Se
pure dai teleschermi di Teleducato, l'emittente
compartecipata dal costruttore
Paolo Pizzarotti,
per bocca del conduttore di 'Calcio & Calcio', il giornalista Michele
Angella, nella puntata di ieri sera, si applaude, come nelle
settimane precedenti, alla candidatura di Parma quale una delle sedi
dell'Europeo di calcio 2016 e, soprattutto, si definisce come
strada "percorribile e realizzabile" quella della
ristrutturazione
dello stadio 'Ennio Tardini', un impianto storico da salvaguardare,
beh forse in materia dobbiamo davvero dormire sonni tranquilli.
Cospargiamoci il capo di cenere
per aver pensato
troppo male, per aver immaginato, per anni, l'interesse di un trasloco
in zona Fiere, a Baganzola, dove una società in cui figura il titolare
della nota impresa di costruzioni cittadina detiene terreni sui quali
sorgerà una nuova città, un prolungamento di Parma, con parchi, piste
ciclabili, centri commerciali e alberghi. Non dovremo neppure
gridare allo scandalo qualora
la realizzazione del
progetto di rivisitazione della leggendaria struttura di piazzale
Risorgimento, senza prostituirla all'eccesso, venga affidata alla
Pizzarotti per due motivi. Perché l'obiettivo del mantenimento dell'Ennio
nella propria naturale zona,
la quale lo qualifica, è stato raggiunto. Perché, poi, Pizzarotti il
Parma Calcio, in qualche modo, interessato
o disinteressato che sia, lo sta aiutando con la partnership di
Monte delle Vigne e
con l'acquisto di ottocento abbonamenti,
lanciando l'iniziativa 'Il Parma per tutti'. A meno che,
volendo fare gli iper-maliziosi, non sia tutta strategia e
domani, quando si entrerà nel vivo e si inizierà davvero a verificare il
progetto preliminare si scoprirà che la sua fattibilità,
per qualsiasi motivo, non sarà possibile. Non vediamo
l'ora, anche in questo caso, di spruzzare polvere sulle nostre testarde
zucche.