Non avendo,
ancora, ricevuto risposte dagli
industriali locali, come
auspicava il
nuovo direttore generale Pietro Leonardi. Non pervenendo
un'azienda prestigiosa, disposta a elargire cifre molto elevate,
come forse confidava il presidente Tommaso Ghirardi con
l'avvento
del celebre dg negli uffici di piazzale Risorgimento. Un po'
perché il marchio 'Navigare' è incluso nel carnet di clienti
della società GSport, alla quale il 'club' Crociato ha affidato il
proprio settore marketing e commerciale. Un po' oppure, probabilmente,
soprattutto, per
il 'Progetto Cina', che il nostro sodalizio
calcistico ha allestito nell'emergente Paese orientale,
affidandolo all'ex campione del mondo Giuseppe Dossena, grazie
alla sinergia con il Gruppo Leonessa della famiglia
Pasotti-Ghirardi, suo principale proprietario. E' sbocciato così
l'accordo annuale da main sponsor, quello che compare stampato
sulle Maglie da gioco,
da noi annunciato in anteprima, tra il
Parma Calcio e la Manifattura Riese, l'azienda d'oltr'Enza
titolare della celebre linea d'abbigliamento maschile casual,
oggi arricchita anche dagli accessori, creata con una bella intuizione tra gli anni Settanta e gli
Ottanta, che ha fatto la sua fortuna. Il
contratto di sponsorizzazione, com'è trapelato, contempla
l'abbinamento della conosciuta griffe reggiana nell'ambito
del mercato sportwear al programma di propaganda e sviluppo di
questa disciplina sportiva in Cina messo in atto da Ghirardi,
tramite la sua società sportiva, con la consulenza burocratica,
legale e commerciale di due esperti che siedono nel
consiglio d'amministrazione Crociato,
Andrea Zaglio e Ottavio
Martini. Sul vasto suolo cinese 'Navigare' è sbarcata da due anni,
nel 2007, grazie a un accordo con il gruppo Erdos di Hong Kong,
insediando tra
Guangzhou, Shanghai, Pechino, Shenzen, una decina di negozi
esclusivamente monomarca (dal classico layout che li
contraddistingue: mobili in laminato bianco e dettagli in
alluminio satinato), oggi moltiplicatisi e che vedranno l'apice
della loro proliferazione nel 2010. Come è nel proprio costume
aziendale ("Perché non ci piace batterci con gli altri per
aver posto sugli scaffali. Siamo convinti delle doti dei nostri
prodotti"). Con uno spirito davvero battagliero,
quello che il suo numero uno, Massimo Brunetti, un
quarantenne preparato e dalle idee chiare, il quale è succeduto
al padre Leo, scomparso di recente, non si stanca mai
di ripetere:"Niente paura dei rivali cinesi: meglio
confrontarsi a casa loro per evitare che vengano a infastidirti
a casa nostra". Fedele alla tattica con cui ha mietuto il
successo del brand, pezzo forte di tutto il gruppo con
sede a Rio Saliceto:"In Italia abbiamo forti concorrenti.
Cerchiamo di esportare questo vantaggio, andando a collocarci là
dove il nostro stile non deve scontrarsi con la grande
industria. Non abbiamo pretese di alta moda, ma solo di comoda
praticità. Si comincia con una piccola presenza in una zona
strategica, poi c'è il rafforzamento della catena per arrivare
pian piano all'invasione pianificata". L'intesa con il
Parma Calcio giunge a fagiolo per
la Manifattura Riese (dalla località della Bassa reggiana in cui
ha la propria storica sede su un'area di novemila metri
quadrati,
ma la produzione è esternalizzata in gran parte nei Paesi
emergenti). Ne facilita e sviluppa l'occupazione della Cina, già
da tempo razionalizzata e prefissata. Come per il Leonessa Group dei Pasotti-Ghirardi.