Stagione 2008/2009

 

IL 'TARDINI'

NON SI SPOSTA E NON SI PROSTITUISCE

La cronaca della scialba tavola rotonda odierna sul futuro degli stadi italiani
IL PORTAFOGLIO DAVANTI A TUTTO
     Ignorati il vero senso dello sport, l'aggregazione e il divertimento
 

Si è tenuto oggi all'Università di Parma, nella sala dei Cavalieri, un convegno sulle prospettive di business nel settore dell'impiantistica sportiva in Italia. L'iniziativa, promossa dall'Università degli Studi di Parma in collaborazione con la società Stage Up, ha sostenuto la partecipazione al primo Master in Organizzazione dello Sport e dello Spettacolo Sportivo, MOSS. Davanti ad una platea eterogenea e diversificata, alcuni relatori hanno parlato del loro concetto di impiantistica sportiva, riportando le loro esperienze. Luigi Allegri, professore dell'Università, con il suo piglio effervescente e la verve che contraddistingue i suoi interventi, ha introdotto l'argomento dando il benvenuto dell'Ateneo. Vittorio Adorni, assessore del Comune di Parma, dal canto suo ha portato il benvenuto istituzionale, ma il suo contributo è risultato abbastanza scontato e poco articolato. Il suo auspicio è che gli stadi siano utilizzabili anche durante la settimana, non solo alla partita, ma non è andato oltre a ricordare gli scontati centri commerciali, ristoranti, cinema, etc. etc. Da notare la sua riflessione sul futuro del Tardini, che ha così definito: "Sicuramente è uno stadio intoccabile, ma che comincia a diventare insicuro, e se il problema è quello della sicurezza, si deve ragionare in prospettiva". La sensazione è che, preferendo legittimamente essere ricordato per le vittorie nel ciclismo piuttosto che per essere l'assessore che ha spostato lo stadio a Parma, abbia tenuto un profilo basso, ma che in Comune di questa cosa se ne parli da tempo. E' poi intervenuto Giovanni Palazzi, presidente e ad di Stage Up, introducendo cifre e nozioni degli impianti sportivi in Italia, con le rispettive prospettive di sviluppo. Da lui sono arrivati dati e osservazioni sull'utilizzo degli stadi in termini di ritorno economico e di sicurezza nell'utilizzo. Il quarto intervento è stato quello dell'onorevole Mauro del Bue, socialista, legislatore di un approvato disegno di legge che permette il cambio di destinazione da "stadio" a "centro commerciale", come al Giglio di Reggio Emilia. In questo modo gli stadi possono cambiare destinazione molto più velocemente di prima. Nel suo intervento, tra i meno interessanti e condivisibili della giornata, ha spiccato la proposta di "sciogliere le bande violente per riportare le famiglie allo stadio". Il primo pensiero è stato quello di fare la stessa cosa in Parlamento, eliminando chi ha commesso reato tra i parlamentari e riportando la voglia di votare senza turarsi il naso alle famiglie, ma ci stava anche il suo intervento per quanto inutile e di una pochezza allucinante. Giuseppe Marotta, amministratore delegato della Sampdoria, ha ricordato gli altissimi costi che sia Genoa e Doria si sobbarcano per giovare a Marassi: 3 milioni di euro a testa, malgrado le difficoltà incredibili in cui si trovano quando devono gestire eventi sportivi in uno stadio in cui manca qualsiasi tipo di infrastruttura, a partire dai parcheggi. E' stata infine la volta di Tommaso Ghirardi. Da lui ci aspettavano solo alcune parole, e lui le ha dette. Attenzione alle esigenze dei tifosi, stadio come aggregazione sociale e poi la riflessione sul Tardini, che per lui è uno dei migliori in serie A. Come Parma Calcio non hanno mai chiesto uno stadio nuovo, ha precisato scandendo bene le parole. Poi, dando un colpo al cerchio e uno alla botte, si è dichiarato vicino a chi vuol tenere lo stadio in città (tifosi) ma anche al Comune, che magari fa riflessioni diverse. Insomma, la morale della giornata è stata: in futuro gli stadi dovranno essere ripensati, riqualificati, gestiti diversamente. I soldi non possono arrivare solo dai privati, ma anche dalle istituzioni. Per quanto ci riguarda, al momento, il Tardini non è oggetto di spostamenti, ma di certo, se il problema sicurezza si palesasse sempre più frequentemente, allora i ragionamenti su dove spostarlo comincerebbero a prendere forma. Da segnalare, tra gli ospiti che poi sono intervenuti, Vittorio Munari, sportivo proveniente dal rugby. Con la sua lucidità di pensiero, filosofia aperta al concetto di aggregazione, giusto peso da dare al divertimento e non solo ai soldi ha incantato la platea, di fatto schiaffeggiando altri interlocutori apparentemente più blasonati di lui. La differenza, però, per chi lo ascoltava era evidente: lui parlava come sportivo e con il cuore, altri hanno messo davanti a tutto il portafoglio. La differenza, sempre più spesso, è solo questa.

Notizia del 11 Settembre 2008

 

 

Notizie stagione 2008/2009