Stagione 2009/2010

 

Il ricordo della prima partita di campionato nella Genova blucerchiata
  LA SVENTURA DI MARLIA

 Una traversa su punizione, un rigore parato e cinque gol subiti in un tempo

 

Non è mai stato un campo facile, per il Parma Calcio, quello che, nel quartiere di Marassi, a Genova, in pieno centro cittadino, sorge a fianco del carcere da cui prende il nome la zona. Sia nell'affrontare il Genoa che nello sfidare la Sampdoria, oggi momentanea capolista della massima categoria del pallone italico, a cui la squadra Crociata tornerà a far visita fra due giorni. Il prospetto delle partite dal 'club' di piazzale Risorgimento qui disputate, su sponda doriana, in campionato, scartando le occasioni di Coppa Italia, racconta di sedici circostanze, caratterizzate da undici vittorie dei padroni di casa, due pareggi (nella stagione 1993/1994 e in quella 1996/1997) e tre nostri successi, due dei quali, rispettivamente con i mister Claudio Cesare Prandelli e Mario Beretta in panchina, nelle annate agonistiche 2003/2004 e 2005/2006, conquistati negli ultimi cinque incontri giocati dalle due compagini sul suolo genovese. La prima di questo trio di affermazioni si compì nella serie A 1998/1999, al dodicesimo turno, il 6 dicembre 1998, per zero reti a due, con doppietta dell'ex blucerchiato Enrico Chiesa, il quale andò in gol appena prima dell'intervallo (44' del primo tempo) e subito dopo il canonico quarto d'ora di riposo negli spogliatoi (1' della seconda frazione), tramortendo, in questo modo, la Sampdoria allenata da Luciano Spalletti, poi retrocessa in serie B. Il Parma era quello, formidabile, affidato alla preparazione di Alberto Malesani, delle tre coppe vinte in tre mesi (Coppa Italia, Coppa Uefa, Supercoppa italiana), ma dello scudetto alla portata e sfumato, con un quarto posto a distanza siderale (quindici punti, 55 contro 70) dal Milan tricolore. Solo ricordarne lo schieramento di quella domenica, allo stadio 'Luigi Ferraris' di Genova, mette i brividi a tanti sostenitori: Buffon, Thuram, Sensini, F.Cannavaro, Fuser, D.Baggio (81' Mussi), Boghossian, Vanoli, Veron (70'Fiore), Chiesa, Crespo. Emozioni per i campioni di caratura mondiale che, all'epoca, furono chiamati a difendere la Bandiera calcistica di Parma, sotto l'egida e grazie ai soldi sporchi della Parmalat di Calisto Tanzi, la cui grandezza, dopo qualche anno, ci fece vergognare di fronte al mondo intero. Palpiti diversi da quelli che a generazioni di tifosi Crociati ancora in forma, ma non più giovanissimi, possono suscitare altre gesta, le quali evochiamo, seppur perdenti, per tramandarle al futuro della nostra Comunità, al fine di non disperderne la storia, mantenendo fisso nella mente, non solo nel cuore, cosa siamo stati e da dove veniamo. Sono quelle della prima gara disputata in assoluto nell'impianto sportivo di Marassi, a Genova, dal Parma Calcio, contro il locale 'club' blucerchiato. Unico confronto, fra le due società, naturalmente appaiato a quello nella medesima competizione giocato allo stadio 'Ennio Tardini' di Parma, consumato nella categoria cadetta. Fu anche la prima trasferta nella dimora sampdoriana per la nostra tifoseria quando ancora non si era stretto il forte gemellaggio (un rapporto d'amicizia che nacque a Parma, dieci anni più tardi, il 7 ottobre 1990) ancora in auge. La stagione era la travagliata 1979/1980, culminata con l'immediato ritorno in serie C1, da dove eravamo saliti l'anno precedente con l'epico spareggio contro la Triestina a Vicenza. Il giorno era domenica 17 febbraio 1980. Si trattava del primo impegno del nuovo allenatore Crociato, Tom Rosati, il quale aveva sostituito l'esonerato Cesare Maldini, artefice della promozione di qualche mese prima. Quella decisione del presidente Ernesto Ceresini fu l'ultimo tentativo di raddrizzare la baracca, dopo un girone d'andata terminato al penultimo posto, con quindici punti, e un ritorno cominciato con due sconfitte, a Brescia e in casa con il Lecce. Rosati aveva la fama di essere un tecnico duro, di coloro i quali, con  giocatori, usano le maniere forti, una sorta di sergente di ferro. Il suo esordio con il Parma, sul terreno di gioco blucerchiato, fu memorabile, contraddistinto da episodi e da un andamento dell'incontro che la scoppola del pesante risultato finale, una sonora e inesorabile disfatta per 5 a 0 non lascerebbe intendere. Il primo tempo visse di un sostanziale equilibrio, con la nostra squadra la quale, addirittura, recriminò per una traversa colpita da Marino Marlia su calcio di punizione. A far lottare i Crociati con il coltello fra i denti fra le mura amiche di un avversario da metà classifica forse furono i quindici milioni di lire che Ceresini mise a disposizione come premio partita. Un incentivo in più, nella speranza di un risultato che riportasse, insieme a benefici per la graduatoria, anche morale. Nella ripresa, però, si perpetrò il crollo. La Sampdoria passò in vantaggio con Genzano. Dopo poco raddoppiò con Orlandi. Marlia, ancora lui, si fece parare un calcio di rigore che poteva riaprire la partita. Infine i padroni di casa dilagarono e chiusero con una cinquina, che resterà la sconfitta più pesante del campionato, in cui ci si classificherà penultimi con 27 punti (solo il Matera fece peggio, 26 punti). Agli ordini del celebre arbitrò Gino Menicucci la formazione Crociata si presentò a Genova con Boranga, Caneo, Parlanti, Baldoni, Matteoni (58' Scarpa), Marlia, Zuccheri, Mongardi, Casaroli, Torresani e Bonci.

 

 

 

 

Notizia del 2 Ottobre 2009

 

 

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