Stagione 2007/2008

 

Torna alla ribalta lo pseudo comitato per la maglia gialloblu 
  LA STORIA E' UNA SOLA
  Non si sa da chi è costituito, ma i giornalisti locali gli donano spazio e titoli
 

 

Nelle ultime due settimane, chissà perché, l'ideatore della pseudo petizione per il ritorno della maglia gialloblu sulle spalle dei giocatori del Parma Calcio é tornato ad agire. Per la verità senza alcuna novità rispetto a circa un anno fa, se non il solito vizio di inviare comunicati ai locali organi d'informazione, che, come al solito, abboccano senza verificare l'attendibilità di questo pseudo comitato promotore, concedendogli risalto, alcuni tra l'altro in modo ampio, parlando, addirittura di "guerra delle maglie". Sgombriamo il campo dagli equivoci: non ci sarebbe nulla di male se qualcuno o qualche organizzazione, con relativi nome e cognome, la pensasse diversamente da noi e mettesse in piedi iniziative concrete e reali. Questo comitato, però, non è ancora uscito allo scoperto, non ci ha ancora messo la faccia, non ha illustrato da chi é costituito e non ha spiegato come ha raccolto le adesioni all'istanza che porta avanti. Con tutta onestà ci dispiace constatare, in alcuni casi con meraviglia, come a Parma operino testate giornalistiche, anche autorevoli e di recente insediamento che, prima di riservare titoloni e spazio alle notizie, non ne verifichino fino in fondo la relativa credibilità. A tutti i loro direttori, oggi, abbiamo indirizzato a proposito dell'argomento questa lettera aperta:   

Cari Direttori,
sulle pagine sportive delle vostre testate giornalistiche nell’ultima settimana sono comparsi articoli in cui si parla di un comitato per il ritorno alla maglia gialloblu sulle spalle del Parma Calcio.

La cosa ci ha colpito, non positivamente, per una serie di motivi, che vi andiamo ad elencare:

·        questa iniziativa non è nuova, ma "vecchia" di quasi un anno;

·        periodicamente viene ripresa quasi si fosse in cerca di qualsiasi cosa da scrivere, indipendentemente dalla fondatezza della notizia (voi conoscete meglio di noi i meccanismi della comunicazione);

·        l'iniziativa è solo virtuale, circola su Internet, solo su Internet;

·        non si conosce fisicamente nessuno dei promotori, fatto salvo che gli ideatori non sono parmigiani, ma "tifosi del Parma (?)" del Sud Italia;

·        il comitato dove si trova? Che iniziative porta avanti? Le firme raccolte sono autentiche? Con quale criterio sono contate? Sono giudizi estetici per un concorso di bellezza? C'è consapevolezza in quello che si sta facendo?;

Quanto vogliamo trasmettere, cari Direttori, è che, nella liceità per ognuno di esprimere opinioni proprie e iniziative a supporto, riteniamo debba esserci anche un minimo di concretezza, nelle cose che si fanno o si raccontano.

Un metodo, una spiegazione, un coinvolgimento reale della comunità.

Altrimenti la notizia diventa un boomerang di credibilità per chi la pubblica o la divulga.

Noi siamo convinti sostenitori che la maglia del Parma debba essere quella Crociata. Da quasi quindici anni lo ribadiamo pubblicamente.

Se domani potremmo anche non esistere più come organizzazione, abbiamo volti, nomi, abitudini, frequentazioni ben radicate nel territorio.

Se le nostre idee non incontrassero più il consenso dei parmigiani, ce ne faremmo una ragione e continueremmo, in minoranza, a parlare singolarmente o come gruppo, delle nostre tradizioni e della nostra terra.

Le nostre tradizioni e la nostra terra.

E’ davvero imbarazzante constatare come si cerchi di utilizzare la scaramanzia laddove non arrivano i talenti o le capacità.

Per fortuna che la storia è una sola. Per tutti. Per sempre.

Buon lavoro,
Settore Crociato

Parma, 13 Maggio 2008

Notizia del 13 Maggio 2008

 

 

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