Stagione 2009/2010

 

Al nono posto fra i 'club' che richiamano pubblico negli stadi in cui giocano
 L'APPEAL DEL PARMA

 Complice il veto di trasferta a tifoserie importanti, che la Lega vuol risolvere

Il Parma Calcio, quando ha giocato in trasferta, nel corrente campionato di serie A, ha fatto, finora, accorrere negli stadi in cui é stato impegnato, complessivamente 52.347 spettatori paganti, per una media di 5.235 a partita. Il nostro 'club' é piazzato, in questa speciale classifica, capeggiata, nell'ordine, da Juventus (154.904 con media a 17.212), Inter (148.246 con media a 16.472) e Milan (95.984 con media a 10.665), in un onorevole e prestigioso nono posto, appena dietro alla Fiorentina (54.106 con media a 6.012) e al Napoli (56.746 con media a 5.675). In quarta posizione c'é la Sampdoria (86.816 con media a 8.682), al quinto la Lazio (83.693 con media a 9.299) e al sesto il Bari (73.616 con media a 7.362). Sotto di noi, in rigorosa fila decrescente, il Bologna (46.617 con media a 5.180), la Roma (45.893 con media a 4.589), l'Udinese (43.821 con media a 4.869), il Genoa (40.632 con media a 4.515), il Chievo (37.566 con media a 3.757), il Palermo (35.451 con media a 3.939), il Cagliari (35.021 con media a 3.891), il Livorno (33.926 con media a 3.770), il Catania (30.206 con media a 3.021), il Siena (24.654 con media a 2.739) e, fanalino di coda, l'Atalanta (21.123 con media a 2.112).  Questi dati parziali sono aggiornati alla ventiquattresima giornata del torneo. Non vi è conteggiato l'ultimo turno. Per quanto ci riguarda, quindi, il calcolo non ha coinvolto la partita di domenica scorsa a Cagliari. E' logico come il buon risultato raggiunto dalla squadra Crociata non sia da mettere in relazione con il flusso di propri sostenitori al suo seguito, storicamente, purtroppo, molto basso. I picchi di questa annata agonistica hanno toccato e pure superato soltanto, al massimo, il migliaio di unità. Non di più. E' avvenuto a Milano contro il Milan e a Genova sia con la Sampdoria che con il Genoa. Il discreto credito conseguito é riconducibile, in particolare, agli stadi frequentati, dimore di formazioni blasonate con un largo bacino d'utenza, quali, oltre alle due realtà milanesi, le altrettante genovesi e romane, la palermitana e la fiorentina. A incidere su questa graduatoria, tuttavia, é, soprattutto, un fattore incontrovertibile: il divieto di trasferta imposto in tante occasioni dagli organismi del Ministero degli Interni a tifoserie come la napoletana e la romanista in primis, oltre che all'atalantina (finora otto interdizioni su quattordici incontri fuori casa), tradizionalmente nomadi, le quali, non a caso, sono ai margini della classifica. Ponendo un problema, non solo di equità e giustizia ideale (é imparziale e legittimo, per colpa di pochi, penalizzare la maggioranza), ma, osservandolo dalla visuale delle tasche delle società calcistiche, principalmente economico. Luca Baraldi, ex direttore generale del Parma Calcio, ora con medesino ruolo al Bologna, parmigiano d'adozione, la scorsa settimana, con lo stadio felsineo 'Dall'Ara' proibito agli juventini ha tuonato:"Contro l'Inter avevamo 30.000 spettatori per un incasso di circa un milione di Euro. Contro la Juventus sarà un successo se porteremo a casa 550.000 Euro. Abbiamo dovuto ritirare e rimborsare 4.500 biglietti già venduti fuori regione. Chi ci restituirà mai quei soldi? Comprendiamo le esigenze di ordine pubblico, ma qui i danni economici per tutto il sistema sono enormi". E' per questo motivo che la Lega Calcio, nella figura del proprio nuovo presidente, Maurizio Beretta, sta portando avanti questa istanza in sede governativa. Il regolamento della mutualità fra 'club' prevede che il 18% dell'incasso vada agli ospiti, ma di solito quelli meno ricchi puntano sugli incontri di cartello con le grandi, aumentando anche i prezzi dei biglietti, per introitare e dare un'iniezione ai propri bilanci.
 

Notizia del 26 Febbraio 2010

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