"E'
un rapporto elastico", quello tra
Parma Calcio e Banca Monte. Per usare la definizione
dell'avvocato Paolo Paglia, consigliere d'amministrazione e
membro del comitato esecutivo dell'unico istituto di credito a
dna completamente locale. "E' un'intesa che va al di
là della stima reciproca tra le due realtà, perché fondata dal
rapporto umano che intercorre tra i due rispettivi presidenti,
Tommaso Ghirardi e Alberto Guareschi, che conferisce un valore
aggiunto alla relazione", per riportare la descrizione di
Pietro Leonardi, nuovo direttore generale del 'club' Crociato.
Il legame è talmente flessibile, malleabile e modificabile,
imperniato su affiatamento, affinità e considerazioni personali fra
i numeri uno delle due entità che i suoi due protagonisti
principali, Ghirardi e Guareschi, lasciano la scena odierna della
presentazione del nuovo accordo di sponsorizzazione agli
aziendali uomini di fiducia, tra i quali, a far gli onori di
casa, nella saletta presidenziale che confina con la sala
delle feste, a Palazzo Sanvitale, il sempre dedito,
meticoloso e preciso direttore commerciale del Monte, Erico
Verderi. Il vincolo è così accomodante e ragionevole che,
addirittura, il compito di illustrare i contenuti del
nuovo accordo da jersey sponsor sulle
Maglie per la
stagione 2009/2010 viene affidato, ironia della sorte, a
Paglia,
consigliere d'amministrazione del Parma fino allo scorso mese di
dicembre, quando venne sostituito da Arturo Balestrieri nel
ruolo di rappresentante di quel
10% di proprietà del sodalizio
calcistico in mano alla banca territoriale per antonomasia.
Al
di là delle rituali parole di circostanza, condensate
nell'istituzionale comunicato stampa dell'occasione,
da leggere
sul sito ufficiale della società di piazzale Risorgimento, da
liturgia distribuito ai convenuti, meritano le risposte alle
domande compiute da alcuni interlocutori presenti interessati a
entrare nel merito dei contenuti della collaborazione. La sua
durata, innanzitutto, da noi interpellata
dopo la notizia
sparata dalla Gazzetta di Parma, nei giorni scorsi, di una
scadenza pluriennale. "Assolutamente no, questa
sponsorizzazione è annuale, ma si contraddistingue per
l'elasticità, in quanto può essere ampliata e riempita in
termini di significati, intendo, andando al di là della mera
apparizione sulle Maglie" - precisa Paolo Paglia. Un
assist perfetto per Pietro Leonardi, il quale, accompagnato
da Mirco Levati, responsabile per le relazioni esterne,
ostentando all'occhiello della giacca del suo impeccabile abito
scuro la spilla con lo scudo societario gialloblu-Crociato,
raccoglie e anticipa iniziative che si stanno valutando:"Questo
accordo andrà oltre. Con Banca Monte stiamo studiando sia
proposte benefiche, di natura sociale, che rivolte alle
giovani
generazioni, da portare, insieme, allo stadio". Curiosità
per l'ammontare, economico logicamente, della partnership,
stimolata dalla giornalista di Polisquotidiano, la quale cita il milione e mezzo di Euro recentemente indicato dal
giornale confindustriale 'Il Sole 24 Ore' per il Parma Calcio.
No comment, quasi da cerotto sulle labbra, da acqua in bocca, da
parte di Paglia:"E' un dato che assolutamente non sono
autorizzato a rivelare, anche perché l'accordo, nei dettagli, è
in via di definizione. Sicuramente è minore rispetto all'anno
passato, quando eravamo main sponsor". Puntualizzazione di
Leonardi, il quale, alla fine, un po' di numeri li sciorina
senza tentennamenti:"Secondo me quel dato si riferisce
all'intera somma che percepiamo dalle sponsorizzazioni sulle
casacche e da quella dello sponsor tecnico". Aggiungiamo noi
che si tratta anche dell'importo complessivo garantito da GSport,
azienda
titolare del marketing Crociato, oggi presente dietro
le quinte con il referente
Martino Ferrari, nella convenzione di esternalizzazione del
comparto stipulata con la nostra società sportiva. In
percentuale di quella cifra quanto è relativo ai marchi che si
appiccicano sulle Maglie? "Un 30-40%" - dirime il dg.
Il cappello alla conferenza stampa di presentazione lo
appoggiamo cortesemente noi, domandando se conseguentemente a
tutte le riflessioni odierne, la componente azionaria di
Banca
Monte,
quanto a quote, nella proprietà del
Parma Calcio rimanga,
al momento, immutata oppure se, nel prossimo avvenire, cambierà.
Ascolta Marco Ferrari, il giovane imprenditore che rappresenta
l'altra fetta (un 5% acquisito, in gennaio, proprio
dall'istituto di credito) di parmigianità pura nel patrimonio societario, il
quale ha voluto partecipare, in platea, all'evento odierno. La
chiosa doverosa alla nostra conclusiva osservazione, però, per funzioni e cariche rappresentate,
almeno oggi, é stata di Paolo Paglia:"Per adesso no. Non so
se a lungo medio termine ci saranno cambiamenti". Giacché la
natura del rapporto, come ha sottolineato lui stesso nel suo
intervento, è "elastica".