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Stagione 2009/2010
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| Dibattito sul futuro dell'impianto di p.le Risorgimento a E'Tv | |
| "LO STADIO FUORI CITTÀ NON PIACE" | |
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Tutti gli ospiti della trasmissione concordi nel ristrutturare il glorioso Ennio |
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Ascolta l'audio mp3 del dibattito cliccando qui Guarda e ascolta il video del dibattito cliccando sull'immagine Maria Adelaide Petrillo: “Non condivido nella maniera più assoluta l’idea dello spostamento dello stadio Tardini, ed ho anche le mie buone motivazioni per cui resto fermamente della mia opinione. Ho già avuto modo di esprimermi più volte in riguardo: sono ormai dei mesi che ci incontriamo su questo problema, dunque dirò anche qui il mio pensiero. Ho portato un paragone che può sembrare anche paradossale. Mi sono chiesta: ma se noi chiedessimo a dei cristiani di spostare la Cattedrale, la Piazza del Duomo e tutto quanto, perché è disturbante, facendo al suo posto un prato con delle panchine o una bella zona verde, sicuramente i cattolici resterebbero esterrefatti. Il Tardini è la Cattedrale del calcio: non è pensabile farlo. Nella Cattedrale si celebra un rito ed anche allo stadio Tardini si celebra un rito: c’è la sua sacralità, è un luogo che alla domenica ha veramente il cuore pulsante del Parma. Difficilmente si può trovare un cuor solo ed un’anima sola di persone che si ritrovano allo stadio Tardini. In più è un momento profondamente socializzante: mi è capitato di parlare con delle persone fuori dallo stadio e ad un certo punto chiedevo se ci conoscevamo e loro mi rispondevano come no, ci troviamo allo stadio. C’è questo discorso di socializzazione profonda: per una società che è abituata ad un individualismo spaventoso, con dei giovani che crescono davanti al computer e che al massimo si scambiano i messaggini, è un momento profondamente umanizzante. Tra l’altro, mi permetto di dire che rispetto profondamente quelle che sono le opinioni delle persone che vivono attorno al Tardini, tuttavia devo dire che io vivo in quartiere, e ci sono di quelli che hanno delle difficoltà, non soltanto settimanali, ma anche giornaliere, tipo quelle di chi vive vicino alle poste di vetro, o alle scuole, nei momenti di ingresso ed uscita degli studenti. Momenti di difficoltà ce ne sono per tutti, quindi comprendo le difficoltà di chi vive lì attorno, però comprendo molto di più le situazioni di gioiosità, come quelle di ieri, per esempio, quando ho visto affluire ed arrivare i tifosi. E’ stata una meraviglia, per via di questo gemellaggio che noi abbiamo con la squadra doriana. Il Tardini deve restare assolutamente dov’è”.
Romeo Azzali:“Io non posso che rispondere sì, per ovvi motivi. Io ho debuttato al Tardini che avevo 18 anni, mi sono allenato lì dall’età di 14 anni, ho calcato la dura terra del Tardini perché facevo il portiere, il primo tuffo a destra l’ho fatto dietro ai distinti, non potete chiederlo a me…” Gabriele
Majo:“Anch’io
sono d’accordissimo: il Tardini deve restare dov’è. Bisogna risolvere
i problemi, quello sì. Però, attenzione, risolvere i problemi non
significa parlare di decentrare lo stadio, o fare speculazione, come in
tanti temono. Il Tardini deve stare lì e i problemi dei residenti
vanno risolti: quindi alla prossima riunione del quartiere
Cittadella bisognerà parlare concretamente di questo tema, Ugo Ferri: “Anch’io ho fatto lì la mia prima radiocronaca, ero sui gradoni della Curva, pagando il biglietto salivo da dietro, anche se non scavalcavo per entrare gratis... Il Tardini deve rimanere lì: sono d’accordo anch’io. Bisogna educare la gente ad arrivare al Tardini in un modo civile, parlo dei tifosi ospiti, e riempirlo con sempre meno tifoseria ospite, ma sempre più gente della nostra città”. Siro Lusa:
“Anche per me deve restare lì: di stadi nuovi se ne costruiscono
molto pochi. Il progetto di San Siro fuori Milano non è decollato,
nonostante Moratti e Berlusconi di soldi ne abbiano. Francesca Devincenzi: “E a Torino lo stadio lo hanno riportato dentro la città. Tempi Supplementari, dunque, si fa latore di questo messaggio: lo stadio fuori dalla città non piace a nessuno”. Notizia del 03 Marzo 2010 |
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