Galeotta fu un'uggiosa giornata di
fine estate, a metà degli anni Settanta, lungo la riviera adriatica,
a Riccione, dove Roberto da Roma, con la propria famiglia,
trascorreva abitualmente le vacanze estive. Roberto Liberatore,
allora, era un bambino di dieci anni. Quel giorno, non sapendo come
consumare il tempo libero, il padre lo portò sulle gradinate del
locale impianto per il gioco del pallone. Si disputava la partita
amichevole tra Rimini e Parma. Lì divampò il colpo di fulmine per la
squadra ducale. "Fu davvero un lampo, un bagliore, una luce
abbagliante, non per un giocatore del Parma Calcio, ma per
quella
sua Maglia, con la croce sul petto, unica nel panorama calcistico
mondiale. Da allora tifai per il Parma" - racconta quel
bimbo, il quale oggi ha quarantaquattro anni, è sposato con Patty ed
é padre di due figli, Davide e Daniele. Una passione che, una volta
rientrato nella capitale, mantenne. Un ragazzino romano
purosangue, tifoso Crociato, innamorato della casacca e della
Bandiera. Un sentimento sportivo che, per due decenni, in mezzo ai
propri coetanei romanisti e laziali, Roberto, detto 'Bobbo', conservò e custodì,
ritagliando con cura le edizioni del 'Corriere dello Sport-Stadio',
le quali, in particolare al lunedì, il giorno seguente gli incontri di
campionato, riportavano cronache e notizie, veramente succinte, del
Parma in serie C1 e in serie B.
Erano
le uniche emozioni calcistiche di cui poteva godere, insieme a
qualche sporadico e stringato servizio televisivo sul torneo cadetto
o su quello di terza divisione. Un impulso che il ventisette maggio
millenovecentonovanta, giorno della promozione in serie A, si
slanciò, finalmente, orgoglioso, fiero e compiaciuto. Il medesimo
ardore che, poco più di un anno fa, nell'autunno duemilasette, gli fece
scegliere lo stadio 'Ennio Tardini',
dimora della Comunità Crociata,
quale campo da costruire, in un momento di ritorno adolescenziale,
con gli amici di una vita, i fratelli Marco e Luca Mariotti,
entrambi sostenitori romanisti, per le loro sfide a Subbuteo.
L'opera si trasformò in un progetto più ampio e ambizioso, l'impresa di un plastico-modello della struttura di piazzale
Risorgimento, riprodotta nei minimi dettagli, realizzata con
materiale riciclato e povero, scelto con ingegno e creatività, senza
ricorrere a prodotti e strumenti specialistici, con l'intenzione,
davvero encomiabile, di donarla, una volta conclusa, alla
collettività di Parma e del
Parma Calcio, in abbinamento a
un'iniziativa benefica. Da qui il contatto di Roberto, Marco e Luca
con Settore Crociato, grazie a Matteo di Cosenza, curatore del bel
sito
www.storiadelparmacalcio.com,
nelle cui pagine sono illustrate
le fasi di avanzamento di questo capolavoro. Così dodici mesi più
tardi, a primo tassello ultimato, la Curva Nord (non poteva essere
altrimenti per la culla del tifo Crociato), i tre 'ragazzi' di Roma
con la loro riproduzione sono stati il fiore all'occhiello, lo
scorso venti dicembre, della
festa del 95°
Compleanno del Parma Calcio,
in cui si è rilanciata, rinforzata
e sviluppata
la
proposta di dar vita a un Museo del 'club' costruito dai ricordi e
dalle emozioni del suo autentico
patrimonio, i propri tifosi. Al punto che
i funzionari della
società presenti, dal direttore organizzativo Corrado Di Taranto ai
responsabili della Comunicazione e del Marketing, rispettivamente
Gabriele Majo e Franco Bardiani, hanno avanzato la disponibilità a
ospitare, all'interno del 'Tardini', la Nord, come simbolica prima
pietra del Museo del Parma
Calcio da allestire e perfezionare magari in vista del
Centenario, nel 2013. Un proposito che ha entusiasmato tutti, a
cominciare da loro, Roberto, Marco e Luca, i quali hanno ricevuto da
questa idea un'ulteriore iniezione di fervore, assicurando come
in primavera torneranno a Parma per depositare, insieme alla Nord,
nell'ambito di uno spazio del vero 'Tardini', fruibile e visitabile
da tutti, anche la Curva Sud fedelmente miniaturizzata.