Uno
stadio 'Ennio Tardini' a
norma per una capienza di 22.846 posti anziché
i 24.477 contemplati. 1.200 in meno grazie al
compromesso sui tigli di via Puccini e di via Torelli,
davanti agli ingressi, rispettivamente di Tribuna Est e Curva
Sud-Parma, inizialmente da dislocare, ma i quali non saranno
spostati in altra sede. La specifica proposta alternativa del
Comune, dopo un'estate ricca di discussioni, imperniate sulla
specifica questione, è stata accettata: l'installazione, attorno
alle piante, di "regolatori di flusso mobili per agevolare il
passaggio dei tifosi". Le biglietterie che dovrebbero
trovare una postazione definitiva addirittura in via Zarotto,
lontano centinaia di metri dall'impianto sportivo di piazzale
Risorgimento.
Poi, soprattutto, come previsto, l'ennesima benedizione
dirimente del prefetto, Paolo Scarpis, il quale toglie dagli
imbarazzi tutti gli altri protagonisti di questo
gioco di ruolo
che si sta inscenando in merito:"Questo stadio è da
spostare, è assurdo avere un impianto in questa posizione".
A cui ha fatto eco il questore, Gennaro Gallo:"Il livello di
sicurezza è migliorato, ma uno stadio funzionale non può stare
al centro della città". Copione rispettato nella decisiva
riunione di ieri pomeriggio della Commissione di Vigilanza:
nell'immediato il 'Tardini' può andar bene, nel futuro no.
Come decretato, seppur non
dicendolo apertamente, ma lasciandolo intendere, venerdì scorso,
dal sindaco Pietro Vignali agli Stati Generali dello sport
parmigiano.