Ecco
la presentazione del nuovo allenatore Crociato, Francesco Guidolin, da
parte della graffiante
Premiata
Salumeria Ghirardi: "Noi, poveretti, che per tornare in serie A,
ci affidiamo a San Francesco". Buona lettura. Con una
raccomandazione e un consiglio per l'uso, considerato come, di questi
tempi, la tipica goliardia parmigiana, utile per sdrammatizzare, non sia
ancora stata compresa e causi pruriti: un sorriso, spesso, é il miglior
stimolo per affrontare una crisi o un problema.
IO SONO FRANCESCO
Il
personaggio è travagliato. Basti ricordare tutte quelle che gli sono
successe tra il 23 aprile 2007 e il 30 settembre 2008. La prima data
coincide col suo esonero dal Palermo: il Parma di Ranieri liquida per
4-3 i rosanero alla Favorita e Guidolin è costretto a fare le valigie.
Via, a pedate nel sedere. Viene richiamato in Sicilia a meno di un mese
di distanza, il 14 maggio. La squadra, grazie a due vittorie
consecutive, raggiunge sotto la sua guida la coppa Uefa. Dunque
Zamparini - forse per ripagarlo - lo rimpiazza con Stefano Colantuono.
Chapeau. San Francesco ringrazia e porta a casa. Per dimenticare si
dedica alla sua grande passione, il ciclismo. Fra gli amici è
considerato un grande scalatore. Zamparini, invece, lo considera un
tecnico usa e getta. Tanto che a novembre ha il coraggio di richiamarlo
per la quarta volta, proprio come sostituto di Colantuono. E lui ha il
coraggio di accettare. Alla prima conferenza stampa, ecco il siparietto.
San Francesco ironizza: “Zamparini è il miglior presidente del mondo,
dal martedì alla domenica”. Baci e abbracci. L’esonero arriva prima
della fine dello stesso campionato, dopo una sconfitta casalinga contro
il Genoa. Guidolin prende e, di nuovo, porta a casa. Nota di colore: chi
arriva al suo posto? Stefano Colantuono, ovvio. Ora, al di là delle
miserie. A noi Francesco Guidolin è sempre stato abbastanza antipatico.
Sarà quella vocina un po’ tremolante. Sarà quella lieve tendenza al
vittimismo che fece toccare picchi d’intolleranza ad alcuni tifosi
bolognesi. Sarà, poi, che l’ultimo allenatore veneto a sedersi sulla
panchina del Parma è stato un certo Alberto Malesani. Sarà quello che
volete. Noi, di certo, ce la ricordiamo bene quella volta che San
Francesco, tutto preso dall’ira, si scagliò contro Prandelli e Mutu,
dopo che il romeno aveva ignorato un giocatore a terra per involarsi
nell’area del Palermo e infilare il portiere. Noi quel giorno ce lo
ricordiamo. Perché in quel momento, vedendolo tutto furente mentre
inveiva contro il Giuda dell’Est, abbiamo pensato: «Poveretto». E oggi,
che ci troviamo di fronte al quarto allenatore «trombato» da Sua
Circonferenza. Già sufficientemente traumatizzati dalle cure Di Carlo e
Cuper. Noi, che speravamo in un campionato tranquillo e condotto in
porto come si deve. Noi, che ci troviamo a riporre nelle mani di San
Francesco le nostre speranze di serie A. Nonché i sogni di un campionato
gioioso e illuminato. Noi, pessimisti fin quanto volete, ci guardiamo
allo specchio e pensiamo: «Poveretti».
Notizia del 02 Ottobre 2008