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Clicca sull'immagine per ascoltare in mp3
l'intervista concessa da Carlo Chiesa a
Gabriele Majo

Quel suo epico racconto radiofonico, per l'emittente Radio Parma, del
celebre gol di Hernan Crespo alla Juventus, scaricato
sui propri telefoni cellulari da una moltitudine
di sostenitori Crociati e pure da qualche giocatore del
Parma Calcio, nasce nel 1973.
Quando lui, all'età di sei anni, oggi volto
televisivo di Tv Parma, conduttore del 'Pronto chi Parma?', la lineare trasmissione della domenica sera con la
partecipazione del collega Luca Ampollini e del Còr Crozé
oltretorrentino, l'ex arbitro internazionale Alberto Michelotti,
esordiva
in campo, allo stadio 'Ennio Tardini', ai
bordi del rettangolo di gioco
grazie al cugino della madre, l'indimenticato alfiere della
Maglia,
Carlo Volpi. Il pretesto per scomodarlo
é il ritorno, da
partente titolare con la casacca del nostro 'club', dopo
il suo acquisto
al mercato di gennaio, domani pomeriggio, a Cagliari,
come annunciato oggi da mister Francesco Guidolin,
dell'autore di quella
rete la quale
provocò tanta palpitazione. E' stato entusiasmante ripercorrere quegli
attimi con chi la narrò, tramite la disponibilità del giornalista
Gabriele Majo, il quale,
per noi,
lo ha avvicinato (trascriviamo solo alcuni tratti del dialogo, il quale
merita di essere ascoltato integralmente in versione mp3). "La situazione fu decisamente
particolare, ricordiamo tutti benissimo perché. Sembrava un'azione ormai
finita. Crespo anziché puntare verso la porta si era decentrato sulla
sinistra. In quegli istanti viene fuori quello che hai dentro, ti
dimentichi - ricorda lui, Carlo Chiesa - di essere per radio,
di essere
comunque tifoso anche se devi mantenere un certo contegno. Lasci libero
sfogo a quello che ti viene da dentro, dal cuore, come fa un tifoso
della Curva. Giuseppe Milano, al mio fianco, era un po' preoccupato,
credeva stessi male".
Majo, da buon esperto di radio, provoca e stimola
l'amico sulla professionalità di un radiocronista, la quale non deve mai
essere soverchiata dal tifo personale. La risposta di Chiesa è
didattica:"Quando si commentano a livello locale le
gesta della propria
squadra viene fuori qualcosa che hai nel cuore e il mio cuore ha una
croce sopra. Quando si racconta la partita della propria squadra
deve
essere sempre una gioia, naturalmente senza trascendere troppo e scadere
nel teatrino. Insomma, bisogna essere di parte, ma non fino in fondo. E'
necessario mantenere una certa obiettività. Altrimenti si scade nel
ridicolo". Regole e indirizzi, invece, che si
possono maggiormente eludere allorché si svolge il ruolo
di speaker il quale annuncia le formazioni qualche minuto
prima che esse scendano sul prato del confronto agonistico. Carlo Chiesa
ha fatto anche questo, all'interno dell'Ennio, confidando:"Quel
compito mi ha trasmesso emozioni importanti, perché quando senti che lo
stadio risponde al tuo annuncio ... E, poi, ti ecciti già
quando nomini nel microfono dell'impianto generale di amplificazione il
nome di questo o quel giocatore, perché
dietro ognuno di loro c'è una storia in Maglia Crociata fatta di
ricordi, di gol, di suggestioni". Più o meno identica a quella dell'hombre
argentino Hernan, il quale è tornato, è convinto il suo
narratore radiofonico per antonomasia, "con la casacca del
Parma cucita addosso e questo è già un valore aggiunto. E'
bastato osservare quella sua lacrimuccia,
quella sua commozione il giorno del suo rientro nel Ducato. In un calcio dove non
ci sono più i giocatori bandiera, questa storia
ti fa tornare indietro. Ti fa capire che Crespo ha il Parma nell'anima,
più di ogni altra squadra in cui ha giocato. Sono persone le quali fanno bene a questo sport".
Come chi descrive le loro azioni e le loro prodezze compiendo, con
passione, senza sconfinare e trasmodare, la professione del cronista.
Notizia del 20 Febbraio 2010
Notizie stagione 2009/2010
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