Stagione 2009/2010

Da lassù in loggione in onore di Tommaso

A chi era diretto l'invito pronunciato ieri da Tommaso Ghirardi

 DESTINAZIONE PEDRIGNANO

 Principalmente ai Barilla, ma non solo, "perché questo gioco é caro"

Neppure con tanta malizia, si osa pensare come l'ennesimo appello del presidente del Parma Calcio, Tommaso Ghirardi, rivolto ieri, dal palco del Teatro Regio, intervistato, alla consegna del premio 'Ercole Negri', dal direttore di Tv Parma, televisione di proprietà della locale Confindustria, Andrea Gavazzoli, all'imprenditoria parmigiana affinché lo affianchi nel proprio progetto sportivo, avesse destinatari precisi anziché generici. Rispondenti all'identità dei fratelli Guido e Paolo Barilla, patrocinatori, con il marchio della propria azienda con sede nella zona Nord della città, a Pedrignano, di 'Sport Civiltà', la manifestazione in cui era inserita la speciale attestazione della Comunità Crociata al numero uno di piazzale Risorgimento. Presenti in sala quali sostenitori della tradizionale iniziativa, giunta alla sua trentatreesima edizione e per conferire il riconoscimento 'Una vita per lo sport' ad Alfredo Martini, storico selezionatore della Nazionale di ciclismo, una delle discipline sportive di fatica da loro particolarmente apprezzate oltre che praticate. Del resto sono rimasti gli unici titolari delle grandi industrie parmigiane, se si eccettua la Parmalat di Enrico Bondi o la farmaceutica Chiesi, dopo gli impegni del costruttore Paolo Pizzarotti e della famiglia Rosi proprietaria di Parmacotto (ieri rappresentata, anche per dovere di promotore dell'evento, dal capostipite Marco) a non  avvicinarsi ancora, in qualsiasi forma, in questa stagione, all'ambiziosa, fresca e giovane progettualità del sodalizio calcistico cittadino appena ritornato nella massima categoria. Il messaggio di Tommaso Ghirardi è stato pronunciato con duplicità, sempre con il suo simpatico e pacioso sorriso sulle labbra. In modo diretto, in principio, quando ha detto, guardando le prime poltrone, dove erano seduti i Barilla:" ...  Io auspico a tanti giovani, a tanti eredi di grandi famiglie, di grandi dirigenti, di entrare nel calcio come ho fatto io ...". Indirettamente, al termine del proprio intervento, allorché, osservando ancora quella direzione, ha invocato:" ... Speriamo che anche l’economia di Parma – qui ci sono tanti dirigenti e tanti imprenditori – speriamo che l’economia di Parma mi permetta sempre di più di mantenere questo gioco caro, perché è un gioco caro… Ripeto, spero di rimanere qua a lungo…”. A meno che l'invito presidenziale non fosse indirizzato, davvero genericamente, a tutta la classe imprenditoriale autoctona. Sprone per gli assenti ma pure per coloro i quali, già di recente ingaggiati dal Parma Calcio, si auspica, chissà, si vincolino ulteriormente a esso.

Il testo integrale dell'intervista di Andrea Gavazzoli

al presidente del Parma Calcio

Tommaso Ghirardi, voi in Lega come cercate di migliorare il mondo del calcio?

“E’ una domanda molto difficile. Innanzitutto ringrazio tutto il pubblico per il fatto di essere qui (applausi). Ringrazio i Veterani dello Sport che mi hanno dato questo ambitissimo Premio: sono veramente orgoglioso. Migliorare il calcio è difficile, perché poi, alla fine, è lo sport più amato dagli italiani e dunque vuol dire che poi così male non è. Chiaramente tutti abbiamo degli scheletri nell’armadio e anche il calcio, probabilmente, ne detiene. Cerchiamo di portare una ventata di giovani: è questo che voglio dire. Io auspico a tanti giovani, a tanti eredi di grandi famiglie, di grandi dirigenti, di entrare nel calcio come ho fatto io, ovviamente con tanto entusiasmo, con tanta voglia di crescere portare una ventata di gioventù, qualche idea nuova e magari un po’ di spregiudicatezza che poi, magari, viene premiata con i risultati sportivi”.

Lei ha parlato di scheletri nel’armadio e spregiudicatezza: in un’estate non molto lontana, era il 2000, in Sicilia, lei mi disse di avere comprato una squadra, e che avrebbe giocato con il Parma. Intendeva dire, allora, contro il Parma o mi stava nascondendo che aveva in animo di acquistare proprio il club crociato?

“Ero anche all’epoca ambizioso. Avevo cominciato a fare calcio nel mio piccolo paese e sono arrivato alla Serie C, che è un po’ come la Champions League per una squadra di poco meno di 10.000 abitanti. Dopo di che io, avendo studiato a Parma, ho vissuto un po’ qua, avendo degli amici in città, come il qui presente Andrea, che già conoscevo da tanti anni e perciò vivevo questa realtà. Per cui quando c’è stata l’opportunità di poter acquisire questa importante squadra, ma non tanto perché era appunto una squadra di serie A, ma perché aveva dei valori che io avevo conosciuto andando allo stadio in giovane età, una città eccezionale e soprattutto, comunque, vicina a casa mia, perché io comunque abito a 70 chilometri e come intendo io fare sport, fare calcio, vuol dire andare a vedere almeno un allenamento alla settimana, ve lo può confermare il mister che è qui presente, lui magari non sarà così contento, ma io vado sempre a controllare. Perciò vuol dire avere una vicinanza alla mia città, al mio paese, in più la tradizione di Parma, questo Teatro, la storia, la lirica, la cucina, che io non trascuro, ma che rappresento, mi ha portato ad avere l’onore ed il piacere, insieme alla mia famiglia, di acquistare questa squadra importante”.

In pochi anni, in un lasso di tempo brevissimo, lei ha già vissuto tutte le emozioni: salvezza, retrocessione, promozione. E domani?

“Io ti conosco troppo bene, per cui non rispondo a quello che tu vorresti farmi dire…Io voglio esclusivamente rimanere in serie A, noi siamo una neopromossa, come dico sempre siamo una provinciale, anche se un pochino di lusso, stiamo facendo un grande campionato: è l’occasione per ringraziare il Direttore Pietro Leonardi e il mister Francesco Guidolin, (applausi), rimaniamo con i piedi per terra, raggiungiamo al più presto possibile i 40 punti che è la quota salvezza, dopo di che non è vietato sognare e perciò vedremo come andrà a finire".

Le offerte arrivano e sono piacevoli perché fino a pochi mesi fa ce le sognavamo: a Gennaio come sarà per Mariga e Galloppa? Restano?

“Questi non sono argomenti di attualità: noi siamo orgogliosi dei giocatori che abbiamo, siamo orgogliosi di avere una delle squadre più giovani del campionato di Serie A, e siamo orgogliosi di essere, quinti o sesti o settimi, bisogna vedere come la leggiamo la classifica. Perciò noi cercheremo di trattenere il più a lungo possibile i nostri giocatori. E’ chiaro che bisognerà anche analizzare bene quali saranno le nostre esigenze per il futuro e le esigenze dei giocatori stessi, perché io pretendo molta determinazione, molto impegno; pretendo che abbiano degli stimoli molto importanti, perciò per i nostri giocatori il Parma deve essere il non plus ultra, il massimo da raggiungere. Fin che i giocatori avranno questi stimoli staranno con noi, quando non avranno più questi stimoli vedremo anche noi di fare i nostri interessi”.

C’è un punto fermo che si chiama Leonardi e l’altro punto fermo, che a noi interessa molto, è Ghirardi: Ghirardi è un punto fermo in tutti i sensi per la nostra città?
 

“Sono visibilmente presente…”

Infatti ha fatto subito amicizia con Piovani: frequenta brutte compagnie…

“Senza nulla togliere al Direttore pensavo ci fosse Piovani a premiarmi, così sarei sembrato più magro, invece c’è Molossi che è un figurino, ma è un piacere lo stesso… Io sono orgoglioso di essere qui a Parma, senza presunzione posso affermare di sentirmi amato. Sono contento di questa città, vivo bene questa esperienza sportiva: perciò spero di restare il più lungo possibile. Speriamo che anche l’economia di Parma – qui ci sono tanti dirigenti e tanti imprenditori – speriamo che l’economia di Parma mi permetta sempre di più di mantenere questo gioco caro, perché è un gioco caro… Ripeto, spero di rimanere qua a lungo…”

Notizia del 17 Novembre 2009 

 

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