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Sempre
per sorridere piuttosto che piangere, ecco a voi il dramma della
serata torinese di sabato raccontato umoristicamente, ma non
troppo, dalla solita impareggiabile
Premiata Salumeria Ghirardi, il blog 'amico' di Settore
Crociato.
TORO DA
(RI)MONTA
A Torino
impazzì Nietzsche, figuriamoci se una cosa del genere non poteva
capitare al Parma. Follia pura, quella di ieri sera. Peggio
avevano fatto soltanto gli svedesi dell'Halmstad, in quel
secondo turno di Coppa delle Coppe nel '95/'96 al Tardini quando
mandarono alle ortiche le tre sberle dell'andata subendo 4 gol
dalla banda di Nevio Scala. Non c'è forse paragone migliore per
tracciare i contorni definiti dello sconforto che ci ha avvolti
ieri sera. Oltre che masochista, il Parma cinematografico di
quest'anno è un meraviglioso talent-scout: dopo aver portato
alla ribalta il Cavaliere Jeda, ieri è toccato pure a Sylvester
Stellone, in formato mundial con tanto di scatto da
centrometrista in occasione del primo gol e rinascimentale
girata al volo sul secondo. Dopo il toro da monta, c'è toccato
battezzare pure quello da rimonta. Scriveva Indro Montanelli: "Berlusconi
non delude mai: appena ti aspetti che dica una sciempiaggine, la
dice". Ecco, il Parma di quest'anno è così: appena ti aspetti
che faccia una cazzata, la fa. Contro l'Atalanta mugugni: "Sta a
vedere che Bellini scaglia un destro da 25 metri e la piazza
all'incrocio". Dopo qualche minuto, Bellini scaglia un destro da
25 metri e la piazza all'incrocio. Contro il Siena sospiri: "A
questo punto solo un autogol può sbarrarci la strada". Qualche
secondo e Galloppa la spara da fuori area con Rossi che di
ginocchio spiazza Bucci. Stessa cosa ieri sera. Budan piazza il
4-1 e tu rifletti: "Figurati se prima del riposo non gli
concedono un'altra chance". Neanche il tempo di finire la frase
che Natali ha già riportato il pallone sul cerchio di
centrocampo. Il resto del match ve lo risparmiamo. Sua
Circonferenza, nel frattempo, è uscito dallo stadio sconsolato,
per la gara e per gli insulti ricevuti in tribuna. Lamentato
davanti ai taccuini il trattamento scortese e rispedita a casa
l'intera squadra su un treno Intercity, il Nostro Adorato,
libero a quel punto dalle scocciature, ha deciso di lasciarsi
andare ai bagordi della movida torinese. Dopo una capatina
meditativa alla basilica di Superga, è partito il tour delle
enoteche. Dalla Casa del Barolo alle Cantine Barbaroux, da Le
vitel étonné al Centro Bere 2, Sua Tommasità ha voluto tastare
con mano la qualità dei vigneti piemontesi. Terminato il giro
degli "aperitivi", il presidente si è recato alla sede Rai di
via Verdi, dove ha coinvolto i passanti in una manifestazione di
protesta contro la lottizzazione del Cda e a favore dello
spostamento in prima serata della "Prova del cuoco", il
programma dedicato ai fornelli di Antonella Clerici. Fatto
sfollare dalle forze dell'ordine assieme ad altri 50
nullafacenti che erano lì per caso, Ghirardeau si è fatto poi
scortare da alcuni clochard fino alla Mole prima di abbandonarsi
in un ristorante di piazza Castello ai piaceri degli agnolotti e
della bagna cauda. Il clou della serata è arrivato verso le 2
quando, alzatosi barcollante da tavola, il Magnifico ha puntato
verso il Po per una visita ai locali dei Murazzi. Dopo essersi
scolato due bottiglie di Barbera assieme a Gianni Vattimo,
Ghirardi si è immolato alla consolle per un dj set assieme a
Boosta dei Subsonica. Terminata l'esibizione, i due si sono
concessi un bagno rinfrescante sulle sponde cittadine del fiume.
Alle 6 il Magnifico ha fatto ritorno nella propria suite
d'albergo al Lingotto. Rientrata nel frattempo alla stazione di
Parma in tarda mattinata, la squadra è stata accolta al suo
arrivo da una festosa delegazione del Comune capeggiata dal
sindaco Pietro Vignali, all'oscuro del risultato finale avendo
spento soddisfatto il televisore dopo la rete di Budan. Dopo
aver scambiato il responsabile dello staff medico Manara per il
capostazione, il primo cittadino ha abbracciato giulivo e
sorridente Morrone per lo spendido gol del 3-1. Pensando a una
presa in giro, il mastino lo ha salutato con un destro in pieno
volto che ha spedito al Pronto Soccorso Vignali. Terminate le
medicazioni, il sindaco, seguendo le orme del collega di partito
Renato Schifani, ha fatto sapere di aver aspettato in fila il
proprio turno in sala ambulatoria come tutte le altre persone.
Notizia del 25 Febbraio 2008
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