Stagione 2009/2010

 

IL 'TARDINI'

NON SI SPOSTA E NON SI PROSTITUISCE

Il prato dello stadio 'Ennio Tardini' costantemente monitorato dalla Lega Calcio
 ... DI TUTTA L'ERBA UN FASCIO ...

E' considerato fra quelli a rischio, dopo Bari, Genova, Firenze e Cagliari

 

Non c'è pace per il leggendario e bellissimo stadio 'Ennio Tardini', storica dimora della Comunità Crociata. Dopo i problemi infinitesimali inerenti il suo adeguamento alle norme di sicurezza sollevati dalla Commissione di Vigilanza e dal Questore di Parma Gennaro Gallo, ecco quelli pertinenti, per la verità ancor più irreali e, per certi versi, immaginari, il suo manto erboso. Il campo di piazzale Risorgimento figura, insieme a quelli di Livorno e di Catania, tra i terreni di gioco della serie A costantemente monitorati dagli esperti della Lega Calcio. Il prato curato diligentemente dal responsabile dei giardinieri Crociati, Sauro Ablondi, e dai suoi colleghi (il fratello Graziano, Alessandro Battilocchi, Pier Luigi Piccinini e Pier Costante 'Tino' Lodi Rizzini), sotto la sovrintendenza di Danfio Bianchessi, detto 'il Bianco', responsabile del Centro Sportivo di Collecchio, non é, oggi, ai livelli d'emergenza di quelli di Genova, Firenze, Bari e Cagliari, ma viene periodicamente controllato, con tanto di esami, analisi e rapporti, dagli agronomi della Confindustria del pallone, perché considerato a rischio, in quanto avrebbe "evidenziato sintomi di cedimento". A occhio nudo, senza toccarne con mano le condizioni, stando alla visuale dagli spalti, nelle prime tre circostanze stagionali in cui il Parma Calcio vi ha giocato, un mese fa con l'Osasuna nella serata di presentazione della squadra, la sera antecedente il Ferragosto per la partita di Coppa Italia con il Novara e, soprattutto, al debutto casalingo in campionato, due settimane or sono, contro il Catania, l'erba dell'Ennio sembrava versare in un eccellente stato di salute, come ai bei tempi, quando era considerata uno dei migliori tappeti dell'italica pedata. L'inserimento del 'Tardini' nella specifica 'black list' della Lega Calcio, nella cui assemblea tra i 'club' di A della scorsa settimana si é parlato del problema a livello generale, deriva probabilmente da due contesti limite della passata stagione, che avevano originato la ricorrente verifica degli esperti istituzionali. Il primo si verificò al principio dell'annata agonistica, quando, in Coppa Italia con il Portogruaro e nelle prime sfide di serie B, presentava ampie chiazze gialle, giustificate con un patogeno fungino, a cui si pose rimedio con un intervento che diede i suoi frutti dopo qualche settimana. Un episodio che, poi, nel corso della stagione, mise sull'attenti per cura e dedizione. Tanto che, in dicembre, il Parma Calcio si oppose all'idea di far disputare il derby cittadino di rugby sul terreno di piazzale Risorgimento. Il secondo si perpetrò in primavera, alla fine di marzo, con il celebre acquitrino delle polemiche, che mandò su tutte le furie mister Francesco Guidolin, in cui si disputò l'importante gara contro il Piacenza. Casi isolati, che, almeno alla nostra vista, dalle gradinate, a pochi metri di distanza, sembrano esser stati abbondantemente superati grazie al lavoro di questi mesi diretto da 'il Bianco', coordinato da Sauro ed eseguito da tutta la banda dei giardinieri Crociati, malgrado l'estate molto calda, anche qui al Nord. E' noto come, quando si superino i 25-26 gradi di temperatura, si azioni lo stop biologico dell'erba e, se l'umidità scarseggia, come è capitato quest'anno, si determina l'evapotraspirazione, facendole perdere acqua e, di conseguenza, stressandola. Se poi ci si aggiunge l'inizio anticipato della stagione di una settimana ... Bisognerebbe, tuttavia, domandare, per esserne certi, al noioso Guidolin, il quale ha il culto sulle condizioni perfette dei manti erbosi da gioco e da allenamento. Lui saprebbe rispondere se quello di piazzale Risorgimento, attualmente, sia così a repentaglio come lo reputano gli agronomi di Lega Calcio.

Notizia del 7 Settembre 2009

 

 

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