Stagione 2008/2009

 

 

 

47 -"Morto che parla"

 

Quando la superstizione del calcio era rispettosa

" L' Ascoli é un qualcosa che sta al di sopra

degli uomini che la rappresentano ... ”

(Costantino Rozzi, presidente dell'Ascoli Calcio dal 1968 al 1994)

Quando, nel pianeta del pallone, si parla di Ascoli (l'avversario che domani il nostro Parma affronterą in trasferta), la mente corre fatalmente ad alcuni personaggi che sono diventati il simbolo di un mondo che non c'č pił. Ultimi baluardi, negli anni Ottanta, di un calcio genuino, spontaneo e immediato, poi trasformato dal progresso in una disciplina sportiva artefatta e adulterata, incurante di passione e tradizioni. Si illumina il ricordo di Tonino Carino, inviato-macchietta dal capoluogo marchigiano per il celebre '90° minuto', trasmissione Rai la quale per prima faceva vedere nel tardo pomeriggio di ogni domenica (il giorno del pallone) i gol di giornata. Si accende la memoria su Costantino Rozzi, uno dei presidentissimi del calcio italico. Appassionato, viscerale, folcloristico e ... scaramantico, ma con eleganza e rispetto, il quale non ha mai osato umiliare e offendere, ricorrendo alla superstizione, la storia del proprio 'club', mutandogli Maglia. Al massimo spargeva un po' di sale qua e lą, si avvolgeva in una sciarpa color vermiglio e portava perennemente fiammanti calzini purpurei.

Notizia del 14 Novembre 2008

 

 

Notizie stagione 2008/2009