Ci
sono stati dirigenti del calcio i quali,
ai tempi, agli albori del Duemila, per
mettere a tacere
chi
contestava una maglia bianca che
richiamava un cartone di latte, la
quale nulla aveva a che fare con la
storia del 'club' calcistico cittadino,
pur di non resuscitare l'originaria
Crociata
dal
16 Dicembre 1913, considerata,
rinnegando la storia, commercialmente
brutta e sfortunata, mutuarono la
casacca di un altra disciplina sportiva,
il rugby, con le strisce orizzontali
gialle e blu. In modo che, almeno,
appunto per imbavagliare i contestatori,
i quali non si zittirono, fossero
rappresentati i colori della città. Ci
sono stati, oggi, manager della squadra
locale della palla ovale i quali,
nella circostanza odierna della finale
di Supercoppa italiana, hanno, al
contrario, preso a prestito la divisa
storica della compagine di calcio, che
richiama la Croce simbolo del Ducato,
pur invertendone la disposizione delle
tinte: fondo blu e croce gialla.
Forza, virtù e dote di
Banca Monte Parma, unico vero
istituto di credito autoctono, il quale,
proprio da oggi, ha soccorso il rugby
abbandonato dalla concorrente Cariparma,
così come aveva fatto nel calcio (corsi
e ricorsi), provando una
sponsorizzazione provvisoria della
durata mensile, nel segno della
tradizione e della parmigianità. Il
marchio della banca sulla maglia
rugbystica, tra l'altro, è affiancato da
tante altre realtà produttive
territoriali che stanno aiutando questo
sport cittadino, quali, per esempio, i
Consorzi di Parmigiano Reggiano e
Prosciutto di Parma, ma non solo.
Notizia del 5 Settembre 2009