella e di piazzale Risorgimento a Parma, però
vi assomiglia. E' vero, là, in quel quartiere del capoluogo
toscano, servito oltretutto da una stazione ferroviaria, lo
stadio 'Artemio Franchi' è affiancato da altri impianti
sportivi, quali il palazzetto 'Mandela Forum', i 'Campini', che
sono i campi d'allenamento della Fiorentina, la modernissima
struttura per l'atletica leggera. Qui, tra i viali Partigiani
d'Italia, Martiri della Libertà e San Michele, via Torelli e via
Puccini, c'è soltanto lo
stadio 'Ennio Tardini'. Entrambi gli ambiti hanno una
caratteristica comune: essere inseriti nel centro urbano.
A Firenze, dove un anno fa si pensava di erigere, su
indicazione dei proprietari del 'club' di pallone, la famiglia
Della Valle, un mega complesso, con annesso un nuovo stadio,
fuori le mura, nell'area Castello-Fondiaria, progettato
dall'architetto Fuskas, denominato 'Cittadella viola',
ora ci si è ravveduti. Amministrazione Comunale del sindaco
Matteo Renzi in testa, si sta pensando, seriamente, a
ristrutturare e valorizzare, con le medesime finalità dell'idea
che si voleva realizzare in periferia, quanto già esistente a
Campo di Marte. In questo contesto verrebbe rivisitato,
naturalmente, il 'Franchi', secondo le nuove e, per certi
versi, ammissibili concezioni chieste dalle società di calcio.
Una soluzione che si avvicina molto alla
proposta che
da anni avanziamo per il nostro 'Tardini'. L'Ennio,
impianto storico, bellissimo sia per la vicinanza al terreno di
gioco sia per la collocazione urbanistica (dislocato all'Ente
Fiere o in qualsiasi altra zona periferica subirebbe un'
emorragia di qualche migliaio abbonati), da mantenere e da
sviluppare con oculatezza e sobrietà (senza
prostituirsi) secondo le esigenze del 'club', da
ristrutturare affinché diventi fonte di risorsa per il
Parma Calcio, senza che venga
commercialmente sfruttato all'esasperazione, ma con attività di
eventuale business legate al territorio e alle sue
produzioni, delle quali ne sia vetrina, con l'inserimento del
Museo della Comunità Crociata costruito dai ricordi e dalle
emozioni della sua gente, il quale diventi, con altri spazi,
centro di aggregazione nel segno di
Maglia e
Bandiera.
La legge sugli stadi di proprietà delle società di calcio che si
sta predisponendo, ormai in stato avanzato, non contemplerà
soltanto contributi per la costruzione di nuovi impianti, ma
pure per il restauro, la riorganizzazione e il rinnovamento
degli esistenti.
Ribadiamo
l'appello rivolto due settimane fa a Comune di Parma e Parma
Calcio. Se davvero queste due entità, pubblica e privata,
tengono allo stadio 'Ennio Tardini' come rispettivamente
il suo massimo rappresentante, il primo cittadino Pietro
Vignali,
e il suo proprietario, il presidente Tommaso Ghirardi,
non perdono occasione di rimarcare, perché non cominciare, da
oggi, a pianificare e progettare una sua
sostenibilità futura, nel Quartiere Cittadella, anche
con nuove caratteristiche, limitandone la capienza a 20.000
unità, che è la dimensione giusta per la nostra realtà?
Ragionateci, ragioniamoci.