Stagione 2009/2010

 

L'ad Pietro Leonardi si concede per lo spot del libro della Devincenzi
 IL BOSS APRIRÀ GLI SPOGLIATOI ALLA SCRITTRICE

   Il manager Crociato, intanto, ha impartito lezioni di giornalismo

 

Clicca qui per ascoltare in audio mp3 l'intervento di Pietro Leonardi

Nel tardo pomeriggio di ieri, a Villa Eden- Ego Spa al Barilla Center, l’amministratore delegato del Parma Calcio, Pietro Leonardi – accompagnato dal responsabile dell’area tecnica Antonello Preiti, dal responsabile delle relazioni esterne ed istituzionali Mirco Levati e da Franco Bardiani dell’area marketing – ha partecipato al vernissage parmigiano del libro “Voglio entrare negli spogliatoi”, due grandi passioni, il calcio e il giornalismo, scritto da Francesca Devincenzi, cronista sportiva e conduttrice del talk show del lunedì sera su E’ Tv “Tempi Supplementari”.  Proprio gli opinionisti fissi della trasmissione – Roberto Bottarelli e Gabriele Majo, seduti al suo fianco nell’elegante bar interno al centro benessere, trasformato per una mezzora nel set televisivo del programma – l’hanno condotta alla fonte battesimale, per il battesimo dell’opera prima, celebrato da Pietro Leonardi: “Complimenti per quello che hai fatto. Ti faccio un in bocca al lupo perché tu possa esprimere al meglio quello che sono le tue potenzialità e le tue velleità: ritengo che sia corretto che tu continui sulla tua strada. Se vuoi sapere la mia opinione personale sul fatto che una donna possa capirne di calcio, ti dico che io ho incontrato tanti uomini che ne capiscono meno delle donne. Le donne, almeno, partono con una sorta di pregiudizio e un po’ si trattengono, mentre ci sono tanti uomini che pensando di conoscere la materia, si allargano un po’ di più, però io mi sono reso conto, nel trascorso, che ne capiscono molto meno…”. Musica per le orecchie dell’autrice che si batte per una par condicio di trattamento, nel mondo della pedata, tra gentil sesso e maschietti. “Di ipocrisia ce n’è molta – ha aggiunto il bossquesto è vero, però ritengo che non sia riferita solo alle donne: anche nei riguardi degli uomini c’è un rapporto che va al di là con alcuni giornalisti, determinato da quello che si instaura durante il percorso. Per quanto mi riguarda io, professionalmente, non mi rapporto con le donne in una maniera diversa da come mi rapporto con gli uomini. Siccome non ho mai utilizzato il giornalismo per sponsorizzarmi – e questo, talvolta, mi ha facilitato molto, ma mi ha poi svantaggiato in altri momenti – per me sono tutti uguali”. Leonardi ha anche promesso di accontentare la Devincenzi facendola entrare negli spogliatoi: “Purché tutto sia pronto…”. A salvezza raggiunta – e con l’Europa nel mirino – tutto è possibile, anche che il DG giri una rèclame per promuovere il volume (10 euro x 96 pagine, editore Sassoscritto). Il copione dello spot dovrebbe prevedere che Leonardi apra la porta della fatidica soglia pronunciando la frase: “Vuoi entrare negli spogliatoi? E mo’ entra...”. L’esperto uomo di calcio, però, avverte la giovane scrittrice: “Vent' anni di calcio mi fanno dire che tu adesso hai l’entusiasmo di entrare negli spogliatoi, poi magari ci stai una settimana e poi preferisci uscirne, perché, come giustamente diceva poco fa Bardiani, il fascino del sapere e non sapere è come quello del vedere e non vedere. Un grande e bravo giornalista non deve avere la strada spianata per sapere le cose, ma essere abile nell’interscambio del rapporto. La cosa più brutta,non è uomo e donna, ma chi ti promuove solo per poi poter sapere le notizie a discapito di un altro giornalista. E questo non è corretto… “. Lezione deontologica per chi utilizza troppo incenso nel santificare. Ma non solo: “ll silenzio stampa deve essere per un giornalista motivo per esprimersi in maniera corretta: a te fa piacere sentire sempre le solite storie dei giocatori che arrivano e dicono cose scontate? Ti dovrebbe deprimere dal punto di vista professionale…”. Il fascino del sapere e non sapere è come quello del vedere e non vedere, o del non dire e dire: Io sono uno che parla tanto, ma pure che ascolta tanto: come vedi, questo poteva essere il momento per togliersi tanti sassolini, invece non serve. Non serve, perché l’importante è che nella vita di un giornalista ci siano – come per un dirigente, così per un calciatore – momenti di riflessione. Lo specchio, la mattina, ce lo abbiamo tutti: ci rapportiamo con noi stessi e vediamo se abbiamo detto sempre la verità. Tutto là…”.

Notizia del 26 Marzo 2010

 

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