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 Partita
strana, quella di domani contro la Lazio, la
quale naviga in cattive e limacciose acque. Se il campionato finisse
ora, la squadra biancoceleste retrocederebbe in serie B. Sfida
salvezza, é stata battezzata. Il Parma
Calcio, vincendola, svolterebbe in modo deciso verso
il colle di Barbiano. Si troverebbe già alle
porte di Felino. Le aquile romane, assicurandosela, si
risveglierebbero con una bella boccata d'ossigeno. Gara bizzarra,
indecifrabile, nel suo evolversi. Noi Crociati, sulla carta, partiamo
con i favori di ogni pronostico. Favoriti nella condizione (l'ottimo
pari contro i Campioni d'Italia dell'Inter) e dal campo amico, lo
stadio 'Ennio Tardini', nel quale,
oltretutto,
i tifosi ospiti non potranno entrare. La Lazio, di cui
é tifoso doc l'amministratore delegato del nostro 'club' ("
... ho condiviso con la gente laziale, non da professionista, ma da
tifoso, tante partite, gioie e dolori. Siccome mi sono temprato grazie
ai dolori che mi ha provocato la Lazio, approfitto per mandare un
messaggio ai tifosi: "Non vi imborghesite, c'è da soffrire e quindi
soffrite". Dopo le grandi sofferenze verranno le grandi gioie. Il Dna
del laziale non si può cambiare ..." - ha detto, l'altra sera, ai
microfoni di una radio della capitale,
Pietro Leonardi,
naturalmente augurandosi, da professionista, un successo del Parma),
giunge nel Ducato con un nuovo
allenatore, Edy Reja. Il suo avvento é stato agevolato e
sostenuto politicamente, nel senso letterario del termine,
dal sindaco di Roma, Giorgio Alemanno, e dal presidente della Camera,
Gianfranco Fini.
Perché
la Lazio, dicono, "si deve salvare". Perché Lotito,
raccontano "deve garantire una transizione dolce”. Perché,
soprattutto, narrano, "ballano miliardi e voti, quei circa
novantamila che movimenterebbero i tifosi laziali, spostandoli da una
candidatura verso, invece, l’astensione". Ha scritto Oliviero Beha
nella propria rubrica 'Alla moviola' su 'Il fatto Quotidiano', sotto il
titolo 'Un calcio al voto':"Alla moviola, oggi come ieri.
Messa a ferro e fuoco Formello, gli ultras della Lazio vogliono
“spezzare le reni” a Lotito, dopo averlo sopportato per cinque anni.
Dico di quando Lotito, figlio della sottopolitica destrorsa, ottenne
attraverso la politica nazionale e il presidente del Consiglio di
allora, un nome a caso, il famigerato decreto detto “spalma debiti” con
cui le società di calcio potevano usufruire di una rateizzazione
millenaria delle cifre dovute al fisco. Disse Berlusconi il 31 marzo del
2005: “Il caso della Lazio è particolare: si tratta di una squadra che
ha un numero enorme di sostenitori e che avrebbe potuto fallire con
gravi conseguenze di ordine pubblico”.Et voilà, ecco come 170 milioni di
euro di debiti “spalmati” in 23 anni, che scandalizzarono per lo spazio
di un mattino la Lega ma quella Nord (che pure tre anni prima aveva
votato la norma) e non quella del pallone, furono la firma alla
commistione tra calcio e politica, tra tifosi ed elettori, tra ricatto
degli ultras e normative cangianti contro ogni logica. Formello? E che
differenza c’è con gli incidenti in via Allegri, nel maggio 2000 annus
domini ma pure sanctus, quando gli Irriducibili (di Cragnotti !!!)
assediarono la Federcalcio perché De Santis aveva annullato un gol buono
al Parma (di Tanzi !!!!)
contro la Juve (degli Agnelli !!!!)? E con
domenica 13 novembre
2007, quando l’agente Spaccarotella sparò e uccise il laziale Gabriele
Sandri e la sera ultras laziali e romanisti assalirono le caserme,
trasformando una zona della capitale in un lotto di sanguinosa
guerriglia? Adesso che “per colpa di Lotito che ci vuole mandare in
serie B”, in tanti via internet dichiarano di non voler votare la
Polverini, la politica istituzionale
“preoccupata” si
tiene bassa e continua in questo perverso intreccio che scambia “una
testa un voto” con “un tifoso un voto”.
Naturalmente il discorso varrebbe anche rovesciato e va oltre destra e
sinistra. È una politica marcia che ha bisogno di un pallone marcio, e
un pallone marcio che può non dare segni di ravvedimento perché alla
politica delle “grida” inapplicate tutto sommato sta bene così".
Partita strana, Parma-Lazio. Da
vincere, senza timori, scrutando, all'orizzonte, il colle di
Barbiano.
Notizia del 13 Febbraio 2010
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