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Stagione 2009/2010
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| A colloquio con il coordinatore della commissione sicurezza del Cittadella | |
| "BASTEREBBE GESTIRE MEGLIO L'ORDINE PUBBLICO" | |
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Per D'Alessandro la convivenza del Tardini con il quartiere sarebbe perfetta |
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A Parma é conosciuto, da sempre, come il pizzaiolo scrittore. Titolare di alcune storiche pizzerie, con la passione per la scrittura, in versi poetici e in racconti, opere editate in pubblicazioni, attivamente impegnato in politica. Oggi consigliere del Quartiere Cittadella e, soprattutto, coordinatore, in quest'ambito territoriale, della commissione sicurezza. All'assemblea circoscrizionale di due settimane fa sul futuro dello stadio 'Ennio Tardini', ascoltando il suo intervento, si é scoperto essere della trasversale corrente che è contraria al trasloco dell'impianto sportivo di piazzale Risorgimento. Convinto assertore che la presenza dell'Ennio sia un bene per la zona, Lucido D'Alessandro, invoca, come i tifosi, maggiore organizzazione nella gestione dell'ordine pubblico quale unico accorgimento necessario per una convivenza perfetta dei residenti con la dimora dei Crociati. Lo ha intervistato per noi il giornalista Gabriele Majo. Da ascoltare e da leggere, per archiviare nell'opera di completa informazione sul tema. Clicca sulle immagini per ascoltare l'intervista a Lucido D'Alessandro
“Oltre che essere consigliere del Quartiere Cittadella, eletto con il maggior numero di preferenze della circoscrizione, sono anche coordinatore della quarta commissione – sicurezza, servizi sociali, sanità e commercio – e proprio nella veste di coordinatore della sicurezza, qualche mese fa, ho convocato il Sindaco, dottor Pietro Vignali, per venire ad illustrarci le problematiche che gravitano attorno allo Stadio Tardini, soprattutto in merito al tema della sicurezza. Il Sindaco Vignali ha delegato l'Assessore Fabio Fecci e così il 24 novembre ci siamo riuniti con la commissione di quartiere da me coordinata: sentiti tutti i pareri dei consiglieri che abitano nel quartiere Cittadella non è venuta fuori tanto l'esigenza di spostare il Tardini, quanto quella di una maggiore sicurezza per i cittadini e per gli stessi sostenitori del Parma che vanno allo stadio”. Maggiore sicurezza, dunque, non lo spostamento dell'impianto ... “Certo: abbiamo chiesto più sicurezza e più flessibilità, soprattutto per quelle famiglie che durante le domeniche, quando gioca il Parma, hanno delle difficoltà a spostarsi o a farsi venire a trovare da amici e che il Prefetto, che è responsabile assieme al Questore, siano meno rigidi, facendo sì che i cittadini possano passare. Questo è quello che abbiamo chiesto, ma non lo spostamento dello Stadio Tardini, che sarebbe, per i parmigiani, come se si spostasse il Teatro Regio in periferia...”.
“No, non è questa la soluzione giusta. Le epoche cambiano e teniamo conto di questo, però se buttiamo all'aria anche le nostre radici, soprattutto nella cultura sportiva e Parma è sempre stata una città dove non sono mai capitati eventi negativi, per cui io credo che il problema si possa risolvere, tenendo conto, soprattutto, dell'ordine pubblico, ed in più, secondo me, sarebbe anche utile che il Comune prendesse in esame di far dei parcheggi, in modo che i tifosi, quando arrivano, abbiano un luogo dove posteggiare e secondo me qui, nel nostro quartiere, si può scavare sottoterra o si possono fare sopraelevati. Insomma il problema si può risolvere, rispettando le abitudini e la cultura di questa città. Comunque la domenica è bello vedere i parmigiani che arrivano nel nostro quartiere Cittadella e mettono la macchina fuori posto: è un momento folkloristico del quale non ci possiamo privare...”. Il problema della sicurezza non è stato molto analizzato nel corso del consiglio di quartiere di giovedì 18 febbraio 2010, come evidenziato dal portavoce dei Boys presente ai lavori, secondo il quale si è parlato solo di spostamento... “Io ho sempre saputo del lascito dello Stadio Tardini al Comune di Parma affinché fosse destinato al calcio professionistico e che nel minuto in cui lo stadio fosse stato spostato altrove quell'area sarebbe tornata ai legittimi eredi: oggi, invece, ci dicono che la donazione non era stata fatta in questi termini. Io non ho mai visto nessun documento, però ho sempre ritenuto che fosse così come dicevo prima. Quella sera anch'io credevo che avremmo parlato per risolvere le problematiche relativi ai posteggi, alla sicurezza, in modo tale da poter far convivere sia i residenti che i tifosi, perché né gli né gli altri devono subire l'arroganza. Ecco: io credo che, alla luce di quanto affermato dal Vice Sindaco Buzzi, cioè che non esistono vincoli su questo lascito e sono liberi, c'è chi ritiene che sarebbe meglio delocalizzarlo, io, però, mi oppongo. Da 45 anni vivo in questo quartiere e per quello che posso contare sia come consigliere che come persona, chiedo che si prendano in esame le tematiche relative alla sicurezza sia dei tifosi che degli abitanti, ma non lo spostamento dello stadio, perché questo, come dicevo prima, significherebbe buttare all'aria le nostre radici. Noi ci riconosciamo in questo. Propongono un parco: ma per carità, di parchi ce ne sono già abbastanza, abbiamo il parco Cittadella, il parco Ferrari, il parco Bizzozzero. Qui non c'è un metro senza un parco: per carità, io sono un ex montanaro ed amo la campagna, però qui stiamo esagerando con questo verde...”. A favore della conferma dello stadio Tardini si muovono forze trasversali: lei, che è in quota al Pd, la pensa come la consigliere del Pdl Maria Adelaide Petrillo... “Voglio dire, quando si parla di calcio ci sono tanti comunisti che sono milanisti, o viceversa: questo è il bello del calcio, che accomuna tante persone. Bisognerebbe tener conto di questo: peccato che siamo solo in quattro o cinque su venti consiglieri a non volere la delocalizzazione di questo impianto, gli altri sono tutti a favore, perché pensano che ormai siano maturi i tempi di spostare lo stadio. Comunque bisogna riconoscere che nel nostro quartiere, grazie al nostro Presidente Massimo Alinovi, non esiste opposizione o maggioranza: siccome siamo al servizio dei cittadini, sulle questioni serie votiamo quasi sempre all'unanimità. Questo è uno dei quartieri a Parma dove c'è più stima e coesione bipartisan tra maggioranza ed opposizione e noi riconosciamo al Presidente Massimo Alinovi la sua capacità di saperci tenere uniti, insieme”
“Se la storia è in Piazzale Risorgimento, questa entrata del Tardini deve rimanere lì. Per me non ha senso prenderla e portarla in periferia. La sua storia lì: fuori sarebbe come dire non ho più mio padre, ma ho i ricordi di mio padre, cioè un'altra cosa. Materialmente manca...”. “Io credo che il Vice Sindaco Buzzi dica una cosa normale: chi non ha fatto un trasloco nella vita? Io, per guadagnarmi un posto di lavoro, nel 1968 sono partito dal Sud, quando avevo 18 anni, e sono venuto al Nord in cerca di un posto di lavoro da lavapiatti. Per cui lo si accetta, si cresce, anche e ci si inserisce nel nuovo quartiere o nella nuova città, per carità, senza far tragedie, perché quando uno migliora... Però noi non stiamo parlando di spostare lo Stadio, anche perché, per essere onesti e franchi, temiamo la speculazione... La paura di tutti è che dietro ci sia una forte speculazione: magari non la si fa adesso, perché si lascia passare un po' di tempo, ma tra un anno o due, magari cambia la giunta e questa ce la mette davanti come tante altre cose. A 60 anni non sono così ingenuo...”. Notizia del 05 Marzo 2010 |
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