Stagione 2009/2010

 

IL 'TARDINI'

NON SI SPOSTA E NON SI PROSTITUISCE

Un consigliere del Quartiere Cittadella si ravvede
 "IL TARDINI MEGLIO DELLA SPECULAZIONE"

Per Di Jorio l'ideale sarebbe un suo trasloco con un'area verde a rimpiazzarlo

 

Si dice che cambiare idea, di fronte ai fatti della nostra vita, su problematiche o su persone sia sinonimo di intelligenza, saggezza e buon senso. A farlo, in questi giorni, sul futuro dello stadio 'Ennio Tardini' e sull'area in cui l'impianto sportivo cittadino per il gioco del calcio vive dal 1923 è Leonardo Di Jorio, consigliere del Quartiere Cittadella per Rifondazione Comunista, il quale, fino a poco tempo fa, era un convinto assertore di un suo spostamento fuori dalle mura urbane. In quanto tale, negli scorsi anni, più d'una volta avevamo contestato i suoi interventi, tra l'altro molto trasversali, perché, spesso, compiuti insieme al collega dell'allora Forza Italia, Giuseppe Pantano. Ora, alla luce degli ultimi movimenti delle istituzioni locali, Di Jorio si è ricreduto, compiendo il passo del gambero, indietreggiando, giustificando un trasloco del 'Tardini' soltanto con il mantenimento di un'area verde, dotata di strutture per lo sport. Altrimenti, sostiene, se l'alternativa fosse quella di una grossa speculazione edilizia, beh, allora é meglio rimanga lo stadio, con tutti i suoi piccoli problemi, risolvibili. L'esponente di Rifondazione ha affidato la divulgazione del proprio ravvedimento a una lettera inviata a Repubblica Parma. Questo il testo:

Ho il timore che siano iniziate le grandi manovre per distruggere il “Tardini” e cementificare un’area centralissima che da sempre è stata destinata alle attività sportive.
Sono un consigliere del quartiere Cittadella che negli anni passati ha più volte messo in evidenza i disagi che i cittadini devono sopportare ogni qualvolta il “Parma” gioca in casa.

Ho protestato, scritto lettere al giornale, raccolto firme, sollecitato il consiglio di quartiere ad esprimersi sull’argomento; insomma l’obiettivo era non certo quello di favorire un’imponente speculazione edilizia, ma allontanare dal quartiere eventi troppo invasivi che creano disagi notevoli alla gente che abita nelle prossimità dello stadio. Non mi è mai passato dalla mente che il “Tardini” potesse essere raso al suolo per edificare condomini di lusso.

Pensavo altresì che la struttura del “Tardini” (magari ridimensionata nelle gradinate che sovrastano gli edifici circostanti) potesse essere utilizzata per altri sport o per l’atletica o anche per il calcio negli incontri di minor richiamo. E’ questa una tesi impostata al buon senso, ma (come spesso capita) purtroppo osteggiata da tutti.

Oggi si parla delle piante da tagliare, ma poi si parlerà dei parcheggi che non ci sono e infine, in caso d’incidenti gravi, come quelli avvenuti due o tre anni fa, si parlerà della collocazione troppo centrale dello stadio e della necessità di un suo trasferimento d’urgenza.

Sarà impostata dai “media” una dispendiosa campagna d’informazione “sull’emergenza stadio”, e il gioco è fatto. A sollecitare il trasferimento non saranno le voci deboli dei cittadini e dei loro rappresentanti, ma gli altoparlanti dei poteri forti che in quattro e quattrotto prepareranno uno studio (magari è già pronto in qualche ufficio tecnico) per una permuta vantaggiosa per tutti e quindi un affare per il Comune, per la Società e per le imprese, insomma per tutti tranne che per i cittadini che si vedranno sottrarre un’area verde destinata al gioco e allo sport.

Per caso ho letto una pagina firmata dai “Boys Parma 77” del 7 luglio 2009 dal titolo “Sono il Tardini. Vi disturbo?” Devo dire che ne condivido pienamente i contenuti.
Le proteste giustificate e sacrosante dei cittadini rischiano di aprir la strada alla speculazione e questo ci deve far riflettere.

Tra i due mali è senz’altro meglio il male minore, quindi la struttura del “Tardini” va difesa cercando in tutti i modi di rendere il più civile possibile il rito delle partite… e questo compete agli sportivi, ai “boys”, a tutti coloro che amano la propria città, la sua storia, i suoi simboli e i luoghi della memoria.

Leonardo Di Jorio
Consigliere del Quartiere Cittadella
Rifondazione Comunista.

Notizia del 8 Settembre 2009

 

 

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