Stagione 2009/2010

 

La proposta degli ultras dell'Udinese per superare il problema TdT

IL LODO FRIULANO

L'emissione di mini-abbonamenti per chi è contrario alla card

Un vero e proprio lodo per risolvere il problema di coloro i quali non vogliono abbonarsi perché contrari, per principio, all'obbligatoria adesione alla Tessera del Tifoso voluta da Ministero dell'Interno e Lega Calcio, viene proposto a Udine dagli ultras stessi, quelli del gruppo Friulani al seguito. Qualcosa in più della soluzione adottata, a Genova, da Genoa e Sampdoria, con il diritto di prelazione sull'acquisto dei singoli biglietti per ogni partita. L'idea è quella dell'emissione di mini abbonamenti ad hoc per i no TdT, come riportato dalla cronaca del Messaggero Veneto, pubblicata qui sotto, su un incontro specifico che si è svolto nella città friulana. Con la precisazione, per dovere cronicistico, che a Udine, come nella maggior parte dei 'club' di serie A, la Tessera del Tifoso è abbinata a una carta di credito prepagata, a Parma no. La causa prima, però, che disturba e infastidisce i tifosi contrari a questo provvedimento è quella di dover chiedere il permesso alla Questura per poter entrare in un luogo pubblico.

I tifosi dell’Udinese dicono “no” alla tessera del tifoso, considerata soltanto come l’ultima invenzione «per commercializzare e burocratizzare il calcio» e non certo un progetto utile a contrastare la violenza negli stadi. Anzi, a sentire il centinaio di tifosi che ieri si è radunato al parco del Cormôr, la tessera aumenterà i rischi perché nelle trasferte il settore ospite sarà vietato a chi non ce l’ha e così molti ultras saranno costretti a unirsi ai supporter avversari. Non solo. Un’a ltra conseguenza di questa iniziativa, secondo i club e i gruppi del tifo organizzato, sarà il calo drastico dei tifosi che andranno allo stadio. Ecco perché ieri Cristian Della Vedova dei “Friulani al seguito” ha lanciato una controproposta all’Udinese, ovvero dei mini pacchetti di biglietti da poter acquistare allo stesso prezzo dell’abbonamento, ma senza l’obbligo di sottoscrivere la tessera.

Una proposta che arriverà presto ai vertici della società bianconera impegnata proprio in questi giorni a lanciare la tessera “Udinese my passion”, indispensabile per sottoscrivere l’abbonamento e anche per poter seguire in trasferta l’Udinese nel settore ospiti di tutti gli stadi d’Italia, ma anche, a parere della società bianconera, «un’opportunità per fare acquisti a prezzi scontati in tanti negozi di abbigliamento, nei supermercati, al cinema e persino dal benzinaio».

Ai tifosi, però, l’idea di essere obbligati a sottoscrivere quella che considerano a tutti gli effetti una “carta di credito prepagata” non piace per nulla. Per “l’avvocato degli ultrà”, Giovanni Adami, si tratta «di uno strumento inutile per la sicurezza, in quanto comporta una palese invasione della privacy (al punto che per conto di alcune centinaia di tifosi ha già presentato ricorso al Garante e al Tar del Lazio, ndr) e penalizza i tifosi senza fidelizzarli come invece si vuol far credere».


Ma in alcuni stadi d’Italia – assicura il legale accompagnato ieri dalla psicologa Valentina Cecchi – il problema è stato risolto. Come? «Atalanta, Sampdoria e Genoa – dice Adami -, dopo essersi confrontati con i tifosi, hanno deciso di riservare alcuni spazi ai vecchi abbonati che non intendono fare la tessera».

Da qui la speranza che anche l’Udinese, visti gli ottimi rapporti da sempre instaurati con i propri tifosi, famosi in tutta Italia per essere tra i più sportivi e i meno violenti, possa trovare un via d’uscita da concordare anche con la Questura.

«I mini abbonamenti – suggerisce Della Vedova – risolverebbero il problema. Invece di fare un abbonamento vero e proprio la società potrebbe vendere pacchetti di partite a un prezzo complessivo uguale a quello degli abbonamenti. Noi siamo tifosi e vogliamo restare tali senza diventare per forza clienti di una banca. Il rischio con questa tessera è quello di svuotare gli stadi e di aumentare le tensioni perché di fatto si costringeranno i tifosi della squadra ospite a mescolarsi con quelli della squadra di casa».

Dello stesso avviso anche Candido Odorico, referente degli Udinese club: «Questa medicina è peggiore della malattia che si vorrebbe debellare. L’idea che domani potrei trovare seduti vicino a me allo stadio gli ultras della squadra avversaria privi di tessera del tifoso mi spaventa. La verità è che soltanto tre tifosi su mille sono violenti e invece di colpire quelli con pene certe si penalizzano tutti gli altri costringendoli prima a sopportare diversi controlli ai tornelli e adesso anche a sottoscrivere questa tessera in banca. Perché invece i tifosi violenti non restano in carcere e si riporta le famiglie allo stadio?».

Notizia del 23 Luglio 2010

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