La
statistica sull'utilizzo della Maglie da parte di Udinese e
Juventus nelle ultime stagioni, pubblicata dal nostro sito
venerdì pomeriggio, stimolata dal
nuovo
direttore generale del Parma Calcio, Pietro Leonardi, con
le
dichiarazioni proferite in giugno, nelle sue prime giornate
ducali. I dati emersi da questo computo, i quali hanno
categoricamente smentito la teoria del dirigente romano.
L'uso delle divise da gioco da
parte delle venti squadre di serie A nella prima giornata del
campionato 2009/2010. Sono i tre elementi che ci
hanno portato indietro nel tempo, all'annata agonistica
2004/2005, terminata con il trionfo del
18 giugno 2005 a
Bologna, nello spareggio che valse la conquista (si
badi bene, non la salvezza) della massima categoria. Ci hanno
ricondotto al pensiero in materia del dg di allora, quel Luca
Baraldi, modenese d'origine e parmigiano d'adozione, con il
quale in molte circostanze non fummo teneri,
ma al quale
abbiamo saputo conferire meriti quando li valse.
Uno
di questi, il principale per quanto ci riguarda, fu il ritorno,
come prima Maglia ufficiale, della Crociata, seppur con la croce
tinta di un blu scuro, quasi nero (la seconda muta, che si usò
come prima solo in Coppa Uefa, rimase la gialloblu a strisce
orizzontali). Ebbene, ora, il teorema baraldiano,
di fronte agli incontrovertibili numeri che abbiamo raccolto e
alla
teoria leonardiana sulla rotazione delle divise,
torna in auge. Il colore della prima maglia dell’Udinese è
identico a quello della Maglia del Parma, al di là che i
friulani abbiano le strisce verticali, mentre noi abbiamo la
croce nera su campo bianco. Considerato che l’Udinese ha giocato
un numero impressionante di gare (anche in trasferta, oltre a
tutte quelle in casa) con la maglia bianconera, per associazione
di idee si può confermare l’assioma di Luca Baraldi al Parma
Calcio 2004/2005, quando aveva sostenuto come la nostra
squadra, per le caratteristiche della Crociata,
avrebbe potuto giocare (situazione che, in effetti, si
verificò in quella stagione) sempre con la Maglia
identificativa del 'club' dal
16 Dicembre 1913,
facendo ricorso pochissime volte (forse mai) alla seconda (che
era quella a strisce orizzontali gialloblù, titolare di Coppa
Uefa).
Ne consegue come ancora oggi il Parma, seguendo l’esempio
dell’Udinese, e di tutte le squadre italiane, potrebbe giocare
sempre con la sua prima Maglia o quasi, cambiandola solo nei
casi di evidente confondibilità (da
regolamento di Lega Calcio) delle cromie, sia in casa che in
trasferta, anziché essere l’Arlecchino del campionato, avendo
cambiato in valore assoluto il maggior numero di tinte delle
proprie casacche nelle ultime due stagioni.