Si è tenuto oggi
all'Università di Parma, nella sala dei Cavalieri,
un convegno sulle prospettive di business
nel settore dell'impiantistica sportiva in Italia. L'iniziativa,
promossa dall'Università degli Studi di Parma in collaborazione con la
società Stage Up, ha sostenuto la partecipazione al primo Master in
Organizzazione dello Sport e dello Spettacolo Sportivo, MOSS. Davanti ad
una platea eterogenea e diversificata, alcuni relatori hanno parlato del
loro concetto di impiantistica sportiva, riportando le loro esperienze.
Luigi Allegri, professore dell'Università, con il suo piglio
effervescente e la verve che contraddistingue i suoi interventi, ha
introdotto l'argomento dando il benvenuto dell'Ateneo. Vittorio Adorni,
assessore del Comune di Parma, dal canto suo ha portato il benvenuto
istituzionale, ma il suo contributo è risultato abbastanza scontato e
poco articolato. Il suo auspicio è che gli stadi siano utilizzabili
anche durante la settimana, non solo alla partita, ma non è andato oltre
a ricordare gli scontati centri commerciali, ristoranti, cinema, etc.
etc. Da notare la sua riflessione sul futuro del
Tardini, che ha così definito:
"Sicuramente è uno stadio intoccabile, ma che comincia a diventare
insicuro, e se il problema è quello della sicurezza, si deve ragionare
in prospettiva". La sensazione è che, preferendo legittimamente
essere ricordato per le vittorie nel ciclismo piuttosto che per essere
l'assessore che ha spostato lo stadio a Parma, abbia tenuto un profilo
basso, ma che in Comune di questa cosa se ne parli da tempo. E' poi
intervenuto Giovanni Palazzi, presidente e ad di Stage Up, introducendo
cifre e nozioni degli impianti sportivi in Italia, con le rispettive
prospettive di sviluppo. Da lui sono arrivati dati e osservazioni
sull'utilizzo degli stadi in termini di ritorno economico e di sicurezza
nell'utilizzo. Il quarto intervento è stato quello dell'onorevole Mauro
del Bue, socialista, legislatore di un approvato disegno di legge che
permette il cambio di destinazione da "stadio" a "centro
commerciale", come al Giglio di Reggio Emilia. In questo modo gli
stadi possono cambiare destinazione molto più velocemente di prima. Nel
suo intervento, tra i meno interessanti e condivisibili della giornata,
ha spiccato la proposta di "sciogliere le bande violente per
riportare le famiglie allo stadio". Il primo pensiero è stato quello
di fare la stessa cosa in Parlamento, eliminando chi ha commesso reato
tra i parlamentari e riportando la voglia di votare senza turarsi il
naso alle famiglie, ma ci stava anche il suo intervento per quanto
inutile e di una pochezza allucinante. Giuseppe Marotta, amministratore
delegato della Sampdoria, ha ricordato gli altissimi costi che sia Genoa
e Doria si sobbarcano per giovare a Marassi: 3 milioni di euro a testa,
malgrado le difficoltà incredibili in cui si trovano quando devono
gestire eventi sportivi in uno stadio in cui manca qualsiasi tipo di
infrastruttura, a partire dai parcheggi. E' stata infine la volta di
Tommaso Ghirardi. Da lui ci aspettavano solo alcune parole, e lui le ha
dette. Attenzione alle esigenze dei tifosi, stadio come aggregazione
sociale e poi la riflessione sul Tardini, che per lui è uno dei migliori
in serie A. Come Parma Calcio non hanno
mai chiesto uno stadio nuovo, ha precisato scandendo bene le parole.
Poi, dando un colpo al cerchio e uno alla botte, si è dichiarato vicino
a chi vuol tenere lo stadio in città (tifosi) ma anche al Comune, che
magari fa riflessioni diverse. Insomma, la morale della giornata è
stata: in futuro gli stadi dovranno essere ripensati, riqualificati,
gestiti diversamente. I soldi non possono arrivare solo dai privati, ma
anche dalle istituzioni.
Per quanto ci riguarda, al momento, il Tardini
non è oggetto di spostamenti, ma di certo, se il problema sicurezza si
palesasse sempre più frequentemente, allora i ragionamenti su dove
spostarlo comincerebbero a prendere forma. Da segnalare, tra gli ospiti
che poi sono intervenuti, Vittorio Munari, sportivo proveniente dal
rugby. Con la sua lucidità di pensiero, filosofia aperta al concetto di
aggregazione, giusto peso da dare al divertimento e non solo ai soldi ha
incantato la platea, di fatto schiaffeggiando altri interlocutori
apparentemente più blasonati di lui. La differenza, però, per chi lo
ascoltava era evidente: lui parlava come sportivo e con il cuore, altri
hanno messo davanti a tutto il portafoglio. La differenza, sempre più
spesso, è solo questa.
Notizia del 11 Settembre 2008