Stagione 2009/2010

 

L'esultanza alternativa lanciata, a Siena, da Jonathan Biabiany
UNO SPOT INVOLONTARIO
 Per ovviare al vietato sventolio della Maglia, ci si affida all'ignoto parastinchi

La particolare esultanza, mostrando in mondovisione il parastinchi con il nome della propria fidanzata, domenica scorsa, a Siena, del giovane attaccante francese del Parma Calcio, Jonathan Biabiany, al gol del vantaggio da lui segnato, sotto la Curva dove erano posizionati i tifosi Crociati, é stato il miglior spot per il produttore nostrano di queste protezioni, il felinese Enrico Campari, qualora, nel pianeta del pallone, ne avesse ancora bisogno, annoverando egli, fra i suoi clienti, un numero considerevole di calciatori a livello mondiale. L'artigiano-artista della nostra terra, però, ammette, nell'intervista concessa al giornalista Gabriele Majo per il nostro sito, la straordinaria vetrina che si è guadagnato grazie alla modalità di esternazione della propria gioia da parte del promettente centravanti d'oltr'Alpe: “Tanto è vero che ieri, nello spogliatoio, l’ho visto e l’ho ringraziato, perché anche lui, come tutti gli altri, i miei parastinchi li acquista, e quindi, gli ho detto che gliene regalerò un paio, perché effettivamente di telefonate ne sono arrivate dopo Siena, quindi è stato importante". Chissà se Campari abbia influito sulla decisione di Biabiany di manifestare la sua felicità con quel gesto, perché lui stesso confida:"Ho sempre sostenuto come il parastinchi sia l’unica possibilità che il giocatore ha di comunicare, anche sul piano personale, con scritte o disegni. Io arrivo dalla Formula 1, dove ho lavorato per i più celebri piloti, quali Mansell, Prost, Berger. Attraverso il casco loro comunicavano. Dal casco riconoscevi il pilota, i suoi gusti, le sue caratteristiche, i particolari i quali, magari, non si vedono quando la macchina passa o il pilota ce l’hai a pochi metri. Sono, però, dettagli che vedi solamente se riesci a prendere in mano il casco. Queste cose mi sono rimaste e ho cercato di far capire pure ai calciatori come tramite il parastinco possano sbizzarrirsi. C’è chi lo fa davvero in un modo incredibile…”. Oltretutto, da quando è in vigore il regolamento che vieta il sollevamento o lo sventolio della Maglia, pena l'ammonizione, come è capitato, di recente, due settimane fa, al difensore del Parma Cristian Zaccardo dopo il gol contro la Sampdoria allo stadio 'Ennio Tardini', l'ostentazione di questo oggetto può diventare una moda alternativa“Questo è un altro aspetto che dimostra come il parastinchi non sia, a tutt’oggi, riconosciuto come un oggetto importante. Per molti non è utile. In realtà, se non serve, è perché finora è rimasto nascosto dalle calze. Di conseguenza le grandi aziende non si sono - racconta Enrico Campari -  cimentate a proporre prodotti di qualità. Noi andiamo controcorrente. Cerchiamo di realizzare un prodotto altamente qualificato. Ci continuiamo a innovare. Non a caso stiamo già utilizzando lo zaylon, materiale di ultimissima generazione, che viene utilizzato giusto nella Formula 1 e nell’aerospaziale. Lo stiamo già usando perché non miriamo a creare un prodotto economico, bensì puntiamo sulle virtù tecniche sempre più affinate. L’obiettivo è dare sicurezza al giocatore”. La famosa fibra di carbonio con cui l'artigiano-artista di Casale di Felino è diventato celebre lavorando al servizio dello sport, in particolare del calcio, quella con la quale ha modellato anche lo scudo dei Crociati Centenari, non é stata accantonata, ma, al suo fianco, avanzano altri materiali. "Utilizziamo ancora fibra di carbonio, kevler e fibra di vetro, ma per alcune applicazioni particolari possiamo utilizzare questo zaylon che è cinque volte superiore al kevler. Oggi - svela Campari - è possibile realizzare un parastinchi con questo materiale, che pesa la metà di quelli tradizionali. Il problema è che è costosissimo. E' solo ed esclusivamente per uso professionistico, per i calciatori che hanno un problema che effettivamente si può risolvere”. Alla prossima esultanza di Beep Beep Biabiany, alla prossima pubblicità occulta in buona fede.

Notizia del 13 Marzo 2010

 

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