Avevamo
un presentimento, un brutto presagio,
che questa mattina a chi
ci segue su queste frequenze avevamo lasciato intendere.
Un'intuizione che, purtroppo, si è avverata. La
grande assente, oggi, alla presentazione del main sponsor
2009/2010 del Parma Calcio, la
Manifattura Riese con il suo
celebre marchio Navigare, era la prima e originaria
Maglia del
nostro 'club', la Crociata. Insieme a Lei mancava anche la terza
casacca registrata in Lega Calcio per il campionato che inizierà
domenica, la presidenziale a righe verticali gialle e
blu. Al giocatore modello dell'occasione, il giovane
bomber Alberto Paloschi, accompagnato in sala stampa, allo
stadio 'Ennio Tardini', da Danfio Bianchessi, in arte 'Il
Bianco', responsabile del
Centro Sportivo di Collecchio, é
stata fatta indossare solamente la seconda divisa, quella blu.
Un colore che si sposa alla perfezione, non c'è che dire, con
logo, mission e caratteristiche produttive dell'azienda
sponsorizzatrice. A mettere le mani avanti, illustrandone le
motivazioni, prima ancora che dalla platea si levassero le
domande, è stato il direttore organizzativo Corrado Di Taranto:"Non
vedete, oggi, la Maglia Crociata e la Maglia a strisce
verticali, perché su queste due casacche si stanno facendo
diverse prove al fine di scegliere la soluzione migliore, in
entrambi i casi, per esaltare al meglio logo e scritta dello
sponsor. E' anche per questo motivo che domenica sera, a
Udine,
giocheremo con la muta blu". Una motivazione ulteriore che
si aggiunge a quella di per sé intrinseca con le tinte delle
maglie dell'Udinese, il bianco e nero, per cui da sempre, in
trasferta, allo stadio 'Friuli', il Parma Calcio ha giocato con
la sua seconda divisa. La percezione, però, augurandoci di
sbagliare, è che anche nella prima sfida casalinga,
contro il
Catania, domenica 30 agosto, la nostra squadra non scenda sul
campo di piazzale Risorgimento con la sua prima originaria e
ufficiale Maglia, la Crociata, bensì con la
riserva blu,
cominciando a contravvenire, tra l'altro, come più volte
accaduto nella passata stagione,
allo specifico regolamento di
Lega Calcio. Se, poi, ci sovvengono le parole espresse nei
giorni del suo insediamento nel Ducato dal
nuovo direttore
generale, Pietro Leonardi, sul
valzer delle mute per
dovere di sponsor, siamo a livelli di allarme e di guardia da
tenere molto alta. Anzi, altissima. Oltretutto rappresenterebbe
davvero uno scherno non da poco veder scalzare e
umiliare la Crociata per il Dio denaro portato a Parma da una
ditta d'oltr'Enza.
Di cui si apprezzano, è vero, lo sforzo
economico e la disponibilità nel sorreggere un bel progetto
sportivo, a differenza dei sordi industriali parmigiani, ma
farsi calpestare uno dei simboli della parmigianità, della
nostra Comunità, dai cugini reggiani nel nome di una loro
griffe mercantile sarebbe davvero troppo. A
quel punto non ci sarebbe aiuto finanziario che tenga.
UNA SOLA STORIA, UNA SOLA MAGLIA