Lo
stadio 'Ennio Tardini', per il momento, non si tocca.
Nell'avvenire, chissā. In estrema sintesi é questo il sunto
dell'intervento del sindaco del Comune di Parma, Pietro Vignali,
sullo storico impianto sportivo per il gioco del pallone di
piazzale Risorgimento, formulato ieri agli Stati Generali dello
Sport parmigiano. Se l'inviolabilitā presente della struttura, per
l'Amministrazione Comunale, č un punto fermo, per il quale si sta
battendo sul fronte delle infinitesimali normative di sicurezza
contingenti, per il prossimo futuro gli amministratori non
manifestano certezze su un 'Tardini' ancora vivo e vegeto, al
servizio dell'intera Comunitā Crociata, incastonato nel centro
urbano, una delle caratteristiche che lo qualificano e lo
rendono unico. Il primo cittadino Vignali, stante questo
insediamento centrale nella cittā, ha fatto capire come, nella
programmazione urbanistica, si potrebbe studiare una
soluzione alternativa (l'individuazione di un'area, in periferia, allo scopo di un eventuale trasloco dello
stadio?). Il che non significa trasferimento sicuro di
terreno da gioco e spalti, perché, ha lasciato intendere il
sindaco,
saranno le esigenze della societā sportiva, in questo caso il
Parma Calcio, a influenzare definitivamente la
scelta. Insomma,
la palla del 'Tardini' continua a rimbalzare da una parte
all'altra, tra Comune e 'club' Crociato, scivolando, ahinoi,
lentamente, in una sola direzione, con l'arbitro del caso,
il
Prefetto e il Questore, che potrebbero essere determinanti e
dirimenti.