Stagione 2008/2009

 

IL 'TARDINI'

NON SI SPOSTA E NON SI PROSTITUISCE

Se ne parlerà giovedì mattina nel nostro Ateneo
LO STADIO DELLA COLLETTIVITA'
     Un argomento che si presta a molteplici interpretazioni e soluzioni
 

Giovedì mattina, nella Sala dei Cavalieri del nostro Ateneo, in pieno centro cittadino, in via dell'Università, si consumerà un'altra occasione, fra le tante che da almeno due anni si stanno propinando, per preparare il terreno a una nuova (o vecchia, ma da rinnovare) concezione degli stadi. Alle ore undici, organizzata dal Moss, il master in organizzazione dello sport e dello spettacolo sportivo, attorno a una tavola rotonda si parlerà "dell'impiantistica per lo sport: una risorsa per la collettività". Coordinerà Lorenzo Dallari, vicedirettore di Sky Sport. Interverranno Luigi Allegri, direttore del Moss, Giovanni Palazzi, presidente di Stage Up-Sport&Leisure Business, la società di Bologna che ha avuto il compito di allestire l'evento, Vittorio Adorni, assessore alle Attività Sportive del Comune di Parma, l'onorevole Mauro Del Bue, promotore di uno specifico decreto legge, e Tommaso Ghirardi, presidente del Parma Calcio. E' prevista, ma non ancora confermata, la presenza di Giuseppe Marotta, amministratore delegato della Sampdoria. Evidente è lo scopo dell'iniziativa e le conclusioni che se ne trarranno. Basta leggere il testo del comunicato che ieri, a tre giorni dal dibattito, la Stage Up, leader italiano nell'ambito del business dello sport per consulenza, ricerche di mercato, analisi, strategie e pianificazione (collabora con Milan, Juventus, Inter, Bologna, Leghe di pallavolo e basket, Federazioni di calcio e atletica), ha diffuso attraverso tutte le agenzie di stampa nazionali. "Gli stadi di serie A sono fra i più vecchi e meno frequentati in Europa. I 20 club del massimo campionato giocano in 16 stadi con un' età media di 67 anni. Fra gli stadi più giovani - ci ha fatto sapere - si distinguono quelli della Bundesliga e della Liga (46 anni). Gli impianti della Premier League (età media 72 anni) hanno invece beneficiato di importanti ristrutturazioni e di nuove costruzioni negli ultimi 20 anni". Facile prevedere dove mireranno i contributi di chi parteciperà alla tavola rotonda. Difficilmente si registreranno voci fuori dal coro, mentre prevediamo sfumature di facile interpretazione, considerate le rispettive posizioni, da parte degli interlocutori locali, l'amministratore Adorni e il condottiero Crociato Ghirardi. Entrambi attenti, con le proprie dichiarazioni, a non urtare troppo la sensibilità dell'opinione pubblica locale, a non sbilanciarsi. Il tema della discussione è giusto, opportuno, accattivante. Può prestarsi a tante decodificazioni. A noi piacerebbe ascoltare, in particolare da Adorni e da Ghirardi, fermo restando l'esigenza dei 'club' di calcio di ricavare risorse di sostentamento dallo stadio in cui giocano, quella che desidera un impianto che sia una ricchezza culturale e sociale per la Comunità, coinvolgendola, valorizzando la sua storia, sviluppando le sue tradizioni, ostentando le proprie produzioni tipiche, con un legame vero e non artificioso con il territorio.

Notizia del 09 Settembre 2008

 

 

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