E' arrivato puntualissimo, come il
giorno di Natale il venticinque dicembre e Santo Stefano il ventisei, la
festa della Liberazione il venticinque aprile e quella dei lavoratori il
primo maggio. Alla vigilia dell'esordio in campionato del
Parma Calcio ecco, tempestivo, come ogni
anno il commento di 'overture' stagionale, sulle pagine sportive della
confindustriale Gazzetta di Parma, firmato dal potente e autorevole
Giorgio Orlandini, ex direttore dell'Unione Parmense degli Industriali,
ma, soprattutto, ex giocatore nelle giovanili Crociate, allievo di Boni
e Maccanelli, appassionato di sport, grande tifoso Crociato,
fautore e coordinatore
della salvezza economica del 'club' dal fallimento tra il 1967 e il
1968, culminata con la fusione con la Parmense. Se nel corso degli
anni abbiamo dovuto
ciclicamente bacchettare, a suon di statistiche, l'illustre
commentatore per i suoi giudizi sul pubblico parmigiano, che definiva
freddo e poco partecipe, comparando il dato degli abbonamenti con altre
piazze della massima divisione ben più grandi della nostra, quest'anno
dobbiamo stringergli la mano. Orlandini ha dedicato sull'argomento
importanti parole d'apprezzamento. Riportiamo testualmente: " ... i
tifosi, che con grande generosità ma anche lucida analisi della
situazione creatasi, hanno risposto in massa al segnale della società
sottoscrivendo abbonamenti per un numero di
adesioni che pochissimi club riescono a ottenere in serie B ... ".
E bravo dottor Giorgio, le riconosciamo il merito di aver, finalmente,
aperto gli occhi e compreso, con gli anni, quanto il Parma Calcio stia a
cuore alla sua comunità. Forse ci
voleva la retrocessione nella cadetteria, ci viene da pensare, con vena
un po' polemica ma con simpatia nei suoi confronti, affinché questo
legame e l'attinente forte senso d'appartenenza si capissero a tutte le
latitudini del Ducato ... ? Intanto che ci siamo diamo rilievo anche
alla considerazione finale di Orlandini, la quale condividiamo:
"Ecco, questo è a parer nostro il quadro incoraggiante in cui il Parma
inizia stasera la sua corsa per la promozione: quello di una città ben
stretta attorno alla sua squadra retta e guidata da una proprietà sagace
sostenuta con discrezione intelligente e accorta da
un istituto bancario
dalle antichissime e solide radici parmigiane; di una squadra
seguita con determinazione e passione dai suoi tifosi costanti per
numero e amore; di giocatori ben decisi ad onorare i loro doveri
professionali. Una ricetta, questa, che si basa su ingredienti perfetti
per il conseguimento dell'obiettivo prefisso: la promozione con il
ritorno immediato in serie A del nostro amato Parma". Aggiungiamo
noi, sempre con spirito d'osservazione positivo, che all'appello,
Banca
Monte a parte, manca, per
far davvero quadrato
o sistema come va di moda dire, quel mondo della Parma che conta di
cui Orlandini fa ancora parte e del quale per decenni ha tirato le fila.
Sarebbe pregevole vedere l'ex direttore dell'Upi impegnato a mettere a
disposizione della Comunità Crociata le sue abilità da intercessore
affinché gli steccati
tra il mondo dell'industria parmense e il presidente Tommaso Ghirardi
si abbassino un attimo, mettendo da parte, ognuno, il proprio orgoglio.
Per il bene del Parma Calcio.
Notizia del 29 Agosto 2008