Non c'è pace per il
leggendario e bellissimo
stadio 'Ennio Tardini', storica dimora della Comunità
Crociata. Dopo
i problemi
infinitesimali
inerenti il suo adeguamento alle norme
di sicurezza sollevati dalla Commissione
di Vigilanza e dal Questore di Parma
Gennaro Gallo, ecco quelli pertinenti,
per la verità ancor più irreali e, per
certi versi, immaginari, il suo manto
erboso. Il campo di piazzale
Risorgimento figura, insieme a quelli di
Livorno e di Catania, tra i terreni di
gioco della serie A costantemente
monitorati dagli esperti della Lega
Calcio. Il prato curato diligentemente
dal responsabile dei giardinieri
Crociati, Sauro Ablondi, e dai suoi
colleghi (il fratello Graziano,
Alessandro Battilocchi, Pier Luigi
Piccinini e Pier Costante 'Tino' Lodi
Rizzini), sotto la sovrintendenza di
Danfio Bianchessi, detto 'il Bianco',
responsabile del
Centro Sportivo di Collecchio, non é, oggi, ai livelli
d'emergenza di quelli di Genova,
Firenze, Bari e Cagliari, ma viene
periodicamente controllato, con tanto di
esami, analisi e rapporti, dagli
agronomi della Confindustria del
pallone, perché considerato a rischio,
in quanto avrebbe "evidenziato sintomi
di cedimento".
A occhio nudo, senza
toccarne con mano le condizioni, stando
alla visuale dagli spalti, nelle prime
tre circostanze stagionali in cui il
Parma Calcio vi ha giocato, un mese fa
con l'Osasuna nella serata di
presentazione della squadra, la sera
antecedente il Ferragosto per
la partita
di Coppa Italia con il Novara e,
soprattutto, al
debutto casalingo in
campionato, due settimane or sono, contro il
Catania, l'erba dell'Ennio sembrava
versare in un eccellente stato di
salute, come ai bei tempi, quando era
considerata uno dei migliori tappeti
dell'italica pedata. L'inserimento del 'Tardini'
nella specifica 'black list'
della Lega Calcio, nella cui assemblea
tra i 'club' di A della scorsa settimana
si é parlato del problema a livello generale, deriva probabilmente da due
contesti limite della passata stagione,
che avevano originato la ricorrente
verifica degli esperti istituzionali. Il
primo si verificò al principio dell'annata agonistica,
quando,
in Coppa Italia con il Portogruaro e
nelle prime sfide di serie B, presentava
ampie chiazze gialle, giustificate
con un patogeno fungino, a cui si pose
rimedio con un intervento che diede i
suoi frutti dopo qualche settimana. Un
episodio che, poi, nel corso della
stagione, mise sull'attenti per cura e
dedizione. Tanto che, in dicembre,
il Parma Calcio si oppose all'idea di
far disputare il derby cittadino di
rugby sul terreno di piazzale
Risorgimento. Il secondo si perpetrò
in
primavera, alla fine di marzo, con il
celebre acquitrino delle polemiche,
che mandò su tutte le furie
mister Francesco Guidolin, in cui si
disputò l'importante gara contro
il Piacenza. Casi isolati, che, almeno
alla nostra vista, dalle gradinate, a
pochi metri di distanza, sembrano esser
stati abbondantemente superati grazie al
lavoro di questi mesi diretto da 'il
Bianco', coordinato da Sauro ed
eseguito da tutta la banda dei
giardinieri Crociati, malgrado l'estate
molto calda, anche qui al Nord. E' noto
come, quando si superino i 25-26 gradi
di temperatura, si azioni lo stop
biologico dell'erba e, se l'umidità
scarseggia, come è capitato quest'anno,
si determina l'evapotraspirazione,
facendole perdere acqua e, di
conseguenza, stressandola.
Se poi ci si aggiunge l'inizio
anticipato della stagione di una
settimana ... Bisognerebbe, tuttavia,
domandare, per esserne certi, al noioso Guidolin, il quale ha il culto sulle
condizioni perfette dei manti erbosi da
gioco e da allenamento. Lui saprebbe
rispondere se quello di piazzale
Risorgimento, attualmente, sia così a
repentaglio come lo reputano gli
agronomi di Lega Calcio.
Notizia del 7 Settembre 2009