Stagione 2006/2007

 

Il racconto di come sono state costruite le foto del 'Calendäri Crózé 2007'
LA GUIDA DELLA VITA
Minotti si scomoda da Cesena e gioca con 'Spallo' per l'altruismo Crociato 
 

Dev'essere rintoccata all'alba la sveglia, questa mattina, martedì quattordici novembre duemilasei, a casa Minotti, in quel di Cesena, in terra di Romagna, a oltre cento chilometri da qui. Lorenzo, il capofamiglia, si è preparato in fretta e furia con sua moglie. Ha salutato i figli, ormai grandicelli, che dopo poco sarebbero scesi dal letto per andare a scuola, per mettersi al volante della sua auto. La meta? Il Ducato di Parma, dove negli anni Novanta è stato l'audace capitano della gloriosa squadra di pallone allenata da Nevio Scala e, a metà dei Duemila, il saggio 'team manager' dell'era Prandelli e dello spareggio di Bologna. Poco dopo le otto e trenta, con mezz'ora di anticipo rispetto all'orario fissato telefonicamente qualche giorno prima, si siede assieme alla moglie, attorno a un tavolino di un bar di via La Spezia, dove ci eravamo dati appuntamento. Quando arriviamo sta divorando un toast e un tramezzino, mentre sorseggia acqua naturale. Ci spiega che ha approfittato del coinvolgimento nella nostra iniziativa del 'Calendäri Crózé 2007', per sottoporsi ad esami di 'routine', che solitamente sostiene al nostro Ospedale Maggiore, per cui ha dovuto presentarsi a digiuno. Ci confida come sia orgoglioso di esser stato scelto per esser reso corresponsabile, con i tifosi Crociati e con la gente di Parma e provincia, di questo progetto all'insegna della solidarietà. Lui che della fratellanza e dell'aiuto al prossimo, con diversi impegni, è sempre stato artefice, protagonista e testimone, in particolare nella nostra città. Si informa di tutto sul 'Calendäri'. Ci chiede in modo discreto e approfondito dei motivi per cui abbiamo scelto l'Assistenza Volontaria di Collecchio-Felino-Sala Baganza e la Comunità Mére quali destinatari della nostra beneficenza. Gli illustriamo in modo più approfondito rispetto a quanto avevamo fatto via telefono, il quadretto di cui sarà al centro degli obiettivi fotografici. Dovrà dedicarsi, come compagno di gioco, agli ospiti della Fattoria di Vigheffio, l'istituzione comunitaria parmigiana che da decenni accoglie, recupera e re-inserisce chi è affetto da disabilità mentali, specialmente con lo 'Spallo', il più conosciuto in città, ma non solo. Minotti è entusiasta e contento. Intanto ci domanda aggiornamenti sulla situazione del Parma. Ci confessa come, oltre che attraverso i contatti con le sue amicizie parmigiane, si tiene costantemente al corrente delle vicissitudini Crociate tramite il nostro sito Internet, con particolare apprezzamento per la rubrica delle pagelle in dialetto firmate da Crociato '63, che, dopo ogni partita di campionato, consulta al pc insieme al figlio. Il tempo di consumare un caffè e delle dovute presentazioni, quando varcano la porta del bar Manuela e Massimo, i professionali fotografi che abbiamo ingaggiato, quindi ci instradiamo finalmente verso la Fattoria, che è dietro l'angolo. Lorenzo è infervorato. Non vede l'ora. Lo vestiamo con la Maglia blu con croce gialla della corrente stagione agonistica firmata Erreà ("Finalmente, dopo averlo desiderato per anni e non esserci mai riuscito, posso indossare la Crociata" - commenta il condottiero degli anni Novanta). Quando scende dalla sua macchina e gli corre incontro lo 'Spallo' per abbracciarlo, il trasporto sale di livello. Consegniamo sciarpe e bandierine Crociate. Lanciamo nella corte della Fattoria un pallone ufficiale del Parma Calcio. La partecipazione è totale. Minotti e alcuni ospiti che palleggiano e che, neppure tanto artificialmente, giocano e si divertono per una ventina di minuti. Il susseguirsi degli scatti fotografici è interminabile. Non vorrebbe arrestarsi. Alla fine si sceglierà quello con lo 'Spallo' e Manuel, i maggiormente partecipi, ma tutte queste istantanee avrebbero meritato l'ufficialità. Il momento è carino, sereno, fraterno. Lo spazio per l'ultima stretta d'amicizia attorno al collo. Sono quasi le undici, ormai. Lorenzo, con la moglie, la quale si è, anche lei, divertita un mondo dietro le quinte di questa 'location', deve rincasare a Cesena, dove li attendono i figli che tornano da scuola, il pranzo insieme a loro e i doverosi riti della vita quotidiana, ma un salto nel Ducato, con levataccia mattutina, per onorare ancora una volta la Bandiera di cui è stato guida esemplare per anni è un'altrettanta responsabile missione alla quale non ci si poteva e doveva sottrarre. Pure questo significa riverire la Maglia.

P.s.: si precisa che le foto pubblicate in questa pagina non sono le originali del Calendario Crociato, ma si tratta di scatti tratti dal 'backstage'.

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Notizia del 28 Dicembre 2006

 

 

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