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Il
Parma Calcio perde un difensore
veterano del pallone italico,
Christian Panucci, ma ne acquista, direttamente
dalla propria formazione Primavera, uno con prospettive
importanti. Sulle note di quanto dalla
Curva Nord, inondando il resto dello
stadio 'Ennio Tardini', si
cantava, immediatamente dopo il crack Parmalat, con i mister
Claudio Cesare Prandelli e, successivamente, Gedeone Carmignani in
panchina a far miracoli, malgrado l'ambiente allo sbando, "Chi se ne
frega, giocherà la Primavera, l'importante è star con teee ...",
seguendo la melodia di Loretta Goggi. La promessa si
chiama Alessandro Vecchi, diciannove anni da compiere il prossimo
sette marzo, originario di Guastalla, al quale sabato scorso,
dopo aver giocato e, purtroppo, perso il derby giovanile con i
cuginastri del Modena, è stato comunicato dai dirigenti del
'club' Crociato di prepararsi, la mattina seguente, per raggiungere
la prima squadra
a
Cagliari. Arruolato, in fretta e furia, con un grosso sorriso
di soddisfazione. Allertato per precauzione, a causa dell'attacco
intestinale di origine virale che, venerdì notte, aveva
afflitto Alessandro Lucarelli. Stesso nome di battesimo e
identica capacità di adattarsi, in opposta direzione, ai medesimi
ruoli. Il navigato toscano è un centrale difensivo, il quale può
trasformarsi in terzino sinistro. L'imberbe d'Oltrenza è, viceversa, un
terzino mancino, il quale, spesso, viene utilizzato dall'allenatore
Tiziano De Patre, affidandogli anche la fascia da capitano, al centro
della difesa. Il tempo di dormire (chissà se avrà preso sonno dalla
fregola per la chiamata), recuperare le fatiche della partita contro i
canarini modenesi, alzarsi di buon'ora, domenica mattina, per
raggiungere Milano Linate, imbarcarsi in aereo, accompagnato
dal responsabile della Comunicazione,
Alberto Monguidi,
e da quello per le relazioni esterne e presidenziali,
Mirco Levati, e
aggregarsi, nel capoluogo sardo, alla truppa di
mister
Francesco Guidolin. La prima parte del coronamento di
un sogno (giocare nei professionisti) cullato da quando,
piccolo, tirava calci alla palla, con gli amici,
sulle rive reggiane del Po, a Guastalla, per poi entrare,
a undici anni, nel Settore Giovanile del Parma Calcio,
insieme al conterraneo Galassi, il
quale lo ha preceduto dieci giorni prima, per
la partita con l'Inter.
Una
realizzazione che fa il paio con la convocazione, lo scorso dicembre,
per uno stage nella Nazionale Under 19, la quale si sta qualificando al
Campionato Europeo. Una
bella storia. Per la circostanza fortuita (l'improvviso virus di
Lucarelli, il viaggio repentino in Sardegna) ma meritata della prima
citazione nel mondo dorato della serie A. Per la coincidenza dell'addio,
contemporaneo, alla Maglia Crociata
di un veterano del calcio italiano. Segno del destino per
un futuro generale del nostro sodalizio calcistico che sia
davvero, come da enunciato progetto, fucina di
prospetti, cresciuti all'ombra di giocatori affermati,
dai quali prendere esempio.
Notizia del 24 Febbraio 2010
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