Il
debutto in serie B del Parma Calcio,
diciotto anni dopo l'ultima volta, visto dallo spassoso blog amico
Premiata
Salumeria Ghirardi. Il suo obiettivo irriverente (ma é solo
simpatica goliardia) ha focalizzato l'attenzione sull'innamoramento a
prima vista del presidente Crociato per il promettente giovane
attaccante di scuola Milan, il quale ha abilmente saputo acquistare,
nell'ultima settimana di calciomercato, con l'azzeccata formula della
comproprietà.
LA CORAZZATA
PALOSKY
Paci
che salva tutto, Zenoni che viene chiamato a dare un po’ di ordine a
destra, Reginaldo che scatta, dribbla e tira, centrando addirittura lo
specchio della porta. Si sono toccate vette di surrealismo, l’altra
sera, al Tardini. E poco importa che Sua Circonferenza, prima della
partita, abbia regalato a Lucarelli, per caricarlo e convincerlo a
rimanere, l’opera omnia di Marx in speciali volumi rilegati. Poco
importa, dicevamo, perché la nota lieta, alla fin fine, dopo un pareggio
che lascia tanto amaro in bocca, è lui, La Corazzata Palosky. Umile,
spontaneo, pochi fronzoli per la testa e tanta fame di crescere: il
contrario di Dessena, tanto per intenderci. Il Magnifico voleva vincere,
certo. Tre punti all’inizio ti fanno digerire anche sei piatti
consecutivi di tortelli d’erbetta. Così, in tribuna, tutti hanno potuto
notare il suo rammarico per le tante occasioni sprecate. Ma quando è
entrata La Corazzata, le sue gote hanno cominciato improvvisamente a
riprendere colore. Scombussolato dai movimenti alla Gilardino dello Zar,
il Nostro Adorato si è rivolto subito a un inserviente della sicurezza:
«Ma da dove viene, questo?». «L’ha preso lei l’altro giorno,
Presidente». A quel punto, il Sommo non è più riuscito a trattenersi.
Dopo essersi armato di tromba da stadio e megafono, ha superato, una per
una, le barriere che separano i vari settori della tribuna, facendosi
aiutare da alcuni tifosi sbigottiti e rischiando più volte di
sfracellarsi sulle poltrone. Con un colpo di bazooka ha divelto il vetro
che separa i Distinti dalla Curva Nord e lì, tra ovazioni e strette di
mano, ha guadagnato il centro della gradinata. Seguito a ruota dalla
platea, il Magnifico ha intonato cori pro-Palosky per poi lasciarsi
andare all’annuncio trionfale: «Torneremo in serie A già a gennaio». Al
fischio finale, stravolto dall’esordio e dal debutto personale in Curva,
è stato scortato fuori dal Tardini protetto da un cordone di volontari
del Settore Crociato, intenti a proteggerne il corpo dall’assalto dei
fan in adorazione. Ripresosi dallo shock, il Presidente ha atteso
l’uscita di Palosky fino alle 23.30. Dopodiché, avvistato il gioiello,
gli è corso in contro riempiendolo di baci in fronte e buffetti sulla
guancia. In vena di grazia, il Magnifico lo ha poi caricato sul
seggiolone, in macchina, per accompagnarlo a casa. Casa sua, a
Carpenedolo. Dove gli ha riservato il posto nella suite imperiale. Lo
Zar è stato accolto con fiori di pesco e caviale ma, data l’umiltà, ha
chiesto subito di potersi ritirare nelle stanze per il meritato riposo.
Sua Circonferenza ha immediatamente acconsentito, invitando La Corazzata
a seguirlo di sopra. Rimboccategli le coperte e imbracciato il
mandolino, Ghirardeau ha rispolverato vecchi successi della canzone
d’autore napoletana, addormentando Palosky
sulle
note di Era de maggio. Alla mattina, intorno alle 7, lo ha poi svegliato
con l’idrante, simulando la sveglia a colpi di rastrello sulla parete
del letto. Perché il menu, quest’anno, prevede lo stesso trattamento per
tutti: un po’ di carota e un po’ di bastone. Anche per La Corazzata.
Buon campionato, Presidente.
Notizia del 01 Settembre 2008