Stagione 2007/2008

 

L'altro motivo, con canovaccio sportivo-finanziario, di Parma-Siena

UN DERBY GIOCATO IN BANCA
Le diverse forme con cui il Gruppo Monte Paschi incide nei due 'club'
 

 

Parma-Siena, domenica, é stato anche un 'derby bancario' giocato, per così dire, in famiglia. L'aspetto non é stato evocato o enfatizzato dai media parmigiani. Probabilmente perché la notizia non é nuova e non si scopre l'acqua calda. E' la seconda volta che le due formazioni si affrontano con un grado di parentela lungo, che le unisce da un filo sottilissimo, dopo che in entrambe le società di riferimento é entrato, pur con diverse modalità, il Gruppo Mps, che sta per Monte Paschi Siena. La prima occasione si era verificata la scorsa primavera, il diciotto marzo, sempre allo stadio 'Ennio Tardini'. Pure allora, tuttavia, la curiosità non fu fatta troppo notare. Stranezze dei nostrani operatori dell'informazione. Il canovaccio sportivo-finanziario tra i due sodalizi per il gioco del pallone é molto semplice. Banca Monte Parma, una delle più antiche banche del mondo (fu fondata nel 1488 dal frate francescano Beato Bernardino da Feltre, come Mons Pietatis Almae Civitatis Parmae per combattere l'usura), dal gennaio scorso nella nuova proprietà del Parma Calcio (é socia di Tommaso Ghirardi e Angelo Medeghini con una quota pari al 15% nella Eventi Sportivi, titolare del 'club' Crociato), é controllata, dal 1999, dalla Fondazione Monte di Parma, di cui Banca Monte dei Paschi di Siena é il maggior azionista. Tanto che alcuni suoi massimi dirigenti provengono dall'istituto di credito della zona del Chianti e dal suo entourage, come il vice presidente Pier Luigi Corsi e il direttore generale Roberto Menchetti. Mentre il giovane avvocato di casa nostra, Alberto Guareschi, presidente di Banca Monte Parma e presidente onorario del Parma Calcio, é anche membro del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo di MPS Banca per l’Impresa S.p.A, dopo esserlo stato di MPS Banca Verde, due 'bracci' dell'istituzione creditizia senese, che da circa un secolo sono a disposizione delle piccole e medie imprese italiane attraverso l’erogazione di finanziamenti di struttura nel lungo e nel lunghissimo termine, in particolare, ma non solo, nei comparti dell’ agricoltura, dell’agroindustria di qualità e dell’ambiente. La stessa Mps Banca per l'Impresa che, otto mesi fa, tra febbraio e marzo, ha svolto il compito di advisor per la cessione del 96,25% delle azioni del Siena Calcio dal De Luca Group alla CredSec, un gruppo di imprenditori toscani. Industriali del territorio che hanno nominato, quale presidente del 'club' bianconero, quel PierLuigi Fabrizi, senese doc e grande tifoso della Robur, per anni numero uno del Monte Paschi di Siena, oggi alla guida di Si Holding (Cartasì). Nel feudo toscano dove il 'dominus' della vita politica, civile, sociale, culturale e, anche, sportiva é il Gruppo Mps da alcuni mesi lo stadio, con l'approvazione della Giunta Comunale e della Fondazione Artemio Franchi, il grande dirigente calcistico senese a cui l'impianto sportivo era esclusivamente dedicato, ha cambiato la propria denominazione in Stadio Comunale 'ARTEMIO FRANCHI - MONTEPASCHI ARENA'. "L’ulteriore dicitura vuole essere un riconoscimento del concreto intervento di sostegno della Banca come sponsor di riferimento dell’Ac Siena” - disse nella circostanza il sindaco di Siena Maurizio Cenni, mentre Fabrizi aveva aggiunto: "Con questa decisione si riesce a dare ulteriore e meritata visibilità al fondamentale contributo che da sempre la Banca assicura alla vita della Robur. Il nostro impegno va ora nella direzione di cercare di onorare la nuova dicitura dello stadio con prestazioni e con risultati all'altezza del prestigio della persona di Artemio Franchi e dell'istituzione Banca Monte dei Paschi di Siena, senza comunque dimenticare di portare in campo anche il cuore del vecchio Rastrello”. C'é, inoltre, a Siena, un progetto per far cambiare la denominazione anche, addirittura, alla stessa società calcistica, sempre, naturalmente, nel segno e nel nome dell'istituto di credito che lì, nella città del Palio e dintorni (ma i confini del suo impero sono molto più vasti), tutto governa, controlla e regna. A Parma questa invasiva ingerenza, al momento, fortunatamente, da parte di Banca Monte, che, tra l'altro, rispetto a gennaio ha ridotto del 5% la sua partecipazione in Eventi Sportivi, non si é ancora manifestata in questi modi e in queste forme. La sua presenza nelle cose e nelle faccende del Parma Calcio sembra essere molto equilibrata e discreta. C'é chi sostiene anche fin troppo moderata e sobria. 
 

Notizia del 06 Novembre 2007

 

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