| |
Dal
piacevole, umoristico ed elegante blog amico
'salumeriaghirardi.com' segnaliamo l'intervento 'Crociati si
nasce', scritto e pubblicato on line in occasione del
novantaquattresimo compleanno del Parma Calcio. Di seguito il
testo integrale:
"Mettiamoci una croce
sopra". Lo diceva,
eccome se lo diceva, il
cavalier Tanzi. Lo
annunciava al fido Tonna,
lo spiegava ai
consiglieri, lo ripeteva
a sé stesso durante le
notti insonni: "Forza,
mettiamoci una croce
sopra". Peccato si
riferisse al buco di
bilancio dell'azienda di
famiglia. In anni di
presidenza, trionfi,
soddisfazioni, coppe,
non aveva capito, il
cavaliere, che su una
cosa sola avrebbe dovuto
mettere la croce sopra:
la maglia del Parma. Il
gesto che mancava nel
suo curriculum di patròn.
Il gesto che avrebbe,
forse, contribuito ad
abbattere quella
barriera che ha sempre
fatto, di lui, un
"parmense" anziché un
"parmigiano". Non lo
fece (in compenso, però,
fece di peggio).
Alimentando così i
rimpianti nostri. Di noi
che, come scrive in "Una
squadra e la sua gente"
Fabio Cola, in quella
croce vediamo "il
marchio distintivo di
una squadra fiera,
riconoscibile ovunque,
unica ... il simbolo
della nostra storia più
remota". La prima pietra
la scaglia proprio Cola,
in uno degli ultimi
capitoli del libro. Con
commozione: "La maglia è
stata cambiata prima
della promozione in A.
Quindi, nessuna coppa è
stata vinta
indossandola. Si è detto
che la proprietà non la
voleva, che non portava
bene, che era roba
vecchia, si è ipotizzato
di tutto". Il secondo
sasso lo lancia, invece,
il vate di via Farini.
E' il 10 gennaio 2004
quando, sulle colonne
del Foglio, Don Camillo
Langone proclama, già
nel titolo, l'anatema:
"Il vero scandalo non è
il crac di Tanzi, ma la
maglia del Parma senza
croce".
Boom. Poi, con
la solita sobrietà:
"Calisto Tanzi peggio di
Adel Smith. Il
maomettano di Ofena ha
cercato di togliere la
croce a una classe
scolastica e a una
stanza d'ospedale, poche
decine di persone in
tutto. Il cattolico di
Collecchio ha strappato
la croce alla gloriosa
maglia del Parma Calcio,
decine di migliaia di
sostenitori e milioni di
telespettatori. I tifosi
raccolti in Settore
Crociato combattono da
dieci anni una battaglia
per il ritorno alle
origini". Il vate (o
water, a secondo dei
gusti) cita con
abbondanza le doglianze
degli amici della Nord:
"La maglia Crociata è
stata ed è qualcosa di
unico nel panorama del
calcio mondiale. Spesso,
molto spesso, è stata ed
è ammirata e invidiata
dagli appassionati di
questo sport, dai
collezionisti e pure dai
sostenitori delle altre
squadre. Fatichiamo a
comprendere le ragioni
che hanno indotto
l'attuale proprietà a
ripudiarla". Don Camillo
cala la risposta:
"Glielo spiego io: gli
uomini di marketing
hanno detto a Tanzi che
una croce nera in campo
bianco è troppo carica
di significati
extra-lattieri ... e che
insomma un marchio
planetario si vende
assai meglio
appiccicandolo sopra un
insulso gialloblù. Detto
e fatto. Consola che la
giustizia non sia sempre
dell'altro mondo". Amen.
O, meglio, requiem.
Allora. Perché, oggi,
quel sommo principio
estetico ha ripreso a
splendere. Per la gioia
nostra. Del Settore
Crociato. E anche del
vate. Che, lo speriamo
(o temiamo), domani sarà
in via Pisacane,
sull'autobus storico che
la Tep ha concesso, come
spazio per esporre
cimeli e immagini video
della storia del Parma,
proprio al Settore
Crociato, degno e
legittimo sacerdote
della celebrazione. Sì,
perché il giorno dopo,
domenica, il Parma
compie 94 anni. Scrive
Gian Franco Bellè in
"Parma, 50 anni di sport
e di successi", che il
Parma Football Club
nasce assorbendo la
società "Verdi" il 16
dicembre 1913: "Viene
inaugurata la nuova
divisa sociale: maglia
bianca e croce nera sul
petto". Fu questo
l'inizio. Motivo per
cui, parafrasando Totò
(e con buona pace
dell'italiano), possiamo
affermare, con fierezza
e orgoglio: "Crociati si
nasce. E noi,
modestamente, lo
nacquimo".
Notizia
del 17 Dicembre 2007
Notizie stagione
2007/2008
|