Stagione 2009/2010

 

IL 'TARDINI'

NON SI SPOSTA E NON SI PROSTITUISCE

Dal Quartiere Cittadella,

dove in tanti amano lo stadio 'Ennio Tardini'

La seconda parte dell'intervento del vicesindaco del Comune di Parma
 IL BUZZI PENSIERO - 2

  "E' un discorso di costi e benefici. Il Parma può mettersi di traverso"

La seconda parte, riportata sempre in modo integrale e ascoltabile anche in audio mp3, della filosofia del vicesindaco Paolo Buzzi sul futuro dello stadio in cui gioca il Parma Calcio riguarda le risposte alle obiezioni che gli hanno posto, nella seduta consiliare di ieri sera, alcuni consiglieri del Quartiere Cittadella, in particolare quelli contrari al trasferimento della struttura, quali Adelaide Petrillo (Pdl), Lucido D'Alessandro e Stefano Andreotti (Pd) e Anna Maria Dall'Argine (Per Parma con Ubaldi).

Clicca sull'immagine per ascoltare in mp3

la seconda parte dell'intervento del vicesindaco Paolo Buzzi

"Ogni opinione é accettabile.

Non c'è ragione o torto a prescindere"

"Io, al di là di tutte le posizioni legittimamente espresse, noi non stiamo parlando dello spostamento del 'Tardini' perché non c'è nessuna, ripeto, decisione in questo senso. E' nato tutto in maniera molto estemporanea. E' un problema che si sta trascinando, perché, al di là di tutto, uno lo vede come un problema, qualcun altro lo vede come un'opportunità, chi come una cosa da lasciar stare, etc. Io credo che le opinioni che sono state espresse questa sera sono tutte accettabili e vere, nel senso che non c'è una ragione e un torto a prescindere.

"Il 'Tardini' é un disagio che può essere vissuto, sostenuto ?"

C'è però una questione a mio avviso di cui parlava prima Di Jorio. Lui diceva c'è anche un diritto da parte dei residenti di poter accedere alla propria casa, di poter vivere in maniera tranquilla e quant'altro. Però stiamo attenti a una cosa e domandiamoci anche questo. Noi quotidianamente viviamo dei disagi. Tutti i giorni noi se abitiamo a ridosso di una tangenziale, se abbiamo una casa vicino a una struttura produttiva che fa del rumore ... siccome adesso le pm10 superano il limite dovremo chiudere le nostre città al traffico e quindi non poterci muovere come vorremmo. Quindi un disagio noi lo abbiamo in cento altre situazioni e occasioni. Il tema è un altro: se questo disagio ha un costo da poter essere vissuto, da poter essere sostenuto. Cioè io devo poter dire benissimo io accetto il disagio che ho da una determinata infrastruttura ... lo stadio è una infrastruttura è vero, è una infrastruttura pubblica, al di là dell'aspetto affettivo sentimentale, come ce ne possono essere tante altre, é un'infrastruttura pubblica, una dotazione territoriale che non si dice ehhh, attenzione, discutiamo se eliminarla o no. No, si discute se trasferirla o meno.

"La sua soglia di insopportabilità fa discutere

 se trasferire o meno lo stadio"

Allora io dico ... il disagio che noi abbiamo da questa struttura una volta ogni quindici giorni poi anche lì si può ragionare, compensiamo le cose ... è vero se lì dentro noi ci facciamo un parco e discutiamo come farlo l'idea era quello di farlo per attività sportiva cosiddetta destrutturata cioè tipo quello del Parco Ducale o della Cittadella per intenderci, non un parco fine a se stesso con le piantine e le panchine per farci andare le mamme e i nonni con i bambini, no. Per attività sportiva che renderebbe vissuta quell'area molto più che una volta ogni quindici giorni rispetto alle ventimila persone che vanno allo stadio una volta ogni quindici giorni. Lì almeno ci sarebbe una frequentazione quotidiana. Allora ragioniamo sul fatto che una struttura di questo tipo dà effettivamente un disagio che raggiunge una soglia di insopportabilità tale da cominciare a discutere se trasferirla o meno.

"E' uno stadio vecchio, la cui manutenzione costa,

a cui non si possono più mettere pezze"

Ma non c'è solo quell'argomento lì. C'è anche l'aspetto economico. Se lo stadio 'Tardini' fosse lì e fosse uno stadio nuovo, per intenderci, uno stadio di dieci anni fa, credo non si porrebbe il problema. Il problema è che é uno stadio che sta cadendo a pezzi e che sta richiedendo tutti gli anni 150-200 mila euro per cercare di mettere delle pezze a una situazione che è impezzabile, nel senso che di pezze non se ne possono più mettere. Allora il tema è: é ristrutturabile questo stadio o no. Ragioniamoci.

"Non consumiamo suolo,

si tratta di vedere che tipo di verde inseriamo"

Allora la questione del consumo del suolo è verissimo E' chiaro che se facciamo lo stadio da un altra parte occupiamo del suolo verde che magari era un campo, non era un parco, ma cambia di poco. Stiamo cercando nelle nostra attività di riqualificazione urbana di recuperare spazi verdi. Per esempio la zona nel Parco Ducale del Palazzo ducale sede dell'Efsa restituirà alla città tutto quel pezzo di area tra viale Piacenza e il palazzo stesso ... Nella Stu Pasubio, area vetero industriale da abbattere completamente, il progetto ora in fase di attuazione prevede una piazza verde con un laghetto dentro che è più grande di piazza Garibaldi. Per dire che nel momento in cui facciamo riqualificazione del territorio una certa attenzione al verde c'è. Si tratta di vedere che tipo di verde.

"Se tutti fossero come i Boys, non ci sarebbero problemi"

Ricordiamoci che stiamo parlando soltanto di ipotesi, su cui confrontarsi con le diverse opinioni e poi prendiamo la decisione, nel senso che ... Quando si diceva l'equazione tifoso-delinquente ma nessuno lo sta pensando. Io però mi son trovato per la prima volta nella mia vita abbastanza d'accordo con Fabio Capello quando venendo in Italia dice che abbiamo due problemi: l'antichità degli stadi e le tifoserie italiane. Perché se tutti fossero come i Boys nessuno avrebbe dei problemi ... sono corretti, sono colorati, ma corretti e appassionati punto e fine. Però non sono tutti così.

"Trasferire per limitare gli effetti negativi

di una tifoseria delinquente"

Ci sono delle tifoserie che come sappiamo, che come ci dicono gli agenti dell'ordine pubblico vanno per distruggere e allora di fronte a quello si dice non è che spostare lo stadio significa risolvere il problema tutt'al più lo sposti il problema. Allora lì diventa un problema di ordine pubblico. Si tratta di limitare gli effetti negativi di una tifoseria delinquente che dove va e quando va magari, non so, perché è stato negato l'accesso agli ultras o è stato negato l'accesso alle trasferte ci va comunque e distrugge mezza città.

"Nessun costruttore ci ha chiesto l'area del 'Tardini'"

Allora, io dico, ragioniamoci su una questione del genere. Poi su cosa fare su cosa non fare avremo tempo di discuterlo, ma noi escludiamo la speculazione per un semplice fatto. Noi non abbiamo delle grosse richieste ehhh. Anzi non abbiamo proprio delle richieste sull'area dello stadio perché se ieri, due anni fa, cinque anni fa, fosse saltato su un imprenditore a dire ... allora vi costruisco io lo stadio nuovo se mi date l'area per farci dei palazzi ah beh, ne avremmo parlato prima. Però non c'è stato nessuno. Non é che come amministratori attualmente ci facciamo dei grossi problemi a dire speculazione sì, speculazione no. No l'abbiamo detto da subito. Lì, se ci si fa, si fa un parco. Si vedrà come. Si vedrà che tipo di parco, però una zona verde, magari anche con qualche campo non da rugby (ce ne sono già a Moletolo ... ).

"Con lo stadio nuovo la tifoseria non cambierà, rimarrà tale"

Io le ragioni le capisco tutte. Anche io nel momento in cui devo lasciare la mia casa dove sono nato lo faccio con rimpianto, vado in un'altra casa, da un'altra parte. Non é la stessa cosa, ma sarà sempre la casa dove sono nato, come uomo, come persona, in questo caso come tifoso, come appassionato, come cuore della città... Però, si dice, ragioniamo sul fatto se trasferirla questa casa. Non é che, se per caso si realizza questo trasferimento, se si fa lo stadio nuovo, la tifoseria smetta di essere tale. Continuerà a esserlo da un'altra parte. Con rammarico, lo capisco.

"E' un discorso di costi e benefici

che la Comunità si deve porre"

Il problema è quello che dicevo all'inizio: i costi e i benefici di una situazione di questo tipo. Di un trasferimento e di una realtà che é obiettivamente, diciamocelo, problematica Ma siamo in grado come città di reggere e di resistere una volta ogni quindici giorni a una cosa di questo tipo o no? Al disagio di andare a casa e di metterci un'ora in più, al rischio di trovare sporco o al rischio di trovare l'auto distrutta o di non poter far uscire di casa i bambini. Siamo in grado? Ripeto, ci sono altre situazioni, é vero, ci sono le pm10 che ci costringeranno alla bicicletta nelle prossime domeniche per esempio, come chi vive a ridosso di una strada ad alto traffico che vive il disagio quotidiano non come quello del 'Tardini' una volta ogni quindici giorni. Sono situazioni più accettate dalla nostra memoria collettiva perché si fa un gran parlare di situazioni, poi quando ci si va a vedere dentro ... esempio con il termovalorizzatore, che darebbe un carico inquinante solo dello 0,03% rispetto ad altre fonti di inquinamento ben più incidenti. E' un discorso di costi e benefici. Ripeto ne stiamo parlando.

"Il Parma può mettersi di traverso,

ma se il suo progetto non é realizzabile?"

Poi, detto fra noi, se non avremo questi Europei, se il Parma Calcio, lo ricordo,  che ha la concessione per utilizzare lo stadio fino al 2031 si dovesse mettere di traverso, noi non potremmo obbligarlo, certamente, a una scelta di questo tipo. Quindi ci sono alcune condizioni che alla fine se ci viene detto ... Faccio una domanda: è stato presentato un progetto sulla carta molto fittizio di ristrutturazione e se ci venisse detto: bene, molto bene, allora ristrutturate lo stadio. Fatta tutta la procedura urbanistica, le verifiche progettuali etc, si vedrebbe che quello stadio non è progettabile, non è ristrutturabile che cosa facciamo? Rinunciamo allo stadio? No, non si può. Allora lì si porrà veramente il tema di che cosa fare".

Notizia del 19 Febbraio 2010

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