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Nelle
ultime due settimane, chissà perché, l'ideatore della pseudo
petizione per il ritorno della maglia gialloblu sulle spalle dei
giocatori del Parma Calcio é tornato ad agire. Per la verità
senza alcuna novità rispetto a circa un anno fa, se non il
solito vizio di inviare comunicati ai locali organi
d'informazione, che, come al solito, abboccano senza verificare
l'attendibilità di questo pseudo comitato promotore,
concedendogli risalto, alcuni tra l'altro in modo ampio,
parlando, addirittura di "guerra delle maglie".
Sgombriamo il campo dagli equivoci: non ci sarebbe nulla di male
se qualcuno o qualche organizzazione, con relativi nome e
cognome, la pensasse diversamente da noi e mettesse in piedi
iniziative concrete e reali. Questo comitato, però, non è ancora
uscito allo scoperto, non ci ha ancora messo la faccia, non ha
illustrato da chi é costituito e non ha spiegato come ha
raccolto le adesioni all'istanza che porta avanti. Con tutta
onestà ci dispiace constatare, in alcuni casi con meraviglia,
come a Parma operino testate giornalistiche, anche autorevoli e
di recente insediamento che, prima di riservare titoloni e
spazio alle notizie, non ne verifichino fino in fondo la
relativa credibilità. A tutti i loro direttori, oggi, abbiamo
indirizzato a proposito dell'argomento questa lettera aperta:
Cari
Direttori,
sulle pagine sportive delle vostre testate giornalistiche
nell’ultima settimana sono comparsi articoli in cui si parla di
un comitato per il ritorno alla maglia gialloblu sulle spalle
del Parma Calcio.
La cosa ci
ha colpito, non positivamente, per una serie di motivi, che vi
andiamo ad elencare:
·
questa iniziativa
non è nuova, ma "vecchia" di quasi un anno;
·
periodicamente
viene ripresa quasi si fosse in cerca di qualsiasi cosa da
scrivere, indipendentemente dalla fondatezza della notizia (voi
conoscete meglio di noi i meccanismi della comunicazione);
·
l'iniziativa è
solo virtuale, circola su Internet, solo su Internet;
·
non si conosce
fisicamente nessuno dei promotori, fatto salvo che gli ideatori
non sono parmigiani, ma "tifosi del Parma (?)" del Sud Italia;
·
il comitato dove
si trova? Che iniziative porta avanti? Le firme raccolte sono
autentiche? Con quale criterio sono contate? Sono giudizi
estetici per un concorso di bellezza? C'è consapevolezza in
quello che si sta facendo?;
Quanto vogliamo trasmettere, cari
Direttori, è che, nella liceità per ognuno di esprimere opinioni
proprie e iniziative a supporto, riteniamo debba esserci anche
un minimo di concretezza, nelle cose che si fanno o si
raccontano.
Un metodo, una spiegazione, un
coinvolgimento reale della comunità.
Altrimenti la notizia diventa un
boomerang di credibilità per chi la pubblica o la divulga.
Noi siamo convinti sostenitori che la maglia del Parma debba
essere quella Crociata. Da quasi quindici anni lo ribadiamo
pubblicamente.
Se domani potremmo anche non
esistere più come organizzazione, abbiamo volti, nomi,
abitudini, frequentazioni ben radicate nel territorio.
Se le nostre idee non
incontrassero più il consenso dei parmigiani, ce ne faremmo una
ragione e continueremmo, in minoranza, a parlare singolarmente o
come gruppo, delle nostre tradizioni e della nostra terra.
Le nostre tradizioni e la nostra terra.
E’ davvero imbarazzante constatare come si cerchi di utilizzare
la scaramanzia laddove non arrivano i talenti o le capacità.
Per fortuna che la storia è una sola. Per tutti. Per sempre.
Buon lavoro,
Settore Crociato
Parma, 13 Maggio 2008
Notizia del 13 Maggio 2008
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